15 Gennaio 2019 - 13:15

    “Sarà presente l’autore”

    Vota questo articolo
    (0 Voti)

    Il racconto dei laboratori culturali nelle carceri del Lazio

     

    Il 16 e 17 gennaio, presso lo spazio WeGil, in largo Ascianghi 5 a Roma, in programma due giorni tra esposizioni fotografiche, rappresentazioni teatrali, film, video e letture per raccontare le esperienze di laboratori culturali che si svolgono con gli uomini e le donne detenute nelle carceri del Lazio. Per raccontare che la cultura può essere strumento di conoscenza di sé e del mondo esterno, e chiave di lettura per la realtà della detenzione oltre stereotipi e luoghi comuni. La cultura come necessità e opportunità di cambiamento.

    Si comincia mercoledì 16 gennaio alle 15.00 con una conferenza d’apertura con Stefano Anastasia garante delle persone private della libertà, Francesco Basentini capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Albino Ruberti capo di Gabinetto del Presidente della Regione Lazio e lo scrittore Edoardo Albinati, per poi proseguire con le prime rappresentazioni e, a conclusione della giornata, una degustazione di prodotti d’economia carceraria. Il 17 gennaio dalle 10.30 alle 19.00 si susseguiranno estratti di spettacoli teatrali, film e letture. Durante tutta l’iniziativa, ad allestimento degli spazi, una mostra fotografica con foto di scena e foto realizzate dai detenuti, video prodotti con i detenuti e video che raccontano le associazioni che hanno curato i laboratori, il tutto alla presenza degli autori.

    Sarà presente l’Autore è un’iniziativa realizzata dal Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio in collaborazione con LazioCrea.

    Tra i diritti che non possono essere negati ai detenuti è quello all’accesso all’istruzione e alla cultura, qualificante anche nella prospettiva del miglior reinserimento sociale al termine di una esperienza detentiva”, dichiara il Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio, Stefano Anastasìa. “Essendo la privazione della libertà di per sé una condizione di rischio per l’integrità dei diritti fondamentali della persona, vi si dovrebbe ricorrere il meno possibile, ma perché ciò sia, è necessario promuovere forme di convivenza alimentate dalla fiducia nell’altro, mantenere un dialogo aperto tra “dentro” e “fuori”, generare contaminazioni e scambi culturali, anche con la società esterna nelle varie e articolate forme che la cultura può assumere. Per chi è detenuto i laboratori di teatro, di scrittura e di arte in genere sono un’occasione di elaborazione critica del proprio vissuto, di conoscenza personale, crescita culturale e potenziamento della propria espressività. Raccontarli ‘fuori’ può essere strumento di mediazione e di una diversa comprensione delle realtà della detenzione, troppo spesso rappresentata con preconcetti e luoghi comuni. Per questo ringrazio le associazioni, gli enti, le scuole, le compagnie teatrali, le persone detenute e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa”.

    Please publish modules in offcanvas position.

    We use cookies

    Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.