Giustizia e carceri

    Giustizia e carceri (826)

    Covid-19, il Portavoce della Conferenza dei garanti territoriali, Stefano Anastasìa, interviene in merito alle decisioni del governo sull’imminente campagna di vaccinazioni

    “Come mai i detenuti e le detenute non sono elencati tra le categorie prioritarie della campagna vaccinale contro il Covid-19?”. È la domanda che si pone il Portavoce dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Stefano Anastasìa.

    “In questi mesi – prosegue Anastasìa - stanno vivendo la più dura delle carcerazioni, impediti in gran parte delle attività e dei contatti con l’esterno, finanche con i familiari che, quando va bene, possono vedere di persona una volta al mese e separati da una barriera di plexiglas. Il tutto per misure di prevenzione giustificate dal fatto che le carceri sono comunità chiuse in cui convivono centinaia, se non migliaia di persone, con seri rischi di rapida diffusione del virus in caso di contagio (e, purtroppo, se ne ha esperienza). Le carceri, si dice, sono come le Rsa. D’altronde – conclude Anastasìa - se l’età media è più bassa, la diffusione delle patologie pregresse è certamente importante e le condizioni igienico-sanitarie degli istituti di pena sono certamente peggiori di quelle delle Residenze sanitarie assistenziali”.

    Lavorano nei campi e al frantoio, ma si occupano anche del marketing e delle vendite: è il progetto dell’azienda agricola Santissima Annunziata di San Vincenzo (Livorno) per l’istituto penitenziario dell’isola 


    Video-conferenza di avvio del progetto nazionale di rilevanza europea “Il carcere alla prova dei bambini e delle loro famiglie - Applicazione della Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”.

     


    I dati aggiornati al 30 settembre danno una visione decisamente critica delle condizioni in alcuni istituti, come a Latina, CIvitavecchia e Regina Coeli, in cui il numero di presenti è superiore al 150 per cento dei posti disponibili

    “Mentre in alcuni istituti penitenziari la programmazione dell’offerta scolastica è ancora largamente al di sotto delle necessità, la didattica a distanza sta incontrando grandi difficoltà. L’amministrazione penitenziaria se ne sta occupando con grave ritardo, nonostante le sollecitazioni giunte da alcuni istituti penitenziari che hanno riscontrato problemi per la creazione di una rete dati di collegamento delle aule o per potenziare la rete esistente”. È quanto ha dichiarato il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale del Lazio, Stefano Anastasìa, a margine del seminario “Polo universitario in Carcere: Diritto allo studio per costruire il futuro” che si è appena nell’istituto penitenziario di Secondigliano di Napoli. “L’amministrazione penitenziaria ha avviato solo a fine luglio il monitoraggio sulle esigenze di cablaggio e di dotazioni informatiche”, ha aggiunto Anastasìa, il quale ha partecipato al seminario nella sua veste di portavoce della conferenza nazionale dei garanti territoriali.

    “Il sovraffollamento degli Istituti Penitenziari è decisamente migliorato: si è passati dal 20,3% al 6,6%, per l’assenza di arresti nel periodo del lockdown. Adesso, con la nuova fase, diventa necessario eseguire estesamente i test sia HCV che SARS-CoV2 ” sottolinea il Direttore Scientifico SIMSPe Sergio Babudieri.

    “Anche nelle carceri vi è stato un rallentamento dei trattamenti. La metodologia applicata è basata su un approccio che prenda in esame le singole sezioni di ciascun penitenziario. Il progetto è già partito in sette carceri, trasversali alle diverse regioni” sottolinea il Prof. Sergio Babudieri, Direttore Scientifico SIMSPe

    Una struttura per aiutare chi è senza domicilio a poter uscire dal carcere con le misure per l'emergenza Covid promossa dall'Associazione Vic e sostenuta dall'Elemosineria. L’inaugurazione con il cardinale Krajewski.

    Negli istituti penitenziari saranno prodotte le mascherine chirurgiche per combattere il Coronavirus.

    In questo momento di emergenza sanitaria e sociale a causa del Covid-19, una riflessione va fatta sulle carceri sovraffolate e sulle persone lì ristrette.

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