29 Novembre 2020 - 05:47

    In scadenza il bando per l'assegnazione di beni confiscati a organizzazioni del Terzo settore

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    Il 15/12 scade il bando dell’ANBSC per l’assegnazione diretta dei beni confiscati alle organizzazioni del Terzo settore

    Il bando mette a disposizione 1 milione di euro per mille beni. Il consiglio di amministrazione della Fondazione CON IL SUD si è espresso su questa iniziativa, riconoscendo e apprezzando l’assoluta novità, ma proponendo al governo di incrementare la dotazione finanziaria del bando con ulteriori 200 milioni di euro, da attingere dalle ingenti risorse destinate al Fondo unico di giustizia (FUG) alimentato dalle somme sequestrate o confiscate.

    Il bando dell’ANBSC per l’assegnazione dei beni confiscati “direttamente” al Terzo settore, cioè senza passare per gli enti locali, rappresenta una importante e significativa novità. Tuttavia le risorse stanziate – 1 milione di euro per mille lotti (in media mille euro a lotto) – sono evidentemente inadeguate. Il Cda della Fondazione CON IL SUD propone al Governo di incrementare la dotazione finanziaria del bando – che scade il 31 ottobre – con ulteriori 200 milioni di euro, da attingere dalle ingenti risorse destinate al Fondo unico di giustizia (FUG) alimentato dalle somme sequestrate o confiscate.

    Lo scorso 31 luglio l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) ha pubblicato il primo bando per assegnare i beni “direttamente” ai soggetti del Terzo settore, ovvero senza passare per gli enti locali. Il bando, che scade il 31 ottobre 2020, invita direttamente gli enti non profit a proporre progetti di riuso con finalità sociale. L’iniziativa mette a disposizione oltre 1.000 lotti e complessivamente 1 milione di euro.

    Il Consiglio di amministrazione della Fondazione CON IL SUD sottolinea e apprezza l’assoluta novità del bando, in particolare lo sforzo innovativo dell’Agenzia di rompere uno schema che, molto spesso, alla prova dei fatti, ha presentato inefficienze strutturali.

    Il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie risulta strategico per un efficace contrasto al potere mafioso, sia per la loro portata simbolica ma anche economicamente come occasione di sviluppo della comunità che si riappropria di un bene. Lo dimostrano le tante buone pratiche avviate sul territorio nazionale, molte delle quali selezionate e sostenute dalla Fondazione CON IL SUD nelle regioni meridionali (oltre 100 beni valorizzati), che hanno costruito attorno al riuso dei beni confiscati un processo virtuoso di riscatto sociale, di partecipazione e senso di comunità, di attivazione dell’economia civile. In altri termini, azioni di significativo contrasto alle organizzazioni criminali sul terreno a loro caro del consenso.

    Anche sulla base dell’esperienza fin qui maturata, la Fondazione CON IL SUD ritiene importante e significativa l’azione dell’Agenzia, ma sottolinea il rischio che i beni, una volta assegnati, non possano essere utilizzati per mancanza di adeguate risorse finanziarie per le ristrutturazioni e per le spese di gestione delle attività. La Fondazione propone al Governo di destinare a questo bando 200 milioni di euro per le attività di gestione e valorizzazione dei beni. I 200 milioni, da assegnare all’Agenzia, possono essere attinti da quelli destinati al FUG – Fondo unico giustizia alimentato da liquidità e titoli sequestrati o confiscati alla criminalità organizzata, secondo quanto previsto dall’art. 48, comma 1, lettera A, del Codice antimafia.

    Ultima modifica il 28 Novembre 2020 - 10:49

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