Vetrina

    Vetrina (1375)

    Iniziamo il nostro tour. E’ come un “viaggio” e la nostra guida è il cuore. Entri e ti accoglie un sorriso. E’ luce, soprattutto in questo periodo. Prosegui ed entri in un’altra stanza, adiacente alla reception, dove ti “abbracciano” i colori dei tavolini della zona relax. Sono ricavati dal cartone e da materiale riciclabili. Hanno ricevuto una seconda “vita”. Varchi la soglia e gli occhi si meravigliano.

    È il Lu.C.C.A., Lucca Center of Contemporary Art, museo di arte visiva moderna e contemporanea, che allo stesso tempo, è un contenitore di opere d’arte, spazio educativo e luogo aperto alla comunità. Ha sede all’interno del cinquecentesco Palazzo Boccella, situato nel centro storico di Lucca.

    “Dopo aver lavorato a lungo su modelli di crescita sostenibile e sulla sostenibilità economica dei musei, dal 2018 ho iniziato a sperimentare modelli scalabili nel rapporto tra museo e responsabilità sociale, tra museo e sostenibilità ambientale, tra museo e salute e benessere, tra museo e tecnologia funzionale e tra museo e turismo sostenibile  - spiega Maurizio Vanni, direttore del Lu.C.C.A -  per un coinvolgimento attivo dei visitatori e per entrare nella quotidianità di tutte le persone. Oggi il modello profila gli spettatori attraverso la condivisione di stili di vita".

    E’ un posto speciale anche per le famiglie, per i bambini, per le persone della terza età e per gli adolescenti coinvolti e fidelizzati con proposte personalizzate sempre nuove legate alle varie mostre temporanee. In particolare per gli adolescenti, con il progetto "Teen4Teens": alcuni di loro vengono preparati con un corso di 25 ore per diventare "narratori museali" e sono proprio loro a ideare visite guidate speciali e non convenzionali per i loro coetanei  E tutto in totale sicurezza.

    “In una società sempre più veloce, non sempre riusciamo a occuparci di noi- continua il direttore della struttura museale- ed a dedicare abbastanza tempo alla nostra persona, alla nostra creatività e ai nostri sogni, che non hanno età o scadenza. Frequentare un museo significa anche contrastare la solitudine, coltivare capacità relazionali e costruire nuovi legami”.

    “Oggi, in particolare, il museo ha bisogno di cambiare linguaggio- continua Vanni- e di avvicinarsi sempre di più al pubblico dei giovani. In quest’ottica, il Lu.C.C.A. ha lanciato Teen4Teens, un progetto realizzato in collaborazione con l’associazione Lucca Info&Guide che vede protagonisti gli adolescenti. Sono stati selezionati quattro giovani che saranno formati per diventare “narratori museali”: dopo il primo periodo di training, saranno chiamati a ideare delle visite guidate di taglio interdisciplinare che, per due volte al mese, proporranno gratuitamente ai loro coetanei.  Ripartire dal futuro è la chiave.  La responsabilità sociale del museo impone un’attenzione a tutti i segmenti del pubblico generico. Pensare a chi è in difficoltà o in stato di fragilità, alla terza età, ai percorsi di inclusione sociale, ai percorsi per i diversamente abili, ai bambini e alle famiglie con offerte personalizzate legate a laboratori e visite guidate speciali è un dovere.” 

    Si chiude dietro di noi la porta del museo. La nostra visita è terminata. Non si può parlare di passato perché le emozioni continuano a vivere nel cuore e continueranno a lungo.

    Di Gaia Simonetti

    Sul Corriere della Sera di oggi Carlo Verdelli intervista Iacopo Melio, 25 chili e più di 11mila voti. Il 28enne candidato del Pd a Firenze ha portato avanti una campagna elettorale da casa: "Basta ipocrisie su chi ha disablità".

    Ecco di seguito alcuni passaggi dell'intervista: "MI ha scritto un ragazzo di 18 anni: sei il mio primo voto, so che non mi deluderai". 

    "Il mio slogan è stato: un salto avanti. Detto da me può sembrare un paradosso, ma credo davvero seeva un salto avanti per i diritti civili. Quelli umani per esempio, la parità tra donne e uomini. […] In Italia ci sono 4 milioni di disabili ma i numeri non sono ufficiali, mancano statistiche, come mancano insegnanti di sostegno; prevale invece una cultura dell'indifferenza".

    Come si fa a far politica pesando 25 chili a 28 anni, chiede Verdelli, e Melio risponde: "Guardando la parte piena del bicchiere". Non una lezione di vita, "semmai di sopravvivenza. Se non apprezzi ciò che c'è nel bicchiere l'unica alternativa è buttarlo, ma io non sono uno che butta il bicchiere".

    Un bell'insegnamento da parte del protagonista di "Vorrei prendere il treno", che con ironia e forza combatte contro le barriere architettoniche ed è stato anche tra gli ospiti del programma di Rai 2 O anche no, condotto dal direttore di Angelipress Paola Severini Melograni.

     

    Oggi più che in altri periodi della nostra storia, la libertà di stampa ha necessità di essere difesa, soprattutto a fronte dei tanti giornalisti sotto scorta e minacciati. Oggi infatti alla Piazza Libertà di Stampa di Conselice, alle ore 10.00, si terrà la celebrazione del 14° anniversario dle monumento alla libertà di stampa.

    Presenti all'evento il sindaco di Conselice Paolo Pula, Giuseppe Giulietti, presidente Fnsi, il giornalista Carlo Verdelli, editorialista del Corriere della Sera e tra i simboli contemporanei della lotta per la libertà di stampa, Ivano Artioli, presidente Anpi Ravenna e Elly Schlein, vicepresidente Regione Emilia.

    Il monumento rappresenta una pedalina, il ciclostile usato dai partigiani per la controinformazione durante il periodo della propaganda fascista, una scelta determinata dall'intensa attività tipografica del territorio durante gli anni del regime, dove sono stati prodotti a migliaia tra volantini e giornali, che accompagnavano in qualche modo la Resistenza. Si calcola che siano state oltre 140 le donne e gli uomini impegnati nel complesso delle tipografie clandestine della zona della Bassa Romagna che facevano perno su Conselice.

    A Verdelli, che con Loris Mazzetti ricorderà Enzo Biagi 'Tra libertà di pensiero e antifascismo', sarà anche consegnato un riconoscimento speciale. A seguire l'Aser consegnerà il tradizionale premio 'Camillo Galba' all'Istituto Comprensivo 'F. Foresti' di Conselice e Lavezzola.

    Mentre domenica 4 ottobre il presidente Giulietti sarà a Marzabotto dove, con la sindaca Valentina Cuppi, le giornaliste e i giornalisti Asmae Dachan, Paolo Berizzi e Angela Caponnetto, e il deputato Walter Verini parteciperà ad un incontro sul tema 'Perché i fascisti di ieri e di oggi odiano la libertà di informazione'.

    “Siamo molto orgogliosi del programma delle celebrazioni per quest’anno – ha detto il sindaco di Conselice Paola Pula a Ravenna Web -, non solo per l’altissimo livello degli ospiti e delle iniziative previste, ma anche per il particolare significato che assume il concetto di libertà, e di libertà di stampa, in un momento storico così delicato come quello che stiamo vivendo, con le limitazioni che il Covid ha portato e tuttora comporta, e il ruolo sempre più cruciale che l’informazione assume in una situazione come questa”.

    Com’è noto, i poliziotti americani uccidono circa mille persone l’anno a colpi di armi da fuoco. La polizia locale americana non è sotto il controllo federale e il numero non varia molto nel tempo. Il dato italiano non sembra pubblicamente disponibile, ma nell’ultimo anno la polizia inglese ha ucciso con le armi tre persone e nell’anno recente peggiore - quello tra il 2016 e il 2017 - ne ha uccise sei.

    Il dato americano è imperdonabile, ma il paese ha una caratteristica di cui bisogna tenere conto: è l’unica nazione occidentale dove la popolazione civile è mediamente meglio armata degli agenti. Secondo le statistiche più recenti, i cittadini privati americani detengono oltre 393 milioni di armi da fuoco: 120,5 “pezzi” per ogni cento residenti… Ciò non giustifica niente, ma un po’ spiega la tendenza degli agenti Usa a sparare prima e porsi delle domande solo in seguito.

    La grande “best seller” tra le armi leggere in mano ai privati è il fucile d’assalto semi-automatico che appare qui sopra, l'AR-15, la versione civile del M6, il fucile automatico d’ordinanza in dotazione alle forze armate americane. Il suo disegno, almeno in forma primitiva, risale alla fine degli anni Cinquanta - per quanto “l’estetica” è abbastanza cambiata da allora. Nell’ultimo decennio l’arma è diventata, secondo il New York Times, “il fucile più amato e più diffamato” degli Stati Uniti, in quanto simbolo dell’amore americano per le armi.

    Ha una particolarità. Creato anche per essere prodotto velocemente e assemblato da operai non specializzati, l’AR-15 è molto spesso venduto liberamente in “kit” da montare a casa. Dal punto di vista legale, l’unica parte dell’arma che è da considerarsi sotto il controllo statale è il “castello”, il blocco di componenti che contiene il grilletto e le altre parti operative, oltre a riportare il numero seriale. L’elemento va acquistato a parte da un armaiolo autorizzato; tutto il resto è semplice ferramenta. Il fucile “fai-da-te” costruito in questa maniera costa attorno ai 300-400 dollari (dai €250 ai €350), a volte pure un po’ meno.

    Le recenti proposte di togliere la polizia dalle strade, emerse a seguito dello scoppiare della protesta “Black Lives Matter”, ne hanno ulteriormente spronato le vendite - al punto di causare una grave penuria di munizioni calibro .223/5.56mm NATO normalmente utilizzato dall’AR-15.

    (Fonte Nota Design)

    Parte in tutta Europa la XX edizione della Special Olympics European Football Week. La settimana europea del calcio si svolgerà, con il supporto della UEFAdal 23 al 30 settembre 2020. L'evento, che rientra nella settimana europea dello sport, comprenderà, in tutta Italia, diverse attività di calcio unificato, messe in campo in sicurezza e nel pieno rispetto di tutte le norme anti-covid, e diverse iniziative con sempre al centro il messaggio di inclusione attraverso lo sport. Sono circa 20mila i partecipanti, tra atleti e partner, rispettivamente con e senza disabilità intellettiva, provenienti da 25 paesi europei-eurasiatici, a scendere in campo, in formazioni miste, in oltre 200 eventi.

    In Italia, tra i diversi eventi previsti, spiccano le partite con l'A.S. Roma Calcio a 5 Femminile, in programma questa mattina a Frascati, e quella in programma a Torino, venerdì 25 settembre, tra gli atleti di Special Olympics e le persone del Centro migranti di Settimo Torinese. Il Focus della settimana europea del calcio si concentrerà sull’organizzazione di eventi locali, per tutti i livelli di abilità.

    Contestualmente alla Special Olympics European Football Week,  partendo dalla voce coinvolgente dei suoi atleti, Special Olympics Italia lancia la campagna #Ilcalciopermeè che "rimbalza" sui social per trasmettere un messaggio positivo di gioia ed esultanza, l'emozione di una ripartenza verso il goal dell'inclusione.

    Tutti possono scendere in campo, in questa eccezionale settimana europea del calcio, grazie anche alla piattaforma online messa a disposizione da Special Olympics Europa-Eurasia che oltre a promuovere l'evento mette nuovamente in connessione atleti e non al fine di celebrare un ritorno al gioco di squadra dopo la pausa forzata dovuta al covid-19.

    ww.specialolympicsfacesoffootball.com

    Il candidato Iacopo Melio, fondatore della campagna #Vorreiprendereiltreno e da sempre attento ai temi della disabilità, ha ottenuto alle elezioni regionali della Toscana 11233 voti per la Circoscrizione di Firenze 1. 

     

    Dall’unificazione all’egemonia in Europa. Prefazione di Sergio Romano (Bur Rizzoli)

    Dalla caduta del Muro all’egemonia di oggi: come la Germania è diventata lo Stato più potente dell’Europa unita

    Dopo la caduta del Muro di Berlino, il 9 novembre 1989, la Germania ha realizzato a tappe forzate il sogno della riunificazione ed è diventata nei decenni successivi il Paese più potente e decisivo delle sorti economiche e politiche dell’Europa, fino a esercitare una sostanziale egemonia. Massimo Nava, inviato in Germania negli anni del crollo del regime comunista e attento osservatore dei successivi sviluppi, racconta i profondi cambiamenti della società tedesca e accompagna il lettore nella genesi della nuova Germania attraverso le vicende dei principali protagonisti e testimoni, da Helmut Kohl a Gerhard Schröder, fino all’ascesa di Angela Merkel, amata in patria e leader indiscussa in Europa. Ma l’egemonia sul Vecchio Continente, al di là di ragionevoli prudenze e riserve sulla storia del Paese, non deve spaventare, è una forza tranquilla e indispensabile, risultato di una sorta di mutamento culturale e identitario, di una rivoluzione di valori e sensibilità in sintonia con il monito di Thomas Mann: non è nata un’Europa tedesca, ma una Germania europea che si è fatta carico dei destini del Vecchio Continente e di cui possiamo finalmente fidarci.

    Riceviamo e pubblichiamo: Toni Nocchetti, Presidente associazione 'Tutti a scuola onlus' e medico, che si è battuto per i diritti dei disabili.

    "Al momento non sappiamo ancora se la nostra lista “PER persone e comunità “avrà un posto in consiglio regionale. Sappiamo di aver avuto più di 25.000 voti alla lista complessivamente in tutta la regione. Sappiamo che il nostro Peppe Irace ha meritato la fiducia di più di 3100 elettori risultando il primo della lista. Sappiamo di essere stati leali e di aver voluto sfidare a mani nude e pulite la politica del “ a chi appartieni?” o del "io l’ho già promesso il voto". Sappiamo che la Politica ha bisogno, ora più che mai, di ritrovare la forza di scegliere da che parte stare come abbiamo, nel nostro piccolo, fatto noi. Sappiamo di rappresentare un seme di speranza per 25000 cittadini.
    Grazie a quelli che ci hanno accompagnato e sostenuto.

    p.s. ho meritato il voto di circa 1800 persone (non male per uno che da sempre sta dalla parte di chi fa più fatica a vivere!). Non sarà sufficiente ma, nel piccolo, è una soddisfazione. Buon lavoro e buona vita a tutti!"

    Toni Nocchetti

    21 Settembre 2020 - 10:21

    Piero Nava, Io sono nessuno

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    A trent’anni dall’omicidio del giudice Rosario Livatino, per la prima volta Piero Nava racconta di sé e di cosa significa perdere tutto in nome dello Stato, in questo libro importante e denso di emozione.

    Piero Nava è un eroe dimenticato del nostro Paese. Un eroe senza volto, ma un eroe vero. Brillante agente commerciale di una ditta del Nord Italia, il 21 settembre 1990 percorre la strada tra Enna e Agrigento per raggiungere un cliente. Pur guidando una Lancia Thema fiammante, va piano per un problema a una ruota. È così che vede e registra nella memoria una strana scena. Prima due ragazzi su una moto da cross che lo superano sgommando, poi dietro la curva una Fiesta incidentata e come una rissa, un terzo individuo, pistole, l’uomo della macchina che fugge giù dalla scarpata, gli altri che lo inseguono. Nava pensa a una rapina e cerca subito qualcuno della Polizia. Non sa ancora, in quel momento, che la sua vita sta per cambiare per sempre. Poco dopo, in commissariato apprende che quello a cui ha testimoniato è il feroce omicidio di un giovane giudice coraggioso, Rosario Livatino, uno che “stava dando fastidio”. Siamo all’inizio dell’escalation che due anni dopo porterà agli attentati contro Falcone e Borsellino. E quel giorno è proprio Falcone a far intuire a Nava che lui e la sua famiglia si trovano in estremo pericolo, devono nascondersi, anzi meglio sparire, soprattutto se lui confermerà la sua preziosa testimonianza. Nava non ha dubbi: dire la verità è l’unica scelta possibile. E la sua verità porterà i killer all’ergastolo. Tutto ciò, però, ha un prezzo altissimo per lui e i suoi familiari, perdere la propria identità, il lavoro che stava garantendo loro agio e soddisfazioni, la casa, le amicizie, le relazioni. Ha inizio così la vita eroica e dedita alla Giustizia che Nava per la prima volta racconta in questo libro importante e denso di emozione, in un alternarsi di dramma e speranza, paura e orgoglio per aver fatto il proprio dovere. Una vera odissea umana, resa ancor più difficile da un buco legislativo che fino al 2018 omologava i pentiti ai veri testimoni di Giustizia come lui. Eroi “oscuri” ma esemplari per ogni cittadino.

    L’emergenza Covid ha colpito profondamente il terzo settore in Toscana. Oltre il 70% degli enti ha dovuto ridurre le proprie attività, e il 14,2% addirittura ha chiuso o sospeso qualunque tipo di operazione.

    Questo è il quadro che emerge con grande evidenza dall’indagine condotta da Sociometrica per conto di Cesvot, dedicata appunto a valutare l’impatto dell’epidemia sugli enti del terzo settore in Toscana.
    C’è anche una parte di enti che, al contrario, ha incrementato le attività, sono le associazioni di volontariato che lavorano nel campo della sanità.
    L’impatto territoriale è molto differenziato: la situazione più critica è quella di Siena, dove a chiudere è stato oltre un quarto degli ets (27,8%); situazione difficile anche a Pistoia e Grosseto. L’impatto è stato irrilevante solo nella provincia di Prato.
    L’aspetto che ha messo in maggiore difficoltà gli enti del terzo settore è quello economico: molte associazioni non hanno modo di finanziare neppure le spese ordinarie. Un colpo particolarmente negativo è stata la cancellazione degli eventi che funzionano sia per la promozione del volontariato sia per finanziare le singole attività.
    L’indagine, accanto alle forti difficoltà economiche, ha messo in evidenza anche la grande capacità di resilienza delle associazioni, che sono totalmente determinate a continuare le attività, nonostante la crisi di oggi.
    Per altro, siamo in questo momento davanti a una riconsiderazione di tutto il welfare, dovuto all’emergenza post-Covid. Le associazioni, secondo gli esiti della ricerca, sono pronte a integrare i loro servizi a quelli pubblici per dare ai cittadini toscani servizi sanitari e di assistenza sempre migliori.
     
    Quale futuro vedono di fronte a loro gli ets toscani? Federico Gelli, presidente di Cesvot, è comunque ottimista:  “Sono convinto, come il 37% dei responsabili degli ets, che ci sia spazio per riconsiderare molti aspetti della vita collettiva, dalla riorganizzazione dei servizi socio sanitari e di assistenza, all’utilizzo delle nuove tecnologie. L’esperienza della pandemia reclama più sanità, più servizi, più assistenza, più sociale e non possiamo farlo senza il contributo del terzo settore. La politica non potrà rispondere a questa esigenza senza un’alleanza con gli enti del terzo settore. Consegniamo alla nuova classe dirigente di questa Regione tutti gli strumenti necessari perché ciò avvenga: in ultima la neonata legge regionale sul terzo settore che sancisce e legittima il ruolo  degli ets nei percorsi di co-programmazione e co-progettazione con le amministrazioni pubbliche. Da qui dobbiamo ripartire”.
     
    Anche Antonio Preiti, direttore di Sociometrica, sottolinea la forza dell’associazionismo toscano: “Con questa indagine abbiamo scoperto che il terzo settore è stato colpito al cuore, perché la sua filosofia è la vicinanza sociale, non la distanza. La resilienza dei volontari è però più forte delle conseguenze dell’epidemia. Questo è l’asset fondamentale per un futuro da protagonista della società civile”.
     
    Gianluca Mengozzi portavoce del Forum Regionale Terzo Settore, esprime preoccupazione: “Il danno che il virus sta producendo alle attività del terzo settore toscano è molto grave e non si è esaurito con la fine del lockdown. Molte attività sono tutt’ora sospese, altre si svolgono ma con le gravi difficoltà indotte dal necessario rispetto delle misure di contenimento; si tratta di una situazione che continua a dissuadere una parte della cittadinanza dalla partecipazione agli eventi collettivi, e che impedisce il lavoro di animazione sociale di volontari e militanti. Intere stagioni di attività culturali, di intrattenimento, di educazione, musicali e sportive sono state annullate, con un grave danno economico per le migliaia di organizzazioni che sostengono la propria azione sociale con l’autofinanziamento.  Non possiamo dare per scontato che quando tutto questo finirà ritroveremo intatta la grande ricchezza di associazioni e cooperative: per questo è impo rtante che le istituzioni si prendano cura dell’insostituibile risorsa costituita dal terzo settore toscano.”

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