01 Giugno 2007 - 10:46

    L'ACQUA E' UN DIRITTO DI TUTTI NON UNA MERCE

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    UN MILIARDO DI PERSONE IN TUTTO IL MONDO NON HA ACQUA POTABILE

    Oltre un miliardo di essei umani ha acqua potabile. Quasi 2.000.000 di bambini muoiono ogni hanno per malattie infettive dovute all'ingestione di acqua inquinata.

    Solo il 3% del'acqua della Terra è potabile.
    In Italia, come in atri Paesi del Mondo, l'acqua è considerata una risorsa economica e come tale viene privatizzata. Moltissime le sorgenti che gli imprenditori acquistano grazie alla disponibilità di chi gestisce il territorio.

    Si tratta di un bene primario ed irrinunciabile del'umanità intera che viene ridotto a merce, profitto: l'acqua appartiene all'uomo e deve restare in quantità considerevoli un bene di tutti. Vanno evitati gi sprechi, riparati i danni degli acquedotti comunali che ne disperdono una quantità enorme.

    Il singolo deve rendersi conto dei propri consumi, di come può agire quotidianamente per non sprecare un bene prezioso che è destinato prima o poi a scomparire e a creare guerre e conflitti.

    Il Pesidente di Greenpeace Italia, Walter Ganapini ha dichiarato recenemente:

    La Direttiva 60/2000 dell'Unione Europea recita: “..l'acqua non è un prodotto commerciale, bensì un patrimonio che va protetto“. L'incultura dell'acqua in Italia, porta a consumare 170 litri di acqua imbottigliata per abitante all'anno, contro una media europea di 85 ed una mondiale di 15, equivalenti a 5 miliardi di contenitori plastici che si trasformano in 100.000 tonnellate/anno di rifiuto urbano.
    L'acqua imbottigliata, assoggettata a regimi di controlli spesso lacunosi, ha un costo tra 30 e 50 centesimi, cui si sommano i costi di smaltimento del contenitore, mentre 1.000 litri di acqua da acquedotto, più controllata sul piano chimico-batteriologico, non costano più di 1 euro. Gli italiani dichiarano che alla base di questo paradosso c'è la convinzione che l'acqua imbottigliata sia più sicura ( 51% ), più “buona” (35%), meno “dura” (14% ).
    Il nostro Paese è ricco di acquiferi sotterranei, tra i 5 e i 12 miliardi di metri cubi. Ciò nonostante, la crisi idrica è alle porte in tutto il Paese, anche come effetto del cambiamento climatico globale, che vedrà l'aridificazione nel Centro-Sud e la sub-tropicalizzazione nel Nord...L'origine di questa scarsità annunciata?
    - decennale incuria e mancata manutenzione delle reti con un livello di dispersione variabile tra il 30% della Emilia-Romagna e più del 50% dell# Acquedotto Pugliese
    - inquinamento dei fiumi da parte di insediamenti industriali, attivi e dimessi, ed urbani, in spregio ad ogni normativa, anche per la totale aleatorietà dei controlli ambientali
    - insostenibile idroesigenza di un settore primario caratterizzato per decenni da monocolture intensive e da tecniche irrigue (es. a pioggia) dissipatrici di oltre il 30% dell'acqua erogata
    - mancata generalizzazione di apparati per la minimizzare i consumi a parità di prestazione, a livello dei consumi domestici. L'eccellente esperienza condotta al riguardo a Bagnacavallo in Emilia Romagna ha mostrato come questa sola misura, il cui bassissimo costo (2-3 euro/abitante) si ripaga con i certificati bianchi per la minore spesa energetica del servizio idrico, consenta di ridurre i consumi familiari di almeno il 10-12 %.”

    Ultima modifica il 01 Giugno 2007 - 10:46

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