12 Ottobre 2006 - 08:19

    La 50&più Fenacom studia la figura dell'anziano nella famiglia moderna

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    I risultati della ricerca saranno presentati a Fiuggi dal 18 al 22 ottobre prossimi

    Uno studio dettagliato e approfondito sulla famiglia italiana: è questo il risultato della ricerca condotta dall'associazione 50&più Fenacom, presentata a Roma nei giorni scorsi e mirata all'analisi della cosiddetta “Famiglia sostanziale”.

    Quello che ne emerge è un quadro duplice, come verrà ampiamente spiegato a Fiuggi dal 18 al 22 ottobre, quando si terrà la manifestazione GoldAge, con tavole rotonde di approfondimento con autorità ed istituzioni. Da un lato, dunque, scopriamo l'esistenza di un nuovo tipo di famiglia che va al di là dei legami di affetto e solidarietà primaria, ma che trova la sua ragione d'essere in una rete di rapporti e relazioni di aiuto, di sostegno, anche economico, affetto e compagnia, sulla quale le persone possono contare soprattutto in caso di necessità; dall'altro, tuttavia, il Nono Rapporto 50&più Fenacom ci svela l'esistenza all'interno di questa famiglia “a geometria variabile”, di ben otto diversi modelli, una situazione ben più complessa ed articolata, quindi, di quello che ad una prima analisi potrebbe sembrare.

    L'intera ricerca ruota attorno alla figura dell'anziano: egli è al centro del dibattito e dello studio, per scoprire le modalità attraverso le quali esso diventa un “capitale sociale” di valore inestimabile, una risorsa che si attiva automaticamente da sola e che gli consente di trascorrere gli anni della vecchiaia nella casa in cui ha sempre vissuto e di evitare che la collettività si faccia carico dei costi che soluzioni alternative comporterebbero.

    Ma egli, purtroppo, non è solo un “capitale sociale”: nel 10% dei casi, infatti, gli over 70 sono anziani isolati, tagliati fuori da ogni tipo di relazione, perlopiù a basso reddito e con titolo di studio medio basso; sono loro quelli che corrono i maggiori rischi di emarginazione, come sottolinea il professor Giovan Battista Sgritta, sociologo presso la Sapienza di Roma e curatore della ricerca: “Costituiscono una polarità negativa; occorrerebbe fare un vero e proprio censimento comune per comune, per poter sostenere al meglio queste persone fragili”.

    Ultima modifica il 12 Ottobre 2006 - 08:19

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