24 Ottobre 2020 - 10:26

    “L’insostenibilità degli allevamenti intensivi in Italia”, l’ultimo report di Greenpeace

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    Che il consumo eccesivo della carne sia insostenibile è già cosa nota a molti, ma Greenpeace Italia ha voluto dare un ulteriore contributo alla tematica andando ad analizzare nello specifico l’impatto di tale settore produttivo sull’ambiente. Dallo studio è emerso che consumiamo una volta e mezza le risorse naturali presenti nei terreni agricoli di cui disponiamo, e ciò dipende dall’agricoltura e la zootecnia per l’appunto. Per effettuare questa ricerca l’Ong ha preso in considerazione l’impatto ecologico di un dato settore confrontandolo con le reali capacità che ha quella precisa zona, ossia la propria biocapacità, di assorbire le emissioni e i rifiuti prodotti. Nel caso degli animali allevati sono state prese in considerazione solamente le emissioni dirette, escludendo quelle indirette che concernono tutta la filiera, quali avrebbero portato ad una cifra ancora più alta dell’impatto ecologico.

    Dalla ricerca è emersa l’insostenibilità dell’agricoltura e della zootecnia, quali prese nell’insieme creano un deficit tra la domanda e l’offerta di risorse naturali; gli allevamenti, come si pensava, pesano non poco sull’impatto totale considerando che richiedono il 39% delle risorse naturali del paese, e si trattano solo delle emissioni di gas serra derivate da deiezioni e fermentazione enterica degli animali allevati. L’apice dell’impronta ecologica si raggiunge in Lombardia, la quale da sola, nel settore zootecnico, contribuisce per oltre un quarto sull’intero impatto nazionale “divorando” il 140% della biocapacità della regione. L’intera area del Bacino Padano, che racchiude più regioni, contribuisce per oltre la metà del totale del paese, sempre prendendo come riferimento la zootecnia. 

    Lo studio mostra come la situazione sia assolutamente fuori controllo, e un’inversione di rotta è indispensabile, e possibile, solo se attraverso la strategia della nuova PAC, che verrà decisa nei prossimi giorni, si freneranno i sussidi agli allevamenti intensivi. Ma il cambio di rotta dovrebbe arrivare prima di tutto dal singolo cittadino che responsabilmente dovrebbe cominciare ad affrontare uno stile di vita più sostenibile, per sé stesso e per gli altri. “Una maggiore attenzione a salute e
    alimentazione può comportare un vero e proprio cambiamento di sistema, che porti a produrre, ma anche, a consumare meno”, ha dichiarato Riccardo De Lauretis, responsabile dell’area emissioni e prevenzione dell’inquinamento atmosferico dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

    Per leggere il report completo aprire il seguente link https://storage.googleapis.com/planet4-italy-stateless/2020/10/b3ee8b89-report-il-peso-della-carne.pdf

    A cura di Simone Riga

    Ultima modifica il 02 Novembre 2020 - 11:44

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