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18 Maggio 2020 - 21:20

Povertà e cambiamento climatico sono due emergenze da affrontare subito

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Povertà e cambiamento climatico sono due emergenze da affrontare subito. Le proposte delle realtà che promuovono il “Patto per una giusta Italia”.

 

La Terra è una rete di vite interconnesse, eppure pensavamo di essere sani in un mondo malato. L’abbiamo compreso? Perché non c’è crisi peggiore di quella che non si comprende. Ma a quanto pare no, se consegniamo nel nostro paese la presunta fase due allo stesso modello culturale ed economico che ci ha portato ad un passo dalla catastrofe. Il ritorno alla vecchia normalità è un’ipocrisia perché significa condannarci ad altri drammi, trasformando una crisi sanitaria, che è già crisi sociale, in crisi della Democrazia.

Per fine anno di questo passo avremo circa 10 milioni di poveri e più della metà della popolazione a rischio esclusione sociale. La Fase 2 non prevede investimenti importanti nella transizione ecologica delle attività produttive, ma è orientata soprattutto dagli interessi di Confindustria, agevolati dall’assenza di una visione capace di ripensare l’esistente. Il diritto al lavoro continuerà a essere separato dal diritto alla salute, mantenendo il pallino della programmazione industriale sempre più nelle mani di interessi privati. L’Europa, ripetendo gli errori del passato, rifiutandosi di socializzare il debito dei paesi aderenti compromette ogni possibilità di impattare la crisi con strumenti adeguati. La conseguenza sarà un ulteriore indebolimento del progetto politico europeo e un cambio ancor più rapido della geopolitica planetaria, sul cui esito non abbiamo certezze.

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