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31 Agosto 2020 - 07:10

Lampedusa, FCEI: "Attivare reti di accoglienza immediata. Aprire canali legali europei"

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"Dopo lo sbarco di oltre 300 persone arrivate a Lampedusa, la situazione sull'isola è innegabilmente insostenibile, in primis per i migranti, costretti, dopo quello che hanno passato, in una struttura sovraffollata ma anche per i residenti e i turisti - dichiara Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, presenti a Lampedusa dal 2013 - . Noi dal canto nostro siamo impegnati negli sbarchi, ad aiutare le associazioni e le istituzioni a gestire i primi momenti degli arrivi di queste persone. Chiediamo a gran forza che vengano subito attivate reti anche provvisorie per l'accoglienza immediata dei soggetti più vulnerabili. 

Come chiese protestanti siamo pronti a collaborare con le istituzioni e le altre associazioni per cercare soluzioni legate a questa urgenza. Siamo di fronte a un'emergenza che era però del tutto prevedibile, date le condizioni in Tunisia e in Libia. Ribadiamo che l'unica strategia di contrasto alle migrazioni "irregolari" è quella di aprire canali legali, sicuri e gestiti a livello europeo. Nel frattempo la nostra massima solidarietà a chi continua a salvare vite nel Mediterraneo. Mentre altri gridano parole d'odio, che rischiano di chiamare violenza, noi scegliamo l'accoglienza. Il nostro cordoglio, infine, per la giovane vittima, portata a Lampedusa ieri dalla Louise Michel, per la quale stamattina abbiamo svolto un momento di raccoglimento e ricordo".

Ultima modifica il 31 Agosto 2020 - 10:59

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