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11 Marzo 2020 - 10:35

Smart working e voucher non bastano al lavoro delle donne

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Smart working e voucher non bastano al lavoro delle donne, un’occasione in più per riflettere sull’importanza dell’occupazione femminile per il Paese.

 

Non c’è molto da festeggiare in questo Anno del Signore 2020, soprattutto per le italiane e le europee, l’8 marzo giornata dedicata alla Festa delle donne. Secondo Eurostat, il divario retributivo di genere (differenza tra i guadagni orari lordi medi dei dipendenti di sesso maschile e femminile in percentuale dei guadagni lordi maschili) è del 16%. E in questo purtroppo l’Italia è perfettamente allineata. Il divario retributivo di genere aumenta con l’età, mostrando l’impatto delle interruzioni di carriera che le donne sperimentano durante la loro vita lavorativa, in particolare a causa della maternità. Inoltre, la situazione peggiora quando le donne vanno in pensione poiché la loro pensione è – in conseguenza del divario retributivo di genere e delle condizioni di lavoro più precarie – circa il 40% in meno.

Chiaro allora che, se si vuole proporre una ricorrenza densa di significato e al passo coi tempinon è possibile pensare a un modo solo di occuparsi della situazione e non perdersi d’animo. È necessario invece fare i conti con un panorama articolato che vede oggi l’emergenza occupazionale femminile più importante come mai, non solo per il virus infettante che ha bloccato l’economia, ma per la consapevolezza che se fino al 2008 timidi accenni al recupero di occupazione si erano fatti, oggi la globalizzazione e la tecnologia  nel mercato del lavoro si trovano di fronte alla necessità di includere le persone e la componente umana ricoprire una posizione di assoluto rilievo, in quanto tutti i possibili sviluppi passano ancora dalla relazione interpersonale.

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