06 Marzo 2021 - 05:00

    Prime Minister una scuola di politica per ragazze fra 14 e 18 anni

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    Le fondatrici della scuola Le fondatrici della scuola

    Prime Minister Prime Minister è una scuola di politica per giovani donne di età compresa fra 14 e 18 anni che vogliono intraprendere un percorso di formazione alla Politica – intesa come capacità di interpretare e guidare la società – e al l ‘attivazione civica. Le studentesse della Scuola vivono così un’esperienza di empowerment, che passa dal rafforzamento delle loro conoscenze e competenze trasversali, e crea una comunità pronta a sostenerle.

    Le fondatrici, 4 donne

    E infatti la madre di Prime Minister non poteva essere che lei, che è mamma di Viola, 10 anni, e Carla, quattordicenne che sogna di fare l’ambasciatrice ed è anche lei studentessa della scuola, assieme a tre sue amiche: le milanesi Eva Vittoria Cammerino e Denise Di Dio, e la napoletana Angela Laurenza. Quest’ultima, ingegnera in un’azienda nel campo dell’auto,racconta così la molla che le ha spinte a inventarsi questa scuola speciale. «Volevamo ispirare le giovanissime, discutere con loro di democrazia e istituzioni, di giustizia, sviluppo sostenibile, volevamo riflettere sulla potenza della cittadinanza attiva, così come sull’insensatezza di stereotipi di genere che ancora inchiodano le donne a ruoli secondari e sulla necessità, invece, di nuove leadership femminili. La nostra, insomma, è una sfida di genere e una sfida generazionale – apposta ci siamo rivolte a ragazze così giovani -, ma anche una sfida per rinnovare il Sud, dove i ragazzi vivono problemi enormi. Noi puntiamo a tirare fuori il talento di queste giovanissime, la loro sensibilità, pensando che possano essere proprio queste ragazze le Prime Ministre di domani. Abbiamo tutti un disperato bisogno di cambiamento e io credo che, dopo il momento orribile che stiamo vivendo, saremo più pronti a farlo avverare».

    Corsi on line

    «Queste ragazze sono curiose, stanno tutte cercando qualcosa di significativo per la loro vita e credo che nei workshop on line e nelle dirette Facebook quotidiane con Prime Minister trovino innanzitutto un ambito in cui esse re vere, perché sentono che qui non devono per forza dimostrare chissà che, come accade con gli insegnanti, e qui non vivono la paura di deludere, come con i genitori» spiega Florinda Saieva. «Iniziano con l’idea che la politica sia soprattutto teoria o che per farla serva necessariamente una candidatura. Poi fanno la conoscenza di persone, donne soprattutto, che le illuminano, che mostrano strade di realizzazione femminile bellissime, donne che parlano loro di battaglie importanti nel quotidiano. La lezione sull’autonomia finanziaria come condizione essenziale delle donne per essere libere di essere ciò che vogliono è stata da loro seguitissima. Ho visto le ragazze crescere molto». Dopo avere partecipato alla scuola di politica dello scorso anno Giulia, sedicenne, si era infilata in una gabbia fuori da un circo a Gela, per protestare contro lo sfruttamento degli animali. Giusy ha invece deciso di battersi per la raccolta differenziata nel suo liceo, andando dal preside e chiedendo gesti concreti contro il consumo di circa mille bottigliette di plastica al giorno e, quando lui le ha negato l’aiuto, è andata alla Coop a chiedere una sponsorizzazione per installare distributori d’acqua.

     

     

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