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04 Settembre 2020 - 10:31

Settembre è iniziato e si saluta l'estate con un'ultima cena: l'editoriale di Rebecca Zoe de Luca

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Settembre, il mese della nostalgia e dei nuovi inizi: il momento in cui tutto finisce, ma allo stesso tempo ricomincia. Con il primo settembre ci si rende conto della fine dell’estate, io me ne sono sempre accorta per via delle temperature: a settembre al lago si salutano, pressoché definitivamente, pantaloncini corti e top scollati e se prima tornare tardi era ‘sicuro’ perché tanto per la strada s’incontravano vari turisti, ora si vaga soli nelle strade buie e deserte. Eppure settembre dal mio punto di vista non è mai stato un vero ‘demonio’. Ovviamente tutti gli anni la prima sensazione che provo il giorno del rientro è l’inevitabile nostalgia, perché quando le cose belle finiscono è inevitabile rimpiangerle. Se c’è una cosa che però ho ‘imparato’, è che bisogna sempre festeggiare come si deve la fine delle cose belle, certo la nostalgia ci accompagna quando dobbiamo lasciare i nostri posti del cuore, ma festeggiare è un modo per esorcizzarla e rendersi conto di quanto si è stati bene. Così ogni anno il giorno prima della partenza io e i miei amici facciamo ‘l’ultima cena’, occasione in cui ci si riunisce, per l’ennesima volta come durante tutta l’estate e che si conclude con pianti da parte dei più sensibili - io, cuore di pietra, non faccio parte di questa categoria - e abbracci interminabili. Ecco quest’anno forse sarebbe meglio evitare gli abbracci e i baci per ovvi motivi. Oggi venerdì 3 settembre 2020, è arrivato il giorno della fatidica cena. Ed ecco qui che io, immancabile vanitosa, dal mattino inizio a passare in rassegna tutti i possibili abbinamenti: vestito? No, fa troppo freddo la sera. Maglione? L’ho già indossato ieri sera. Rossetto? Che colore? Sandali? Sneakers? Capelli sciolti o raccolti? E avanti così per una giornata intera. In un batti baleno la nostalgia scompare e lascia il posto alla solita Rebecca fissata con i dettagli, perché ho sempre fatto così: per allontanare tristezza o semplice nostalgia mi concentro su cose comunemente ritenute frivole. È vero, qui al lago lascio una parte di me, ma se devo essere del tutto onesta, mi mancano tutte quelle piccole cose che caratterizzano la quotidianità, gli amici di sempre, lo smog, il traffico, il caos e l’asfalto: la mia Milano. 

Ultima modifica il 04 Settembre 2020 - 12:57

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