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09 Aprile 2020 - 14:06

Coronavirus: Save the Children, un milione di bambini in più rischiano di cadere in povertà assoluta

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Coronavirus: Save the Children, un milione di bambini in più rischiano di cadere in povertà assoluta.

 

La “fase 2” della riapertura, di cui si parla in queste ore, ci metterà di fonte alla drammatica fotografia di un paese colpito non soltanto dal lutto e dalle conseguenze sanitarie dell’epidemia di Covid-19, ma anche profondamente ferito da una crisi economica che si sta abbattendo sulle famiglie più povere e su tutti i nuclei familiari improvvisamente impoveriti dall’emergenza e dalla chiusura delle attività produttive e commerciali non essenziali. 

Questo il quadro che emerge dall’indagine condotta da Save the Children, che ha analizzato anche le conseguenze economiche della crisi sanitaria tra le famiglie con figli minorenni beneficiarie del progetto “Non da soli”, lanciato immediatamente dall’Organizzazione in risposta all’emergenza Covid-19 per supportare i nuclei più fragili(1). 

Moltissime famiglie hanno visto improvvisamente cambiare la propria disponibilità economica (77,6%), il 73,8% ha perso il lavoro o ridotto drasticamente il proprio impegno retribuito. Nel 63,9% dei casi la mancanza di entrate economiche ha fatto ridurre la spesa per l’acquisto di beni alimentari. Di quelle intervistate, solo una famiglia su 10 ha in casa un tablet e 1 su 3 un computer. 

Pur essendo molto difficile fare stime in questo momento, sulla base degli elementi disponibili, sembrerebbe piuttosto concreto, in assenza di interventi immediati, il rischio che il numero dei bambini in condizioni di povertà assoluta aumenti di un ulteriore milione, un numero che potrebbe essere anche più alto se non verranno presi provvedimenti a sostegno delle famiglie in difficoltà. 

Nel 2019 (2) , infatti, dopo anni in cui l’incidenza e il numero di bambini in povertà sono sempre saliti o si sono stabilizzati, quando i dati saranno disponibili è possibile che si osservi per la prima volta una diminuzione della povertà minorile provocata dal reddito di cittadinanza, avviato nel marzo 2019, di cui hanno beneficiato famiglie con circa mezzo milione di minorenni. Ma il rischio è che nel 2020 il tasso di povertà minorile possa avere un balzo drammatico, come è accaduto nella precedente crisi: nel 2008, i bambini in povertà assoluta erano 375mila e quelli in povertà relativa 1milione260mila (3) . Dopo 8 anni, dal 2016 e ancora oggi i bambini in povertà assoluta sono diventati 1milione 260mila: la fascia di minori che era a rischio di povertà assoluta, ma non era ancora in quella condizione, è scivolata nella condizione di grave deprivazione economica e materiale, andando ad aggiungersi al fronte dei 375 mila bambini che già si trovavano in uno stato di indigenza. L’esempio del decennio precedente fa temere che molti dei minori in povertà relativa che sono definiti “appena poveri” (circa la metà dei 2 milioni 192 mila minori in povertà relativa stimati dall’Istat per il 2018) possano scivolare in povertà assoluta e ingrossare le fila già drammaticamente affollate del milione 260 mila bambini già in questa condizione. 

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