20 Maggio 2003 - 18:24

    PRIMO RAPPORTO NAZIONALE SULLE ATTIVITA AUSER

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    Il bilancio economico e il bilancio sociale\r\nNel caso di una associazione di volontariato e di promozione sociale com Auser, il normale bilancio economico non consente di rendere l essenza delle attivit svolte. In un bilancio economico trovano posto soltanto i fenomeni che possono essere tradotti in grandezze monetarie, mentre l economia di Auser fondamentalmente non monetaria. E proprio l attivit caratteristica dell organizzazione, nella quale si esprime compiutamente la sua missione: le attivit di volontariato, di socializzazione, di educazione degli adulti.

    \r\n\r\n\r\nCOSA E L AUSER, CHE COSA FA

    \r\nL Auser una associazione di uomini e donne, persone che si uniscono per perseguire un obiettivo strategico e condiviso: contribuire a fertilizzare la vita delle comunit costruendo reti di rapporti, venendo incontro ai bisogni espressi dai singoli e dalla collettivit .\r\nAl centro stanno le persone e le loro relazioni, mai separate le une dalle altre, persone consapevoli che nessun uomo un isola (neppure quando si ritenga tale). \r\nComplessivamente si pu dire che Auser persegue definiti obiettivi di sviluppo umano . Lavora affinch ognuno possa dare e trovare aiuto, incontrare gli altri, arricchire le proprie competenze, contribuire alla crescita della comunit in cui vive. E tutto questo definisce anche il suo modo di operare che sempre quello di intrecciare rapporti tra individui che partecipano di un comune mondo vitale . \r\nUna realt nella quale le attivit si integrano e le generazioni dialogano.\r\n

    \r\nL Auser una associazione di volontariato e di promozione sociale di grande dimensioni e presente su tutto il territorio nazionale: 1100 organizzazioni di base (Ula, unit locali associative), oltre 200.000 iscritti, 28.000 dei quali impegnati come volontari per una media di 4 ore settimanali a testa, le cui iniziative hanno riguardato, oltre agli iscritti, almeno 270.000 persone. Questa in estrema sintesi l immagine che emerge dalla rilevazione compiuta, con riferimento all anno 2001. \r\nL Auser un organizzazione a rete, fatta di tante realt autonome ed integrate sulla base di valori condivisi. Le 1100 unit di base dell Auser costituiscono ognuna un organizzazione autonoma, radicata nel territorio, costruita dal basso . Ogni unit di base conta in media 166 iscritti. Si conoscono per nome, discutono, si confrontano; sono protagonisti di un coinvolgimento autentico.\r\n

    \r\nLa distinzione principale delle attivit dell Auser quella tra: attivit di volontariato, di promozione sociale e di educazione degli adulti. Tre grandi aree tematiche che danno corpo alle parole d ordine: cittadinanza attiva, solidariet , coesione, vita buona . \r\nLe attivit di volontariato comprendono: \r\n Filo d argento un servizio di ascolto telefonico. E formato da tante postazioni telefoniche che chiunque pu chiamare per sottoporre un proprio problema, ricavandone conforto e un aiuto concreto. Il Filo d Argento anche un osservatorio privilegiato della realt sociale.\r\n Servizi alla persona (compagnia, accompagnamento, consegna pasti a domicilio,ecc). Vere e proprie relazioni di aiuto , continuative, stabilite stando faccia a faccia con gli interessati. Si risolvono i problemi pratici, ma lontani dalla logica efficentistica , la relazione fra persone sempre in primo piano.\r\n Servizi alla comunit (cura di patrimoni culturali e del verde pubblico, iniziative di animazione e simili). Una sorta di manifesto della cittadinanza attiva. Rappresentano al meglio il concetto di anziani una risorsa per la societ . I volontari impegnati in questo ambito si prendono cura di uno spazio urbano, grande o piccolo che sia, in varie forme, cercano di renderlo pi decoroso, agibile, fruibile. E il settore nel quale pi intensamente si intrecciano rapporti pubblici con i cittadini, le amministrazioni locali, le istituzioni, ecc.\r\n Solidariet internazionale (invio di aiuti, adozioni a distanza, ospitalit profughi). Testimoniano che la solidariet non conosce confini. \r\n

    \r\nLe attivit di promozione sociale targate Auser sono nate all interno dell ampio e variegato mondo degli spazi ricreativi ideati per dare risposta ai bisogni di incontro e svago delle persone di tutte le et . Le iniziative di socializzazione Auser vedono un deciso protagonismo degli anziani, qualit dei programmi e una grande apertura a nuove platee e soggetti. Sono organizzate nei circoli e comprendono:

    \r\n divertimento, ristoro, tempo libero. Portano avanti la tradizione dei centri anziani (cene sociali, feste, giochi, tornei, ecc.)

    \r\n opportunit di coltivare interessi e soddisfare la creativit (corsi, laboratori, attivit artistiche, recite, spettacoli, ecc.)

    \r\n cura del corpo e benessere fisico (attivit sportive e ginnastica). Queste attivit raccolgono la tendenza a una maggiore cura del proprio corpo e del proprio aspetto, e facendone occasione per stare insieme ;

    \r\n gite e soggiorni turistici, cercano di rivisitare in termini di relazioni significative, quello che uno dei maggiori business del nostro tempo. \r\n

    \r\nInfine ci sono le attivit di educazione degli adulti, organizzate nelle forme delle universit popolari o della terza et . Non tanto la cultura alta fine a se stessa, quanto quella che fa corpo con le relazioni sociali e le esperienze di vita degli individui. \r\n\r\n

    \r\n\r\nI DATI\r\n

    \r\nGli iscritti Auser: pi donne, pi adulti e giovani\r\n200.000 iscritti circa. Ci sono pi donne che uomini e pi adulti e giovani del previsto: circa un terzo. Le donne iscritte all Auser superano gli uomini di 12 punti percentuali, con una differenza molto maggiore dell analogo divario fatto registrare dalla popolazione italiana, pari soltanto al 2,8%. La maggior presenza di donne riguarda tutte le classi di et , con una concentrazione particolarmente elevata in quella 60-74 anni. A parte il caso dell Emilia Romagna dove si registra una assoluta parit , le regioni pi maschiliste sono l Umbria, la Basilicata e la Calabria, mentre il tasso di femminilit maggiore soprattutto in Valle d Aosta, Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli, Toscana, Lazio, Puglia, Sardegna, con la Sicilia che si attesta su un valore di poco superiore alla media nazionale. \r\nLe donne pi longeve degli uomini- vivono situazioni di solitudine particolarmente frequenti, spesso unite a un accentuata fragilit economica e a non meno gravi problemi relazionali. L associazione offre loro un punto di riferimento. \r\nTante donne iscritte non corrispondono per a tante donne dirigenti: la strada della parit ancora lunga. Le donne dirigono 310 sedi su un totale di 1100, vale a dire un modesto 28%.Per la maggior parte le sedi dirette da donne si trovano al Centro, seguita dal Sud e dal Nord.\r\nUn secondo dato molto interessante che emerge da questo Bilancio Sociale che il 33% degli iscritti di Auser ha meno di 60 anni. Per un terzo Auser un organizzazione formata da giovani e da adulti; la intergenerazionalit una realt . L Auser sta quindi cambiando pelle: non pi un associazione di anziani per gli anziani ma sempre pi un associazione di cittadini attivi, nella quale gli anziani continuano ad avere un posto di primo piano e che possono relazionarsi con altri che anziani ancora non sono. \r\nGli iscritti sono concentrati al Nord (67,8%), contro il 21% del Centro e l'11% del Sud e delle Isole. \r\n\r\n

    \r\nI volontari Auser: un capitale umano di 6 milioni di ore\r\nIl 15.4% degli iscritti all Auser sono volontari (circa 30.000 persone). Risulta iscritto all Auser il 4,15% di tutti i volontari italiani. Uomini e donne attivi soprattutto nella fascia d et tra i 50 e i 65 anni. Sono quasi 6 milioni le ore di attivit volontaria (4 ore settimanali) che vedono impegnati i volontari Auser. Ogni volontario impegna, mediamente, 172 ore del suo tempo all anno. Al Nord un volontario mediamente impegnato per poco pi di tre ore e mezzo alle settimana e poco pi lo il suo collega del Centro, al Sud il valore sale sino a 5 ore settimanali. \r\nOgnuno secondo le sue capacit : i volontari uomini prediligono le attivit pratiche , le donne l ascolto, il dialogo e l organizzazione dei rapporti interpersonali. Infatti le volontarie sono pi numerose dei volontari nel servizio telefonico del Filo d Argento. Le donne danno inoltre un forte risalto alle attivit culturali: il 30% delle unit di volontariato femminile appartenente alla classe di et 50-65 anni si dedica all educazione degli adulti, contro il 19% dei coetanei. Tra le volontarie di et compresa tra i 35 e i 49 anni, il 26% si dedica preferenzialmente alle attivit di supporto alla socializzazione. Le donne pi giovani sono quelle pi interessate ai rapporti intergenerazionali e di relazione. Mentre per gli uomini la predilezione va alle attivit di servizio alla comunit che sono quelle che, per loro caratteristiche intrinseche, meglio si prestano a essere vissute come una prosecuzione in forma di volontariato dell attivit lavorativa.\r\nTrovare volontari non facile: per farlo bisogna soprattutto coltivare solidi rapporti personali, dentro e fuori l associazione. Spazio alle persone, quindi. Tra le strategie segnalate: il coinvolgimento dei soci 80%, seguito dai contatti personali 78% e dalle azioni mirate sul complesso dei cittadini 73%.\r\nI volontari testimoniano una crescente visibilit sociale dell associazione. Visibilit che viene confortata anche dal dato relativo alle convenzioni stipulate. La maggior parte delle sedi territoriali, il 74%, titolare almeno di una convenzione con enti locali, Asl o altri soggetti soprattutto nelle Marche, Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia e Friuli.\r\n\r\n

    \r\nLe sedi e le modalit operative

    \r\nQuasi il 76% delle organizzazioni di base di Auser svolge attivit di volontariato: l impegno gratuito di aiuto alla persona e alla comunit resta la nota pi caratteristica dell operare concreto di Auser. \r\n

    \r\nRicordiamo che le attivit Auser si dividono in tre grandi aree tematiche: volontariato, socializzazione, educazione degli adulti. L universo delle 1100 sedi si suddivide in due grandi famiglie: (monofunzionali) riferibili a una sola delle tre aree (va tenuto presente tuttavia che integrazioni di attivit si riscontrano- anche se non sono approfondite nell analisi- all interno di ogni singolo asse tematico) e quelle che sono impegnate su pi fronti (plurifunzionali). \r\nRiguardo alle attivit svolte nell ambito del volontariato, della socializzazione, dell educazione permanente, l Auser si divide circa a met tra Ula monofunzionali e Ula plurifunzionali. Le Ula monofunzionali che fanno soltanto socializzazione sono in totale solo 180 distribuite per lo pi nel Veneto, in Lombardia, Toscana, Marche, Sicilia e Friuli V.Giulia). Le Ula che svolgono soltanto attivit di volontariato sono 341, con massima aggregazione al Nord (274 Ula), una ragguardevole quota al Centro (52 Ula) e 15 al Sud. Le Ula che svolgono solo attivit di educazione per adulti sono 27 a livello nazionale, con un peso relativo pi rilevante al Sud, dove rappresentano il 4% sul totale delle Ula. \r\nLe Ula plurifunzionali sono pi numerose al Centro (52%). La tipologia pi presente quello delle Ula che svolgono attivit sia di volontariato che di socializzazione. \r\nAl secondo posto vi la tipologia dell Ula che svolge tutti i tipi di attivit . Il peso specifico delle attivit di volontariato, considerando sia le Ula monofunzionali che quelle plurifunzionali, di assoluto rilievo, essendo praticato nell'80% dei casi.\r\n\r\n

    \r\nChi sono e quanti sono gli utenti dei servizi Auser

    \r\nOgnuno secondo i suoi bisogni: dalle relazioni di aiuto alle attivit di socializzazione, chi viene in contatto con Auser trova una gamma di opportunit ampia, diversificata e, soprattutto, integrata. \r\nIl Filo d Argento ha fatto registrare oltre 140.000 contatti, la maggior parte dei quali ha consentito di instaurare rapporti duraturi; in quasi il 74% dei casi si trattato di persone che hanno chiamato pi di una volta sia per s che per altre persone come amici, parenti, vicini, ecc.; in 47 casi su 100 alla persona che ha chiamato stata prospettata la possibilit di partecipare a una o pi attivit dell Auser; nel 15% dei casi circa il soggetto stato messo in contatto con i servizi pubblici. \r\nIl Filo d Argento si conferma come una vera porta d accesso al complesso delle attivit svolte dall associazione, secondo il modello studiamo il problema e costruiamo insieme la soluzione . \r\nI fruitori dei servizi alla persona sono complessivamente pi di 248.000. La composizione per genere fa registrare una maggiore incidenza di donne (60%). Per la maggior parte si tratta decisamente di persone anziane (il 45% ha un et compresa tra i 70 e gli 85 anni e il 6% ancora pi avanti negli anni, i grandi anziani con pi di 85 anni, con concentrazioni pi elevate in regioni ad alto tasso di invecchiamento coma Toscana,Liguria,Marche e poi Trentino e Friuli) e di donne (60% circa). La quota dei meno anziani, degli adulti e dei giovani, tuttavia, non proprio trascurabile: quasi il 16% delle persone aiutate ha meno di 55 anni soprattutto in alcune regioni meridionali Campania, Sicilia, Calabria- e il 3,4% meno di 25, con il restante 33% compreso nella fascia 55-69 anni. Gli immigrati rappresentano il oltre il 28% dell aggregato. I fruitori dei Servizi alla persona che partecipano anche ad altre attivit Auser sono quasi il 39%, in particolare nei settori ricreativo, turistico, culturale ed educativo. \r\nSono 260.000 i partecipanti alle attivit di socializzazione. Il 62% ha pi di 65 anni di et , ma le persone comprese tra i 31 e i 65 anni sono ben il 32% e i giovani con meno di 31 anni sono il 6%. E l effetto di offerte molto differenziate aperte a pi persone possibile anche di et diverse. E una ulteriore conferma dell attenzione dell associazione al tema dell intergenerazionalit . Il fenomeno premia soprattutto l offerta di natura culturale/espressiva alla quale vanno i favori dei pi giovani (meno di 30 anni) e notevoli testimonianze di gradimento da parte degli adulti (31-65 anni). Le persone pi anziane prediligono le attivit del tempo libero e del turismo. Gli uomini sono in maggioranza nelle attivit del tempo libero, mentre le donne prevalgono in quelle fisiche, espressivo-culturali e nel turismo. \r\nLa capacit di attrazione molto forte, proprio in quanto non collegata a situazioni di disagio pi o meno acuto, ma riferibile alla ricerca di un agio e benessere. \r\n29.000 persone frequentano le universit popolari o della terza et . Per la maggior parte adulti (44,8% ha tra i 31 e i 65 anni). Gli anziani con pi di 65 anni si attestano al terzo posto con poco pi del 22%, dopo le persone pi giovani (tra i 19 e i 30 anni) che formano il 23% del totale. Corposa anche la presenza di adolescenti (fino a 18 anni) pari al 9,8% del totale, per la maggior parte donne, mentre gli immigrati sono solo lo 0,2%. Si pu affermare che almeno 450.000 persone (compresi gli iscritti) abbiano trovato in Auser opportunit di soddisfare bisogni o esprimere capacit : tale nel complesso, l insediamento dell associazione nella societ italiana. \r\n\r\n

    \r\nLe attivit di volontariato

    \r\nIl settore, nel suo insieme, pu contare su 833 sedi locali che rappresentano il 76% di tutte quelle censite. Il grosso si concentra al Nord (72%), mentre il Centro e il Sud fanno registrare presenze sensibilmente inferiori con percentuali rispettivamente del 19% e dell 8%. Il monte ore ammonta a circa 6 milioni di ore, con il Nord che fa la parte del leone (oltre 2.800.000 ore, il 60% del totale), seguito dal Centro con il 26% e dal Sud 14%. \r\nIl Filo d argento\r\nL attivit del Telefono Amico degli anziani e delle famiglie, pu contare su 149 sedi territoriali, diffuse soprattutto al Nord (43%), il Centro ne comprende quasi il 37%, il Sud ne registra il 20%. I volontari impegnati sono oltre 2200, attivi per pi di 230.000 ore annue. Il totale dei contatti raggiunge le 140.747 unit . La Toscana la regione a pi alta presenza di strutture del Filo d Argento (45), quella con il maggio numero di volontari impiegati (815), il pi alto numero di ore dedicate (oltre 79.000), il volume pi ampio di contatti (oltre 32.000). Seconda classificata la Lombardia con 22 presidi e 320 volontari, un monte ore annuo pari a pi di 36.600 e 24.721 contatti. I volontari del Filo d Argento sono per la maggior parte donne (64%).\r\n

    I servizi alla persona

    \r\nI Servizi alla persona sono presenti in 563 sedi, la loro distribuzione territoriale fa registrare percentuali abbastanza simili nel Nord nel Centro e nel Sud, rispettivamente 68, 67, e 61%. I volontari impegnati sono 10.000, il monte ore di 1.380.000 e i fruitori oltre 248.000 persone pari a quasi il 64% di tutte quelle raggiunte dalle attivit di volontariato. Lombardia, Emilia Romagna e Toscana sono le regioni dove questa presenza pi consolidata. Per il Sud capofila la Campania. \r\nI volontari dei servizi alla persona sono per la maggior parte (quasi il 53%) uomini e sono impegnati mediamente per oltre due ore e mezzo a settimana. \r\n

    Servizi alla comunit

    \r\nLa grande diffusione delle attivit attestato in primo luogo dalla numerosit delle sedi interessate: a livello nazionale 558 sedi, pari al 67% dell intero settore del volontariato, senza scarti troppo accentuati tra Nord, Centro e Sud, rispettivamente 68, 70 e 51%. Ma assai alti sono i valori riguardanti i volontari: oltre 13.000 impegnati per pi di 3 milioni di ore. In Emilia Romagna i Servizi alla Comunit monopolizzano di fatto l intero settore del volontariato, raccogliendo oltre il 90% delle sedi e l 81% delle ore impegnate. Sempre al Nord concentrazioni elevate si registrano anche in Lombardia, Veneto, e Friuli. Capofila del Centro la Toscana. Nel Sud spicca la Campania. L ambito prevalente la cura di aree verdi, giardini e parchi pubblici (57%) ben rappresentato in Puglia, Umbria, Toscana ed Emilia Romagna, Toscana, Friuli, Veneto e Lombardia. Una seconda, importante area di intervento la vigilanza davanti alle scuole (quasi il 43%), seguita da servizi di scuolabus 36% e nonni vigili 25%. Diffuse uniformemente dal Nord al Sud. \r\nNel 34,8% delle indicazioni troviamo la cura, sorveglianza, informazioni in strutture pubbliche . Come pure significativa la voce cura, sorveglianza, informazioni in musei e mostre (24%). Altre aree di impegno, meno consistenti, sono apertura e chiusura cimiteri , sorveglianza di strutture sportive , cura strade . La maggiore parte di queste attivit si svolge attraverso le convenzioni con Comuni, Asl, enti privati, ecc. Nel settore dei servizi alla comunit i volontari sono in netta prevalenza maschile (62%), dato che si pu spiegare per via della natura dei compiti da svolgere, che spesso richiedono sforzi fisici o presuppongono competenze specifiche, come cura dei parchi, guida scuolabus, manutenzione di attrezzi e aree verdi. \r\n

    Solidariet internazionale

    \r\nNel 2001 si sono impegnate in attivit di solidariet internazionale 231 sedi locali, per lo pi concentrate al Nord. Fra gli interventi promossi primeggia l aiuto ai paesi del terzo mondo 66%, seguito dall aiuto ai paesi in guerra con il 40%. 154 bambini sono stati adottati a distanza. E stata data ospitalit a circa 500 bambini. \r\n\r\n

    \r\nLe attivit di socializzazione

    \r\nLe attivit di socializzazione vengono svolte in 702 sedi locali, pari al 64% dell universo censito, largamente concentrate al Nord e pi disperse al Centro e al Sud. Gli iscritti impegnati a garantire il funzionamento di base delle sedi e la realizzazione delle singole iniziative, volontari interni , sono oltre 7700. Le ore di attivit complessivamente prestate in un anno sono oltre 900.000.

    \r\nIl tempo libero

    \r\nLa gran parte delle sedi operanti nel settore della socializzazione prevedono tra le loro attivit quella del tempo libero (548). Il peso maggiore si registra al Sud (95 su 112), segue il Nord infine il Centro. A livello regionale spiccano Lombardia, Toscana e Veneto. I volontari sono oltre 5000 e pi di 600.000 le ore di attivit prestate in un anno. Il profilo dei partecipanti alle attivit del tempo libero mostra la pi alta presenza di persone anziane. Sulle circa 83.000 persone che formano l intera platea gli over 65 sono infatti il 58%. \r\nCura del corpo e benessere fisico\r\n203 sedi impegnate in questo settore, soprattutto in Lombardia, Toscana e Veneto. \r\n550 volontari, oltre 52.000 ore annue, un utenza di oltre 18.500 persone per la maggior parte con un et compresa tra i 18 e i 65 anni \r\nLe attivit culturali espressive\r\n319 sedi locali. L insieme dei partecipanti alle attivit costituito da oltre 36.000 persone, il 44,3% ha oltre 65 anni sono invece il 44,8% le persone con un et compresa tra i 31 e i 65 anni. Gli adolescenti e i giovani sono l 11%.

    \r\nIl turismo

    \r\nUn attivit molto amata dagli anziani, oggi uno dei principali business. L Auser non propone pacchetti preconfezionati , ma sono gli stessi utenti che definiscono e suggeriscono gite e viaggi. Le sedi interessate sono 441, i volontari impegnati oltre 2000, i partecipanti alle iniziative superano i 97.000. Per il 72% si organizzano gite (viaggi non superiori a tre giorni) il restante 28% sono soggiorni . 70.000 persone (il 62% ha pi di 65 anni e per la maggior parte donne) partecipa alle gite, i rimanenti 27.000 ai soggiorni e qui gli anziani over 65 salgono al 63%\r\n

    \r\n\r\nEducazione degli adulti, universit della terza et

    \r\nLe sedi operanti nel settore sono 147, si concentrano soprattutto al Nord, dove sono 96. Da segnalare la situazione del Mezzogiorno, che davvero, quando si tratta di cultura, sembra essere un terreno fertile: con 35 sedi attive nel settore si pone al secondo posto nella graduatoria nazionale. \r\nLe attivit di educazione degli adulti si dividono in due tipologie: corsi veri e propri (informatica, lingue straniere, letteratura, storia, discipline artistiche, ecc.); e un insieme variegato di altre attivit .\r\nNel 2001 sono stati realizzati 191 corsi. La frequenza, nella stragrande maggioranza dei casi, stata aperta non solo agli iscritti.\r\nI pi gettonati sono i viaggi culturali, seguiti da conferenze, concerti, seminari, laboratori, rassegne e concorsi a premi. Gli insegnanti sono oltre 7200, risorse umane appartenenti al mondo ad Auser, volontari. \r\nLe persone raggiunte dalle iniziative per l educazione degli adulti, nell anno 2001, sono state pi di 29 mila, l utente tipo delle attivit di educazione degli adulti di sesso femminile (quasi il 70%) e decisamente giovane. Gli over 65 sono davvero pochi, solo il 22% meno delle persone tra il 19 e i 30 che sono il 23%; ben rappresentati sono perfino i ragazzi e i giovani fino a 18 anni che costituiscono quasi il 10% del totale. \r\nCompletando il quadro con il 45% circa di adulti tra i 31 e i 64 anni, si ottiene un livello di intergenerazionalit davvero elevato e confermato in tutte le regioni. La Lombardia risulta la regione a pi alto tasso di presenza giovane , gli over 65 sono infatti solo l 11%, mentre la classe d et fino a 18 anni comprende il 18% del totale, e quella 19-30 quasi il 28%. In Sicilia le persone tra i 31 e i 65 costituiscono la maggioranza assoluta 51%.
    Ultima modifica il 20 Maggio 2003 - 18:24

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