10 Aprile 2021 - 12:36

    Il libro della settimana: Alberto Cavaglion "Decontaminare le memorie"

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    Come mai negli ultimi vent’anni il razzismo e l’intolleranza sono aumentati a dismisura proprio nei Paesi in cui le politiche della memoria sono state implementate con maggior vigore?

    Dobbiamo riconoscere il fallimento di quelle politiche, come fanno alcuni autori che scrivono libri «contro» quella Memoria? Non sarebbe più saggio individuare gli errori del passato e infine proporre qualche concreta via di uscita?

    Decontaminare le memorie di Alberto Cavaglion si sofferma su uno dei concetti ormai più inattuali e logorati dall’uso: i «luoghi della memoria». Soprattutto quelli «minori», purtroppo diffusi, teatro di violenze di massa anche nella storia più recente. Cosa fare di questi paesaggi?

    «Comprendere» un luogo flagellato dalla violenza, dall’isolamento, dalla riduzione dell’uomo a cosa, richiede l’intervento di quella che si potrebbe chiamare, alla maniera di Georges Perec, «memoria obliqua». Al fine di individuare nuovi strumenti e imboccare un percorso di rigenerazione. Da qui nasce l’idea di Decontaminare le memorie. Un manifesto del «quarto paesaggio», che restituisca ai luoghi della memoria quella funzione riparatrice che talvolta riesce alla letteratura, quando non è solo testimonianza.

    Come gli aquiloni del romanzo-testamento di Romain Gary, ci sono ideali da tenere stretti perché non scappino nel cielo, ma non troppo ancorati al suolo, per non farli schiantare in terra.

    Alberto Cavaglion insegna Storia dell’Ebraismo all’Università di Firenze. Per Einaudi ha pubblicato, con Paola Valabrega, Fioca e un po’ profana. La voce del Sacro in Primo Levi (2018) e gli Scritti Civili di Massimo Mila. Con Feltrinelli ha pubblicato La Resistenza spiegata a mia figlia. Il suo ultimo libro è Guida a ‘Se questo è un uomo’ (Carocci, 2020).

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