Vetrina

    Vetrina (1375)

    I lavori di Torino Capitale Europea della Cultura 2033 entrano nel vivo. L'Italia (che ospiterà la capitale della cultura insieme ai Paesi Bassi) inviterà le città a presentare le proposte nel 2027, sei anni prima dell’anno prefissato. Dopo una prima scrematura operata da una giuria di esperti indipendenti, la capitale italiana verrà ufficializzata nel 2029. Un percorso per il quale è fondamentale prepararsi.

    Le Capitali europee della cultura mirano a promuovere la ricchezza e la diversità delle culture e a incoraggiare il senso di appartenenza dei cittadini a un’area comune. Il programma e gli investimenti legati a questa candidatura possono contribuire con forza alla rigenerazione e alla crescita sostenibile della città nel lungo periodo.

    A partire dal novembre 2019 la commissione V del Comune di Torino ha avviato un percorso che ha visto la partecipazione di assessori, di rappresentanti delle istituzioni culturali e di altri soggetti qualificati con l'intento di costruire un tavolo di lavoro che elabori un percorso comune.

    Questa mattina durante la commissione consiliare si è parlato della possibilità di costruire una partnership con TEDxTorino perché sia partner con cui ragionare sul progetto che condurrà alla candidatura.

    Da quattro anni TEDxTorino è uno dei tanti protagonisti della cultura torinese capace di portare in città, direttamente dalla Silicon Valley, il modello TED e di riunire su un palco, tre o quattro volte all'anno, personalità interessanti che possano raccontare al pubblico le proprie idee.

    Migliaia di persone note e meno note come la sceneggiatrice della Disney Pixar Leasly Iwerks, la campionessa Surya Bonaly, la venture capitalist LK Shelley e ancora Christian Greco, Luca Mercalli, Michela Murgia, Rita Guarino, Josefa Idem, Mauro Berruto e Massimo Temporelli hanno ascoltato, in diretta e in streaming, i talk dedicati a cultura, libri, sport, musica, tecnologia, medicina, economia circolare di ospiti arrivati da tutto il mondo.

    Nel periodo di lockdown, per 5 settimane 60 ospiti divisi in 5 tavoli virtuali (ognuno formato da 12 persone) si sono incontrati, rigorosamente on line sulla piattaforma TED, per discutere del futuro della cultura a Torino e in Italia. Ogni tavolo è stato gestito da Enrico Gentina, curatore di TEDxTorino, con l'idea di considerare l'argomento affrontato da differenti punti di vista per creare una conversazione globale che proprio nella diversità sa trovare la propria ricchezza.

    La domanda centrale - pensata insieme al Comune di Torino - è stata ‘quali conclusioni possiamo trarre dalle nostre esperienze e come applicarle al lavoro culturale che, nonostante la pandemia e le sue conseguenze, tentiamo di gestire tutti i giorni? L’idea è stata quella di considerare l'argomento “Cultura” da differenti punti di vista. Dal teatro al cinema, dai musei ai concerti, dallo sport all’entertainment, la cultura nella sua accezione più ampia si è seduta ai tavoli di TEDxTorino per dialogare e ascoltare altri punti di vista. I partecipanti sono stati invitati a contribuire su temi non strettamente legati ai loro ambiti d'azione quotidiani, allo scopo di far emergere processi, dinamiche e prassi da poter estendere successivamente in modo trasversale e modulare in altri contesti. Un contesto informale dove poter condividere serenamente il proprio punto di vista così da permettere agli altri di aggiungere valore in libertà.

    Sintesi per macroambiti delle posizioni emerse durante gli incontri - Spazio pubblico, accessibilità, innovazione e inclusione

    Accessibilità

    Si è discusso delle molte declinazioni dell’accessibilità per sottolineare che, per quanto l'accessibilità al digitale non sia scontata, il dibattito culturale di questi mesi non può fermarsi lì. Il diritto di tutti di vivere la cultura dal vivo, nell'ambito della democrazia, è un aspetto imprescindibile per approcciarsi alla discussione. Mentre la crossmedialità è sicuramente una soluzione in un momento di emergenza, non può essere l’unica. È certamente vero che il digitale ha reso più semplice la fruizione della cultura a persone con alcune disabilità, ma non si deve dare per scontato che sia (per loro o per altri) un’esperienza completa o la più completa cui si possa ambire. L'accessibilità alla cultura ha due lati, uno dei quali è la produzione di contenuti culturali. Per favorirla e tutelare il tessuto culturale in questo ambito avrebbe senso riformare le modalità di accesso ai fondi pubblici e cambiare le regole del rapporto tra privati e cultura, anche fiscalmente.

    Inoltre, senza nulla togliere al valore dei grandi eventi, si è frammentata ulteriormente in universi che non dialogano, anziché in un’unione di piccole iniziative ben targettizzate pensate all'interno di una visione complessiva da chi si occupa delle politiche culturali del territorio. La progettazione dal basso si sviluppa quando viene creato un clima adatto a farla germogliare.

    Inclusione

    Se l'emergenza esige intervento, il futuro chiede progettazione. Questo è il tempo dell'ascolto, della visione a medio-lungo termine che considera l’inclusione come un’espressione della democrazia. Una visione incoraggiata da istituzioni, operatori, industria e accademia per valorizzare il desiderio di attivismo delle persone. Ancora una volta è importante sottolineare che la co-progettazione dal basso nasce quando c'è terreno fertile e questo è un effetto di una politica culturale sul territorio che non si limita a costruire rampe per disabili a lato delle scale nelle nuove costruzioni, ma che progetta universalmente, includendo persone disabili nell’ideazione. La cultura è accrescimento del patrimonio cognitivo di ogni individuo. Non deve essere calata dall’alto, ma nascere dalla partecipazione e dalla comunità. Ciò che dall’alto dipende è l'ecosistema ideale per permettere la cultura: scambi, incontri e luoghi condivisi che facilitino il processo collettivo. Le iniziative culturali devono acquisire degli indici di valutazione nuovi, diversi dalla quantità di pubblico e devono essere concentrate meno sull’informazione e più sull’approfondimento.

     

    Due mamme, Camilla Tommasi e Giovanna Carboni, che scrivono un diario. E' il dialogo al tempo della quarantena, tra le mura di casa, di due madri che non si conoscevano, ma le lettere che si scrivono hanno il potere di unirle. Arrivano a chiamarsi “amiche del cuore”. 

    Nasce “Il filo sottile del coraggio”, curato dalla giornalista fiorentina Gaia Simonetti, con un presente nella comunicazione legata al calcio e al sociale con la Lega Pro, edito da Maria Pacini Fazzi Editore. 

    Da Cerreto Guidi, in provincia di Firenze dove abita Giovanna a Montemerlo, in provincia di Padova, paese di Camilla, poco distante da Vo', i chilometri e le distanze si annullano con la scrittura. 

    Il loro diario epistolare, che cresce con il supporto di mail e whatsapp, prende vita in una domenica speciale, il 10 maggio 2020, nel giorno della festa della mamma. E’ inaspettato e inatteso. 

    “L’idea della raccolta di lettere parte dalla telefonata di un’amica che mi ha parlato della storia di Camilla- spiega Gaia Simonetti- che ha molte analogie con quella di Giovanna, che conosco per aver diviso una parte di dolore. Il cuore e il coraggio sono alleati fedeli. Insieme sono il punto di partenza. E di ripartenza”. 

    Si raccontano della torta di mele appena sfornata, della poesia imparata a memoria dal nipotino, dei preparativi per il matrimonio della figlia che si sono fermati a causa dell’emergenza socio-sanitaria dettata dal Covid-19, delle videochiamate con i familiari e del telefonino che fa i capricci. 

    Parlano lo stesso linguaggio e scrivono di quanta strada hanno percorso “imbracciando “il coraggio. 

    Hanno ancora occhi capaci di accarezzare il futuro, nonostante il passato continui a trascinare il bagaglio pesante di dolore che, senza remore e senza preavviso, apre la porta per riaffacciarsi nella loro esistenza.  Arrivano a “conoscersi” attraverso le lettere e a promettersi un dono come l’abbraccio. Un abbraccio che riusciranno a darsi nel silenzio della campagna con il cuore che fa rumore e si fa sentire. 

    All'interno si trova anche il testo della canzone "Distante", scritta dal giovane rapper di Lucca, Alessio Ramacciotti in arte Ramadon.

    Il libro ha una dedica speciale. “Dedicato a tutti coloro che non ce l’hanno fatta e a coloro che sono impegnati tutti i giorni a salvare vite umane” e si lega ad un progetto sociale.

    A cura di Gaia Simonetti

    Sabato 10 ottobre, ORE 11, RADIO 1 RAI GR PARLAMENTO

    La Sfida del Federalismo Solidale diventa la Sfida della Solidarietà. Un nuovo spazio di approfondimento condotto da Paola Severini Melograni su terzo settore, cultura e territori per una nuova politica sociale.
    Primi ospiti Marcello Sorgi e Mario Pendinelli che ci presenteranno il loro ultimo libro “Quando c’erano i comunisti. I cento anni del PCI tra cronaca e storia”.
    I due cronisti, tra documenti e interviste inedite, si mettono sulle tracce dei protagonisti del PCI seguendone il percorso attraverso i luoghi - dall'Italia alla Russia, dalla Bulgaria all'America - e i decenni, da Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti a Luigi Longo ed Enrico Berlinguer, fino al confronto con Massimo D'Alema, Piero Fassino, Paolo Gentiloni, Cesare Salvi, Walter Veltroni e Nicola Zingaretti. Completa il quadro una preziosa testimonianza di Umberto Terracini - componente del gruppo originario di Gramsci, Togliatti e Tasca, e presente alla scissione di Livorno -, a cui il libro contribuisce a ridare il giusto rilievo.

    Per contattare la redazione dei programmi, che si potranno scaricare in podcast dal sito di Radio Rai Gr Parlamento, scrivete a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
    Venerdi 9 ottobre, ORE 20, RADIO 1 RAI GR PARLAMENTO

    Ospite di Paola Severini Melograni, Alessandro Verrazzani, Head of Regulatory and Institutional Affairs di EOLO, membro del direttivo dell’azienda.
    Eolo SpA è una società di telecomunicazioni italiana e Internet Service Provider con sede a Busto Arsizio.
    La sua nascita (come NGI nel 1998) è legata al mondo dei videogiochi online. Attualmente è concentrata sul servizio di connettività wireless Eolo.
    Durante la pandemia la società ha annunciato investimenti importanti per risolvere la situazione nei piccoli comuni che si trovavano senza connessione internet. Inoltre ha ideato il progetto di restituzione al territorio “EOLO Missione Comune” – nato per assegnare premi tecnologici ai piccoli comuni.

    Domenica 11 ottobre su RAI 2 alle 9.20 circa e venerdì 9 ottobre in replica alle 00,55 circa va in onda la quarta puntata di “O anche no”, il programma su disabilità e inclusione realizzato con RAI PER IL SOCIALE.
    Come in tutte le puntate ci sarà il “cooking show”, che questa volta presenta il Tortellante, un laboratorio terapeutico – abilitativo fondato dallo chef Massimo Bottura, dove giovani e adulti nello spettro autistico imparano a produrre pasta fresca fatta a mano. Vedrete anche le immagini in cui il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il presidente della Camera Roberto Fico e la ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova incontrano i ragazzi del Tortellante e si lasciano coinvolgere in un concerto improvvisato.
    Paola Severini Melograni intervisterà i due riprese Veronica Tuccillo, mamma di un ragazzo autistico che ha ideato un metodo che vede i genitori protagonisti del miglioramento dei propri figli. Con lei un’altra giovane mamma, Dora Barone, che sta seguendo questo smetodo con il propri bambino.
    Vi mostreremo una scena tratta dal cortometraggio che racconta la storia di Veronica e di suo figlio e tante altre cose.
    Anche stavolta il “prestigiattore” Andrea Paris sfiderà con uno dei suoi giochi l’aspirante mago di turno.
    Ci sarà “La notizia di Rebecca Zoe De Luca”, giornalista di 14 anni che attraverso la scrittura ha superato la propria disabilità. Stefano Disegni illustrerà la notizia con una delle sue fulminanti strisce.
    I Ladri di Carrozzelle presenteranno due canzoni, una delle quali è stata registrata in una esibizione live durante la loro prima tournée dopo il lockdown..


    O ANCHE NO è scritto da Paola Severini Melograni e Maurizio Gianotti. La regia è di Davide Vavalà.

    Vi ricordiamo questa notte alle 00.55 circa su Raidue andrà in onda la replica della terza puntata

    Per molte settimane la pandemia da Coronavirus sembrava avere spazzato via la religione dalla scena pubblica. Ma, tra i problemi interni alla Chiesa e i problemi della società globale che si aprono nella stagione del "dopo virus", papa Bergoglio è passato all'offensiva.

    L'irrompere, nel febbraio 2020, della Grande Catastrofe del nuovo Coronavirus ha messo a nudo l'effetto della secolarizzazione. Per la prima volta dopo secoli, la Chiesa in tempo di peste non è apparsa come protagonista. Niente templi affollati di fedeli, niente processioni, niente funerali, sparita l'immagine secolare del prete che solitario attraversa le strade colpite dal morbo portando sacramenti agli ammalati e conforto ai morenti. Sulla scena ha dominato la scienza, sugli schermi sono apparsi come punto di riferimento medici, esperti, infermieri e politici. Dopo un primo momento di smarrimento, papa Francesco ha reagito riconquistando la scena con la liturgia del 27 marzo e la Via Crucis del Venerdì santo. Due cerimonie straordinarie per impatto visivo e psicologico. Il vuoto fantasmagorico di piazza San Pietro è stato trasformato in uno spazio planetario in cui il papa ha riaffermato il valore della fede come portatrice di speranza, alimento di solidarietà – trasmettendo la visione di un Dio che, proprio perché vicino alle vittime e all'umanità piagata dal morbo, sollecita il giudizio e la responsabilità di ciascuno nel decidere quale società ricostruire dopo il disastro. Perché c'è un "prima" e c'è un "dopo": bisogna partire dalla catastrofe per creare una società che superi le disuguaglianze, che difenda il sistema liberaldemocratico dai linguaggi e dagli atteggiamenti totalitari che lo minacciano. L'evento della pandemia è destinato a rimare impresso nella memoria dei contemporanei e – per la parte che gioca nella coscienza collettiva – il ruolo del papato avrà un impatto cruciale sulla scena nazionale e globale.

    Marco Politi è uno dei maggiori esperti di questioni vaticane. Nel 2004 con un’intervista al cardinale Ratzinger ha prefigurato la sua elezione al trono papale. Vaticanista de “la Repubblica” per quasi un ventennio, poi editorialista de “il Fatto Quotidiano”, collabora con Abc, Cnn, Nbc, Bbc, Rai, Zdf, France 2 e “The Tablet”. Con Carl Bernstein ha scritto il bestseller mondiale His Holiness/Sua Santità (1997) su Giovanni Paolo II. Francesco tra i lupi. Il segreto di una rivoluzione (Laterza, nuova edizione 2015, tradotto nelle principali lingue europee, negli Stati Uniti e in Argentina) è diventato una chiave interpretativa del pontificato di Bergoglio. Tra gli altri suoi libri: Papa Wojtyla. L’addio (Morcelliana, 2007); Il ritorno di Dio (Mondadori, 2004), Io, prete gay (Mondadori, 2006), La Chiesa del no (Mondadori, 2009) e La solitudine di Francesco (Laterza, 2019).

    Guida non emergenziale al post Covid - Editoriale Scientifica - A cura di M. Malvicini – T. Portaluri – A. Martinengo - Spiegare la pandemia attraverso le parole – e i pensieri – di 90 autorevoli voci.

    Grandi nomi accanto a giovani idee, tutte utili a disegnare il quadro di uno dei periodi più confusi e frenetici degli ultimi 70 anni della storia del mondo. Rettori, scienziati, filosofi ma anche giornalisti insieme a studenti, dottorandi e ricercatori. Tante voci ed un solo macro-argomento: il Covid-19.

    L’idea del libro nasce a Torino dall’Associazione torinese CEST, Centro per l’Eccellenza degli Studi Transdisciplinari, nata qualche anno dalla volontà di alcuni studenti e ricercatori provenienti da diversi atenei e istituti d’eccellenza italiani ed europei di creare una rete per potenziare il rapporto tra mondo accademico e società civile.

    Consistente il contributo della città al libro: sono torinesi tanti autori che intervengono su diversi temi, dalla macroeconomia all’innovazione al teatro.

    C’è il capitolo di Gabriele Vacis e Antonio Vittone che suggeriscono come ripensare il teatro al tempo del Covid-19 e quello di Letizia Vitali che, insieme a Carlo Pastore, parla di musica e di come ripartire dopo il lockdown.

    Si parla di politica e scenario internazionale con Federico Boscaino e Lorenzo Pregliasco – fondatore di Youtrend - , con Stella Gianfreda Stella che intervista il direttore Innovazione del Parlamento. E ancora Beraldi, dottorando di ricerca in Economia presso l’Università Yale, intervista il professor Reis della London School of Economics

    A proposito di aspetti medici e tecnico-scientifici della pandemia è Ascolani ad intervistare il Prof Dominici di Harvard mentre PAOLO VINEIS, torinese e professore ordinario di Environmental Epidemiology presso l’Imperial College di Londra, ragiona sulle implicazioni del COVID sull’inquinamento.

    Luigi Ruggerone, Director of Trend Analysis and Applied Research presso l’Intesa Sanpaolo Innovation Center, fa il punto su innovazione, ricerca e nuove tecnologia per capire come una comunicazione scientifica responsabile sarà sempre più decisiva.

    Paolo Mulassano, responsabile Obiettivo Pianeta e Direzione Innovazione d’Impatto presso la Fondazione Compagnia di San Paolo, insieme a Fulvio Bersanetti, program officer Direzione Innovazione d’Impatto, Fondazione Compagnia di San Paolo, si chiedono come preparare un futuro migliore grazie al ruolo centrale dell’innovazione.

    Il libro Le Parole della Pandemia  è in vendita nelle migliori librerie ma, nell’ottica di diffondere l’importanza per tutti di una comunicazione scientifica corretta, è disponibile gratuitamente on line nella versione ebook disponibile: http://bit.ly/CestCovid19

    1 libro, 5 sezioni, 48 brevi capitoli, 91 voci da 8 diversi Paesi e 3 continenti.

    “Le parole della crisi, le politiche dopo la pandemia” è un libro di divulgazione scientifica scritto per aiutare i lettori ad analizzare meglio la pandemia e le sue conseguenze, riflettendo su come sarà il futuro che ci aspetta. Un futuro tanto meno problematico quanto più sapremo cogliere ciò che una pandemia arrivata all’improvviso può insegnarci.

    Le 5 sezioni del libro guidano il lettore in una riflessione a 360 gradi sul Covid, le sue conseguenze e le prospettive per il mondo spaziando dall’ambito giuridico-istituzionale a quello politico e internazionale; da temi medico e tecnico-scientifici a quelli economico-finanziari ma anche sociali e culturali.

    Ogni capitolo affronta il tema da un differente punto di vista. Si parla delle sfide tecniche del vaccino con Peter Doherty, Premio Nobel per la medicina; di tracciamento e mascherine con l’epidemiologo Carlo La Vecchia; di scienza e politica con il filosofo Massimo Cacciari; del ruolo delle assicurazioni con il CEO di Zurich Mario Greco…

    La formula di dialogo proposta dal libro è interessante: un grande personaggio accademico e un giovane studioso sono co-autori di ogni capitolo; perché se c’è una cosa che la pandemia ha aiutato a capire è che unendo le idee e confrontando i punti di vista si può arrivare più velocemente alle soluzioni.

    Gli autori arrivano dalle più famose Università del mondo – Oxford, Hardvard, Yale, Princeton, ETH Zürich -  ma anche da Enti di Policy e Organizzazioni internazionali – Corte Costituzionale, Parlamento Europeo, Ocse – e coprono una grande vastità di temi, dal diritto penale alla politica monetaria, dagli aspetti epidemiologici al teatro, dalla simulazione informatica alla musica, dai modelli matematici al sexworking, dal welfare al management sanitario.

    Quello che emerge è un quadro semplice, chiaro, che aiuta a comprendere e mettere a sistema parole e concetti che spesso emergono, negli articoli, nei servizi televisivi e nei talk show, che arrivano in tutte le case ma non sempre con il dovuto approfondimento: recovery fund, contact tracing, numero di riproduzione di base (R0), test molecolari e test sierologici, bilanciamento di diritti costituzionali.

    Il messaggio alla base del libro, fortemente sentito dai tre curatori Massimiliano Malvicini, Tommaso Portaluri, Alberto Martinengo è anche alla base del CEST – Centro per l’Eccellenza degli Studi Transdisciplinari, Associazione torinese della quale fanno parte i giovani autori: la ricerca è un’occasione per tutti; per il pubblico innamorato della cultura, per i divulgatori che la trasmettono, per gli studenti che la incontrano nelle università, per gli studiosi che ne hanno fatto una professione.

    In un periodo storico caratterizzato da caos informativo e fake news, il ruolo degli accademici diventa fondamentale, perché soltanto attraverso un’informazione responsabile e inclusiva sarà possibile dotare le istituzioni e i cittadini degli strumenti opportuni per affrontare le molteplici sfide imposte dalla convivenza con il Covid-19.

    Il progetto è promosso dal CEST con il contributo della Fondazione CRT e della Fondazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro.

    È nato a Milano il giardino Teresa Pomodoro, in piazza Piola. Lo spazio è stato intitolato alla drammaturga e fondatrice del Teatro No'hma, scomparsa nel 2008. Alla cerimonia ha partecipato la sorella, Livia Pomodoro, ex presidente del tribunale di Milano, che porta avanti il lavoro della sorella come presidente del teatro, un luogo da scoprire, libero, aperto e indipendente, che dal 1994 crea cultura in Italia e all'estero, mescolando linguaggi e facendosi specchio del mondo in cui viviamo.

    No’hma negli anni ha portato il teatro nei luoghi della solitudine sociale, con laboratori presso case di reclusione e spettacoli che hanno coinvolto ospiti rom della Casa della Carità. Poi un ciclo “Pensiero e Fede” dedicato a figure del mondo laico che si sono a lungo interrogate sul legame tra umano e divino e una serie di rappresentazioni dedicate a Madre Teresa di Calcutta, Gandhi, Martin Luther King jr. e Mohandas Karamchand, “Grandi figure della Pace e della Solidarietà umana”, nonché una serie di riflessioni dedicata agli “Educatori che costruiscono un Patrimonio Universale”, Don Lorenzo Milani, Padre David Maria Turoldo e Don Primo Mazzolari. 


    No’hma oggi è un’eredità umana e artistica straordinaria, raccolta con coraggio dalla sorella gemella Livia.

    Di seguito una nota sul campionato di Serie C del Presidente Di Lega Pro Francesco Ghirelli con alcune precisazioni:

    “Un campionato molto complicato è davanti a noi: ci saranno problemi seri per il Covid-19 e per le sempre maggiori difficoltà economico-finanziarie. È in questa situazione che occorre alzare le antenne per evitare infiltrazioni di capitali di non cristallina provenienza.

    CREDITO D'IMPOSTA: il passaggio in commissione al Senato è avvenuto e lo abbiamo attraversato tenendo sostanzialmente tutto ciò che avevamo conquistato e respingendo l’attacco pericolosissimo di chi voleva con gli emendamenti rendere il provvedimento l’ennesimo strumento ‘a pioggia’. Hanno perso sonoramente. Ora attendiamo il decreto attuativo.

    LA GIORNATA DI CAMPIONATO DEDICATA AI NONNI: se gli stadi fossero stati aperti avremmo vissuto una bella avventura, come quella di un anno fa con nonni e nipotini assieme sugli spalti ad incitare la propria squadra. Oggi ci rimane la voglia, il desiderio di tornare alla normalità”. 

    Ufficio Comunicazione Lega Italiana Calcio Professionistico

    La Giornata Mondiale della Vista promossa dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia onlus si celebrerà giovedì 8 ottobre e quest’anno si focalizzerà su un nuovo modo di concepire la cura, che ha come pilastri insostituibili prevenzione e riabilitazione. Gli oftalmologi sono concordi nell’affermare che quando gli occhi si ammalano è alle volte troppo tardi per intervenire e che servirebbe più prevenzione. Anche quando le terapie e gli interventi non possono più aiutare, la riabilitazione visiva consente di riconquistare spazi di autonomia e libertà.

    Guarda che è importante! è lo slogan scelto anche per questa Giornata Mondiale della Vista: una raccomandazione da tenere a mente tutto l’anno. Cosa deve fare una persona con un’urgenza oculistica? Quali esami sono essenziali nei neonati? Perché la miopia sta crescendo tra i giovani? Perché l’oculistica è divenuta progressivamente marginale nel Sistema Sanitario Nazionale e come ha fatto l’Italia a divenire, ciononostante, la best practice mondiale della riabilitazione visiva? Questi e tanti altri argomenti saranno i protagonisti della maratona streaming e dell’Incontro con la stampa. Scopo di tutte le iniziative è contribuire in modo incisivo alla prevenzione delle patologie oculari che, complessivamente, interessano nel mondo 2,2 miliardi di persone. Si tratta di malattie che possono essere prevenute nell’80% dei casi e la cui incidenza è destinata ad aumentare man mano che la popolazione invecchia. A questo proposito, l’avvocato Giuseppe Castronovo, Presidente di IAPB Italia onlus ha dichiarato, riprendendo il tema dello spot sociale che andrà in onda sulle reti Rai “Prendersi cura della vista vuol dire sottoporsi a controlli periodici che consentano una diagnosi precoce, significa avere rapido accesso alle terapie, e infine raggiungere i servizi della riabilitazione visiva, che consente di valorizzare il proprio residuo visivo per garantire un’adeguata autonomia e una migliore qualità di vita”.

    La Giornata Mondiale della Vista, che gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è l’evento annuale che dedichiamo a richiamare l’attenzione dei decisori politici, delle istituzioni e della popolazione sull’importanza della vista e sulla necessità di tutelarla e prendersene cura in ogni fase della vita, per garantire autonomia e indipendenza, elementi centrali per la qualità della vita, riducendo così anche la spesa sociale e sanitaria dello Stato.

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