01 Febbraio 2020 - 19:11

    Ilham Mounssif, ambasciatrice culturale in Cina,racconta l’emergenza sanitaria

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    Ilham Mounssif ambasciatrice culturale in Cina ci racconta come i cinesi stanno vivendo queste settimane di panico tra controlli serrati, prevenzione e stretta alla mobilità.

     

    Ilhan Mounssif, 25enne di Bari Sardo e originaria del Marocco, quando un mese fa si è imbarcata entusiasta sul volo per Hangzhou (megalopoli ad un’ora di treno da Shanghai) era pronta a tutto fuorché a ritrovarsi nel bel mezzo di una terribile emergenza sanitaria provocata dal misterioso Coronavirus che sta dilagando in Cina.

    «Mi trovo nella provincia dello Zheijian che fortunatamente ancora non ha registrato alcun caso di contagio da Coronavirus. In Cina mi ci ha portato la grande opportunità di prendere parte ad un programma governativo in veste di ambasciatrice culturale, insegno lingue e civilizzazione europea in alcuni istituti pubblici di istruzione superiore. Per le prime due settimane tutto è andato per il meglio, mi sono spostata nei weekend spesso alla scoperta della città e dei dintorni. La prima notizia sul virus risale alla prima settimana di gennaio: la morte di un uomo a Wuhan che avrebbe contratto il virus in uno dei mercati popolari dove qui in Asia si vendono animali di ogni sorta ( anche specie protette, illegalmente). Questo caso ha segnato la prima di una lunga e purtroppo inarrestabile serie di decessi e contagi. Ma il tutto ha avuto più risonanza all’estero che qui in Cina.

    I dubbi dei locali sono sorti quando ci si è chiesti come mai solo i casi di persone infette all’estero riempissero le news, come se gli abitanti di Wuhan viaggiassero solo all’estero e non in Cina! Purtroppo infatti, la sottovalutazione della vicenda da parte delle autorità locali di Wuhan ha lasciato ampia libertà al virus di dilagare, e giungere anche in altre città. In più la scarsa trasparenza del governo nella fase iniziale non ha fatto rendere conto del pericolo fino a quando i vertici del partito, il governo centrale e il presidente Xi Jinging, hanno severamente ammonito le autorità locali.

    Improvvisamente, ecco che i numeri reali sui decessi e sui contagi sono fioccati, nonché le misure di prevenzione e controlli di ogni sorta e la stretta sulla mobilità.  Ed io che fino alla settimana scorsa ero serenamente intenta a godermi le ferie per il Capodanno Cinese, alla scoperta delle bellezze della terra di mezzo, da Pechino dopo soli due giorni ho dovuto annullare tutto e prendere il primo volo che mi ha riportata dove risiedo.

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