Vetrina

    Vetrina (1320)

    Il Premio Alessandra Bisceglia, giunto alla quarta edizione, è organizzato dalla omonima Fondazione e dalla Libera Università Maria SS. Assunta - LUMSA di Roma e nasce con l’intento di riconoscere e stimolare l’impegno di giovani giornalisti per la diffusione e lo sviluppo di una cultura della solidarietà e dell’integrazione delle persone diversamente abili e per sostenere la comunicazione sociale e l’informazione sulle malattie rare, con particolare attenzione all’equità nell’accesso alla cura.

    Il riconoscimento speciale per la sezione radio-televisione è andato a O anche no nella persona di Giovanni Parapini, direttore di Rai per il Sociale.

    Tutte le puntate di 'O anche no', andate in onda su RAI2, sono disponibili su RAIPlay al seguente link: https://www.RAIplay.it/programmi/oancheno. 

    (Fonte LaPresse)

    Si svolgerà on line nelle giornate del 30 e 31 ottobre il Congresso Internazionale della Società Mondiale di Neuroradiologia cui parteciperanno le eccellenze in questa patologia in collegamento da tutto il mondo. L’epidemia ha purtroppo rivoluzionato la possibilità di aggiornamenti scientifici in tutte le discipline ponendo al centro nuove forme di didattica e di scambi culturali già presenti in altri settori. Non è preventivabile allo stato attuale quando sarà possibile il ritorno ad eventi in presenza fisica rispetto a questi on-line considerando che molti eventi del 2021 sono stati già posticipati al 2022. L’utilizzo di web meeting con possibilità di webinar e collegamento su piattaforme avanzate rende possibili scambi di esperienze certamente in maniera più agevole ma limita ovviamente lo scambio di interazione diretta sui pazienti.

    Per queste motivazioni è stato organizzato un evento internazionale Stroke and Aneurysm Virtual Meeting 2020 (www.savm2020.com) che si svolgerà il 30 e 31 ottobre 2020 con collegamento live sul trattamento endovascolare degli aneurismi cerebrali e dello stroke, riportando esperienze da tutti i principali centri internazionali, dall’Europa agli Stati Uniti, avendo come organizzatori la dott. Biondi di Parigi, il dott. Linfante di Miami, il dott. Causin di Padova, il dott. Riina di New York ed il dott. Muto di Napoli. “Le cure endovascolari di patologie vascolari cerebro-spinali hanno avuto una notevole evoluzione negli ultimi 30 anni nel trattamento degli aneurismi e delle malformazioni vascolari cerebrali sia trattati in urgenza che in elezione, nonché nel trattamento dello stroke ischemico – sottolinea il dottor Mario Muto direttore UOC Neuroradiologia Diagnostica e Terapeutica AO Cardarelli di Napoli. “Lo stroke (disturbo neurologico da accidente vascolare acuto cerebrale) è una patologia tempo dipendente che ha avuto un notevole cambiamento nella sua gestione e nei suoi aspetti con l'avvento del Covid 19 e ciò è avvenuto in tutto il mondo. Nella fase iniziale durante il mese di marzo e aprile si è verificata una netta riduzione degli accessi ospedalieri per tali patologie a livello nazionale e ciò si presta ad alcune considerazioni (paura dell'accesso ospedaliero con incremento della mortalità legata alla patologia? riduzione degli eventi ischemico emorralgici?)”.

    “In un secondo momento – prosegue il dottor Muto - con la ripresa di una attività quasi regolare vi sono state le problematiche connesse alla gestione dei pazienti sospetti o Covid positivi con la necessità di eseguire test diagnostici affidabili con risposte immediate (parliamo di patologia tempo dipendente) e la necessità di identificare percorsi assistenziali separati tra pazienti negativi e pazienti sospetti o Covid positivi sia per la diagnostica strumentale che per la fase terapeutica con incremento della tecnologia. Tutto ciò dovrebbe avvenire sempre in tempi rapidi per non venir meno al target assistenziale di tale patologia.”

    “Ultimo aspetto – conclude il dottor Muto - è sempre poi quello della carenza degli specialisti idonei al trattamento di tale patologia che necessiterebbe di una strada formativa preferenziale che è urgente determinare sia in Italia che negli altri Paesi del mondo”. Si sta facendo, quindi, in tutto il mondo un notevole sforzo organizzativo, mediatico e culturale per stimolare da un lato i pazienti a non sottovalutare i disturbi clinici (per es. disturbi visivi, del linguaggio e motorii insorti acutamente) ma anche per organizzare la migliore assistenza possibile sin dall’accettazione al pronto soccorso. È necessario, inoltre, il coinvolgimento di molteplici figure professionali che devono essere formate per rispondere alle migliori esigenze assistenziali ed il ruolo delle Università e delle Società scientifiche è perciò fondamentale. Altresì è essenziale un approccio multidisciplinare
    per la migliore selezione del paziente che possano indicare il trattamento più adeguato al caso in esame, quindi, neurologi, neurochirurghi e oncologi. I maggiori esperti al mondo su questa grave patologia saranno presenti all'evento on line del 30/31 ottobre per cercare risposte a questi ed a molti altri quesiti.

    Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, è profondamente preoccupata per la situazione di migliaia di minori che stanno si stanno rifugiando in Armenia dopo essere sfuggiti alle violenze nella regione del Nagorno-Karabakh.

    È probabile che il numero giornaliero di arrivi aumenti, poiché la situazione della sicurezza nell’area continua a peggiorare nelle ultime due settimane. In alcune città e in alcuni villaggi armeni ostelli, scuole e asili sono sovraffollati dopo aver aperto le loro porte alle persone in fuga dalle violenze, in maggioranza donne e bambini.

    Maria*, che ha partorito due giorni dopo essere arrivata in Armenia, ha detto: “La mia infanzia è trascorsa durante una guerra. L'altro mio figlio ha otto anni ma ha già assistito a due guerre. Ora il mio bambino è nato durante una guerra, perciò che significa infanzia felice?”.

    Secondo Save the Children, inoltre, molti dei bambini sfollati sono separati dai propri genitori, perché sono stati mandati a stare con la famiglia allargata o gli amici sul lato armeno del confine.

    Suzanna*, una bambina di sette anni arrivata a Goris, nel sud dell'Armenia, ha detto: “Voglio vedere mio padre. È al sicuro qui? Non ci saranno spari qui?”.

    “Le storie che le persone raccontano sono angoscianti: una nonna è arrivata con 14 bambini che le erano stati affidati dai genitori perché cercavano disperatamente di salvare i loro figli mandandoli in Armenia”, ha detto Irina Saghoyan, Direttrice di Save the Children per l'Europa orientale.

    “Molti bambini avranno visto o vissuto le violenze; sono spaventati e forse traumatizzati. Potrebbero anche aver perso i propri cari. Ciò avrà un impatto profondo sul loro benessere mentale” ha proseguito Irina Saghoyan.

    Con l'inverno che si avvicina e le temperature che stanno già calando; i bambini che arrivano hanno bisogno di un riparo, di cibo e vestiti.

    Save the Children chiede l'immediata cessazione delle ostilità nel Nagorno-Karabakh e che sia data priorità alla sicurezza e alla protezione dei civili, in particolare dei bambini, in linea con il diritto internazionale umanitario e le regole durante i conflitti. Come hanno dimostrato i conflitti in tutto il mondo, i bambini sono sempre le principali vittime e non si deve permettere che ciò accada anche nel Nagorno-Karabakh.

    25 Ottobre 2020 - 09:12

    La nuova puntata di O anche no

    Scritto da
    Domenica 25 ottobre alle ore 9,15 circa su RAI2, una nuova puntata di O ANCHE NO, il programma dedicato alla “diversabilità” e all’inclusione condotto da Paola Severini.
    In questa puntata, un cooking show nell’Albergo Etico di Asti; Parleremo della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale e della Serie A della DCPS con in studio Davide Rocchi, Nicolò Della Martira e Christian Bianchi, tre calciatori Special della Sampdoria (Divertime), della Lazio (ASD La Lepre e la Tartaruga) e del Genoa (Bic Genova), che racconteranno l’amore per il gioco del calcio.
    Sempre a proposito di calcio, ci saranno anche gli auguri a “O anche no” fatti da Sara Gama, capitano della Nazionale di calcio femminile.
    In studio con la conduttrice anche Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta.
    Non mancheranno la notizia di Rebecca Zoe De Luca e l’esilarante striscia di Stefano Disegni. E come sempre le irresistibili magie di Andrea Paris, il “prestigiatore”, con i suoi simpatici aiutanti e le canzoni dei Ladri di Carrozzelle.
    La puntata verrà replicata venerdì 30 ottobre alle 24, 50 circa.
     

    O ANCHE NO è scritto da Paola Severini Melograni e Maurizio Gianotti. La regia è di Davide Vavalà.

    Ho conosciuto occhi pieni di coraggio. Occhi scavati, ma vivi, che sanno ancora “sorridere”. Sono quelli di due genitori, Mario e Stefania.

    Il loro figlio, Filippo, era un giovane di 22 anni che amava la vita. La scossa di terremoto del 24 agosto 2016 ha fermato i suoi sogni. Generoso, altruista, leale aveva un ‘culto’ particolare per il sentimento dell'amicizia. Il Premio Letterario Nazionale "Filippo Sanna" è nato per ricordarlo e per dare la possibilità a giovani come lui di scrivere racconti attraverso i quali poter esprimere i loro sentimenti, le loro paure e le loro riflessioni. Ed è stato proprio il tema dell'amicizia, il primo argomento trattato nella prima edizione del Premio. La seconda, invece, li ha visti impegnati su "Il coraggio e la paura". Dopo l'anno di stop forzato a causa del Covid-19, la terza edizione propone "Libertà e responsabilità".

    “Abbiamo dato vita all’Associazione Il Sorriso di Filippo APS- ci spiega papà Mario- per ricordare nostro figlio e far sì che il suo sorriso possa illuminare il volto dei ragazzi destinatari delle borse di studio grazie all’Associazione. Nel corso degli anni sono state consegnate a studenti dell'Università de L'Aquila, dove Filippo studiava Ingegneria meccanica, e del Conservatorio de L'Aquila dove il nostro secondogenito Riccardo si è laureato in Fisarmonica. Altre borse di studio sono state assegnate a studenti di Amatrice e di Rieti. Quest’ultima è la città della nostra seconda vita”.

    Il Premio letterario Filippo Sanna parla di una famiglia forte e granitica, che non si è arresa al dolore, pur portandone il peso nel cuore.  “Vogliamo continuare a credere nella vita e a sognare- gli occhi di Mario si illuminano- perché Filippo voleva questo e noi andiamo avanti”.

    “Mantenere viva la memoria di Filippo e il suo amore per la vita- racconta mamma Stefania- è il punto di partenza di ogni giorno. Pensiamo che lui prosegua a vivere nel ricordo di chi lo ha amato e di tutti quelli che lo conosceranno attraverso i racconti che scriveranno con il nostro concorso. La sua breve vita ha lasciato un’immensa eredità di amore, che noi vogliamo preservare e mantenere viva con la stessa leggerezza che lui ci ha insegnato”.

    La splendida cornice della "Rieti Sotterranea" ha impreziosito la presentazione della terza edizione del Premio, che si conferma come un unicum nel panorama dei concorsi letterari nazionali. Si rivolge, infatti, alla fascia di età compresa tra i 14 ed i 18 anni.

    “Mai come in questo momento – continua Stefania- il tema prescelto è di grande attualità: non solo per le vicende legate al  virus, ma più in generale per una visione di un mondo che sembra aver smarrito certi valori per cui la responsabilità dei comportamenti è requisito fondamentale per la costruzione di una comunità libera”.

    Mamma Stefania ci mostra il libro che raccoglie tutti i lavori degli studenti. Nell’inchiostro c’è tanto cuore come quello che ha messo anche Bartolomeo Smaldone, poeta e uomo di grande cultura, che offre instancabilmente il suo sostegno nella realizzazione dei progetti dell’Associazione.

    Stefania e Mario mi salutano, regalandomi un sorriso ritrovato. I miei occhi si posano sulla foto di Filippo. Il suo sorriso non conosce l’erosione del tempo. E’ luce.

    Per info:

    www.associazioneilsorrisodifilippo.com

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    Foto

    Credit Associazione Il Sorriso di Filippo

    Articolo a cura di Gaia Simonetti

    Riproponiamo un articolo del direttore di Angelipress Paola Severini Melograni uscito dieci anni fa su Dagospia in occasione della mote di Graziella Lonardi Buontempo, collezionista d'arte e mecenate italiana. Su di lei, sabato e domenica prossimi, sarà presentato un documentario in occasione della 15ª edizione della Festa del Cinema di Roma, con la regia di Gabriele Raimondi e intitolato Donna di quadri; si potrà vedere su Sky Arte domenica 1º novembre alle 21,15. Ne ha scritto su Il Giornale Giordano Bruno Guerri in questo articolo: https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/donna-quadri-che-pescava-sempre-bene-nel-mazzo-dellarte-1898025.html

    Da Dagospia: "In morte di un’amica"

    Aver conosciuto una Graziella può servire a pareggiare il conto con la disgrazia di sopportare ogni giorno la presenza di centinaia di povere sciagurate che sono state designate in parlamento o che parlano a vanvera in televisione, o addirittura ricoprono ruoli dirigenziali nei luoghi deputati alla cultura.

    Domani, 22 dicembre, a Napoli, alle 10,30, nella chiesa della piazzetta dell'Ascensione, gli amici si riuniranno per salutare Graziella Lonardi Buontempo, una delle poche donne straordinarie di questo nostro sfortunato Paese.

    Per coloro che amano l'arte contemporanea, Graziella rappresentava, insieme a Palma Bucarelli, la "strada verso la modernità, il contemporaneo, il futuro"; personalmente non avevo mai conosciuto una persona più giovane, più curiosa più innovatrice di questa ragazzina di 82 anni; sempre pronta a sorprendersi e a sorprenderci di fronte alla scoperta di un nuovo artista, che veniva da lei trattato con la stessa principesca ospitalità, si trattasse di un pittore "di strada"o di Andy Warhol.

    MECENATE, nel vocabolario significa: protettore munifico delle arti e degli artisti; Graziella proteggeva davvero tutti coloro che scopriva o che si lasciavano scoprire da lei e nel contempo diveniva riferimento e amica per sempre di tutti coloro nei quali intravedeva una scintilla di generosità e di talento: moltissimi, in Italia e all'estero le debbono successo e notorietà, e, forse, senza il suo aiuto e il suo lavoro, ininterrotto negli ultimi cinquant'anni, tanta parte della cultura italiana del '900 non avrebbe avuto diritto di cittadinanza.

    Per uno strano miracolo, visto che in questi ultimi anni Graziella, come molti di coloro che fanno e che hanno fatto cultura vera qui da noi,non hanno avuto udienza nei palazzi de potere e meno che mai in quelli deputati all'uopo (leggi Ministero dei Beni culturali), per un vero inaspettato e portentoso evento, lo scorso gennaio, a Roma, c'era stato un importante omaggio al suo lavoro e un riconoscimento alla sua vita attraverso la mostra al museo Macro: "A roma la nostra era avanguardia"; e anche molti di coloro che non la conoscevano, che non sapevano quanto tutti noi le siamo e le saremo debitori, hanno potuto-almeno iniziare a scoprirlo.

    Mentre scrivo mi rendo conto che non riesco ancora a pensare di non poter alzare più il telefono e non sentire quel delizioso intercalare napoletano, un po' strascicato: "Amore, come stai" e la sua inconfondibile voce, e il suo modo di porsi, lei che con estrema leggerezza inseriva nella chiacchierata cose vere, cose importanti, con la delicatezza e insieme l'umiltà di una vera signora.

    E' davvero molto molto difficile scrivere in morte di un'amica così, di una italiana tanto speciale, di una napoletana talmente globale, che pure l'Europa le andava stretta; di una donna che ad una età incredibile era ancora sicura e cosciente del fascino che emanava, tanto da catturare qualsiasi interlocutore e farlo diventare un suo partigiano per sempre: quelli intelligenti però, perchè purtroppo, con gli stupidi, come scrive Asimov, "neanche gli dei possono nulla"; e questa Italia gretta, meschina, incapace di sognare, è fatta di milioni di stupidi, che non hanno avuto l'onore e la gioia di condividere un bicchiere di vino e una salsiccia con la finocchiella di Capri assieme all'ultima grande vera Signora dell'arte.

    Paola Severini

    Il Presidente dell’Associazione delle Istituzioni Culturali Italiane, Valdo Spini, in relazione ai recenti documenti di bilancio approvati dal Consiglio dei Ministri, ha dichiarato.

    “In una situazione per tanti versi preoccupante, un segnale concreto di apprezzamento verso lo sforzo e la mobilitazione in atto da parte delle Fondazioni e degli istituti culturali è venuto dal Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini che è riuscito ad ottenere un incremento di 17 milioni di lire sul Fondo degli Istituti portandolo da 33 a 50 milioni e rendendolo strutturale cioè non più soggetti a mutamenti anno per anno.

    Un risultato di grande soddisfazione per l’Aici che tiene ad esprimere il suo apprezzamento in particolare al Ministro Franceschini. Non solo quindi si è raddrizzata una situazione che nel 2014 vedeva addirittura dimezzati i contributi rispetto a quelli precrisi del 2007-2008, ma l’aumento registrato è veramente sostanziale. E soprattutto, assumendo caratteristiche strutturali, toglie le Fondazioni e gli Istituti culturali dalla condizione di non poter programmare le proprie iniziative.

    Una decisione, quindi, che motiva e fondazioni e degli istituti culturali ad intensificare la loro azione, all’insegna del motto “Riparti Italia, riparti cultura” che ha caratterizzato la nostra conferenza di Milano

    del 5 ottobre scorso. Dobbiamo ora utilizzare bene questi fondi pensando in particolare alle giovani e ai giovani del nostro paese, dando loro la possibilità di essere protagonisti dei processi culturali e di trovare concrete prospettive di lavoro e di ricerca nelle fondazioni.

    21 Ottobre 2020 - 06:19

    Depressione fra mondo reale e virtualità

    Scritto da

    Venrerdì 23 ottobre, in occasione della Giornata Europea sulla Depressione, si terrà l'evento: "Depressione fra mondo reale e virtualità", a cura dle Centro Studi Psichiatrici e dell'Associazione Eda Italia Onlus. L'evento si terrà presso il Circolo dei Lettori di Torino (Sala Musica), via Bogino 9, a partire dalle ore 18.

    Interverranno all'incontro Giuseppe Tavormina, medico Psichiatra, segretario dell'Associazione Eda Italia ONlus e coordinatore nazionale della Giornata sulla Depressione e Manuela Marcasciano, psicologa. Con la partecipazione straordinaria di Amanda Fagiani, attrice.

    L'evento sarà disponibile in diretta Facebook sul profilo "Manuela Marcasciano Psicologa".0c5966ac3853cf6ab8aeedc318baa318_XL.jpg

    Al direttore Rai per il Sociale, Giovanni Parapini va il 25esimo premio Paolo Borsellino per la diffusione della cultura della legalità e l'impegno sociale e civile. Il premio è stato istituito nel 1992 da Rita Borsellino e Antonino Caponnetto. Il tema di quest'anno è 'Le idee restano'. La cerimonia si terrà venerdì 30 ottobre, alle 10 nel Teatro Comunale di Pescara. A presiedere il Premio Paolo Borsellino è il Prefetto Luigi Savina, già vice capo vicario della Polizia di Stato.

    Oggi, martedì 20 ottobre, Sant'Egidio organizza l'incontro internazionale di Preghiera per la Pace: "Nessuno si salva da solo: pace e fraternità". all'incontro è prevista la partecipazione di Papa Francesco. L'inizio dell'incontro è previsto per le 16.30 con la preghiera ecumenica dei Cristiani, presso la Basilica di Santa Maria in Aracoeli a Roma. L'evento proseguirà con la cerimonia finale, prevista per le 17.30. Considerando gli sviluppi dell'emergenza sanitaria, la partecipazione è via web, con il link: preghieraperlapace.santegidio.org

    L'incontro vedrà quindi coinvolte le grandi religioni mondiali, nel segno della pace. Dopo le preghiere delle diverse religioni, si terrà anche un minuto di silenzio per le vittime della pandemia.

    Questo incontro è il 34esimo promosso da Sant’Egidio nello “spirito di Assisi”, dopo la giornata voluta da Giovanni Paolo II nel 1986.

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