Sono oltre 100 i volontari che hanno risposto alla call e che hanno prestato il loro volto al progetto. Dopo il Louvre e il muro che separa il Messico dagli Stati Uniti, la mostra arriva in Italia per celebrare il volontariato patavino

    Formazione “a distanza” per i futuri volontari. Iscrizioni fino al 3 ottobre. Mercoledì 23 settembre presentazione ufficiale on line.

    Padova 18 settembre - Sarà inaugurata lunedì 21 settembre alle 17.30 nel Salone del Palazzo della Ragione di Padova la III edizione di Solidaria, il festival del volontariato che quest’anno è realizzato nell’ambito di Padova capitale europea del volontariato 2020.

    Lega Serie A e UNAR  (National Anti-Discrimination Office of Italian Government)  promuovono “KEEP RACISM OUT”, la prima campagna della LNPA (Lega Nazionale Professionisti Serie A) con l'obiettivo di combattere tutte le forme di discriminazione nello sport, durante le prime giornate di incontri della stagione 2020/2021 (19,20 e 21 settembre).

    Cambia il Forum Sociale Mondiale per cambiare il mondo 

    Beirut: Save the Children, concerto benefico a favore dell’Organizzazione ideato dalla star internazionale anglo-libanese Mika per soccorrere la popolazione dopo il tragico evento di agosto.

    Nella line-up dell’evento molti nomi importanti come Kylie, Salma Hayek, Danna Paola, Fanny Ardant, Etel Adnan e Laura Pausini.

    Il concerto sarà trasmesso in live streaming in quattro fusi orari, a partire dalle 20:00 - 21:00 del 19 settembre dal canale YouTube di Mika tramite link privato.

    Riaffermato e riconosciuto il ruolo politico del Terzo Settore, come previsto dal Codice nazionale. Il Lazio esempio di proficua e intensa collaborazione con la firma del 'Protocollo d'intesa per la costruzione di un welfare di comunità ed il sostegno a iniziative e progetti ad hoc nel campo delle Politiche Sociali'

    Presentati i dati della prima indagine post emergenza sullo stato di salute del terzo settore in Toscana
    Terzo settore: indagine Cesvot "In Toscana quasi 1 ente su 2 non ha risorse per continuare attività”
    Il 14,2% ha chiuso o sospeso le proprie attività, oltre il 70% degli enti le ha ridotte. Il 43,7% non ha risorse economiche per le attività correnti.

    Il presidente Gelli: “L’esperienza della pandemia reclama più sanità, più servizi, più
    assistenza, più sociale e non possiamo farlo senza il contributo del terzo settore”

    L’emergenza Covid ha colpito profondamente il terzo settore in Toscana. Oltre il 70% degli enti ha dovuto ridurre le proprie attività, e il 14,2% addirittura ha chiuso o sospeso qualunque tipo di operazione.
    Questo è il quadro che emerge con grande evidenza dall’indagine condotta da Sociometrica per conto di Cesvot, dedicata appunto a valutare l’impatto dell’epidemia sugli enti del terzo settore in Toscana.
    C’è anche una parte di enti che, al contrario, ha incrementato le attività, sono le associazioni di volontariato che lavorano nel campo della sanità.
    L’impatto territoriale è molto differenziato: la situazione più critica è quella di Siena, dove a chiudere è stato oltre un quarto degli ets (27,8%); situazione difficile anche a Pistoia e Grosseto. L’impatto è stato irrilevante solo nella provincia di Prato.
    L’aspetto che ha messo in maggiore difficoltà gli enti del terzo settore è quello economico: molte associazioni non hanno modo di finanziare neppure le spese ordinarie. Un colpo particolarmente negativo è stata la cancellazione degli eventi che funzionano sia per la promozione del volontariato sia per finanziare le singole attività.
    L’indagine, accanto alle forti difficoltà economiche, ha messo in evidenza anche la grande capacità di resilienza delle associazioni, che sono totalmente determinate a continuare le attività, nonostante la crisi di oggi.
    Per altro, siamo in questo momento davanti a una riconsiderazione di tutto il welfare, dovuto all’emergenza post-Covid. Le associazioni, secondo gli esiti della ricerca, sono pronte a integrare i loro servizi a quelli pubblici per dare ai cittadini toscani servizi sanitari e di assistenza sempre migliori.
     
    Quale futuro vedono di fronte a loro gli ets toscani? Federico Gelli, presidente di Cesvot, è comunque ottimista:  “Sono convinto, come il 37% dei responsabili degli ets, che ci sia spazio per riconsiderare molti aspetti della vita collettiva, dalla riorganizzazione dei servizi socio sanitari e di assistenza, all’utilizzo delle nuove tecnologie. L’esperienza della pandemia reclama più sanità, più servizi, più assistenza, più sociale e non possiamo farlo senza il contributo del terzo settore. La politica non potrà rispondere a questa esigenza senza un’alleanza con gli enti del terzo settore. Consegniamo alla nuova classe dirigente di questa Regione tutti gli strumenti necessari perché ciò avvenga: in ultima la neonata legge regionale sul terzo settore che sancisce e legittima il ruolo  degli ets nei percorsi di co-programmazione e co-progettazione con le amministrazioni pubbliche. Da qui dobbiamo ripartire”.
     
    Anche Antonio Preiti, direttore di Sociometrica, sottolinea la forza dell’associazionismo toscano: “Con questa indagine abbiamo scoperto che il terzo settore è stato colpito al cuore, perché la sua filosofia è la vicinanza sociale, non la distanza. La resilienza dei volontari è però più forte delle conseguenze dell’epidemia. Questo è l’asset fondamentale per un futuro da protagonista della società civile”.
     
    Gianluca Mengozzi portavoce del Forum Regionale Terzo Settore, esprime preoccupazione: “Il danno che il virus sta producendo alle attività del terzo settore toscano è molto grave e non si è esaurito con la fine del lockdown. Molte attività sono tutt’ora sospese, altre si svolgono ma con le gravi difficoltà indotte dal necessario rispetto delle misure di contenimento; si tratta di una situazione che continua a dissuadere una parte della cittadinanza dalla partecipazione agli eventi collettivi, e che impedisce il lavoro di animazione sociale di volontari e militanti. Intere stagioni di attività culturali, di intrattenimento, di educazione, musicali e sportive sono state annullate, con un grave danno economico per le migliaia di organizzazioni che sostengono la propria azione sociale con l’autofinanziamento.  Non possiamo dare per scontato che quando tutto questo finirà ritroveremo intatta la grande ricchezza di associazioni e cooperative: per questo è impo rtante che le istituzioni si prendano cura dell’insostituibile risorsa costituita dal terzo settore toscano.”

    i dati più importanti:
    gli ets che hanno incrementato le loro attività sono l’8,1%, meno di uno su dieci,
    quelli che hanno mantenuto inalterate le loro attività sono il 19,1%.
    Coloro che hanno chiuso (o sospeso) le loro attività sono il 14,2%. Questa la distribuzione fra le categorie di ets:  20,3% di Onlus;  17,5% di associazioni di promozione sociale;  11,7% di organizzazioni di volontariato; 10,2% di cooperative sociali. Così la loro distribuzione territoriale che appare molto disomogenea: Siena 27,8%; Pistoia 25%; Grosseto 23,1%; Pisa 15,9%; Firenze 13,3%; Massa Carrara 11,6%; Arezzo 10,7%; Lucca 10,7%; Livorno 8,1%; Prato 3,9%.
    La metà degli enti si trova in una pesante difficoltà economica, infatti il 16,3% ha perso gran parte delle risorse di cui ha bisogno per svolgere le sue attività ed il 33,5% registra rilevanti difficoltà. Il 47,4% degli enti registra un ribasso economico superiore al 25%. Il 43,7% dichiara di avere difficoltà a reperire risorse per le attività correnti.
    Risorse umane: il 14% dichiara grandissima difficoltà nell’ambito della disponibilità di risorse umane

    La Comunità Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi scende in piazza con un“pasto sospeso” per aiutare i “nuovi poveri” post covid

    Il cantiere del terzo settore nella fase post-Covid, di Gianfranco Piombaroli* e Angelo Palmieri** su Open Calabria

    Siamo ad un passo dalla più profonda recessione economica del dopoguerra e dinanzi a dinamiche sociali imprevedibili. L’Istat stima per il secondo trimestre del 2020 una contrazione del PIL del 12,8% (il dato peggiore dal 1995), un milione di posti di lavoro in meno entro l’anno, la cancellazione di una azienda su tre. Sono in atto effetti macro-economici dagli inevitabili riverberi in termini di coesione sociale sulle nostre comunità.

    In questo scenario alquanto chiaro, il Terzo Settore, da sempre un avamposto di prossimità, è in forte affanno: i livelli minimi di assistenza e cura sono stati garantiti dai numerosi soci, nel mentre ci si è dotati di codici etici di comportamento e linee guida fai-da-te, sì da poter gestire in modo ancor più efficace ogni processo organizzativo teso a prevenire qualsiasi evento ostativo in assenza di un qualsiasi protocollo scientifico stilato dal governo centrale o da quello regionale. Ciononostante, nei quattro mesi di emergenza sanitaria, sono stati garantiti gli interventi essenziali (basti pensare al lavoro di cura nelle RSA).

    Qui il link all'articolo completo: https://www.opencalabria.com/il-cantiere-del-terzo-settore-nella-fase-post-covid/

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