12 Luglio 2006 - 08:41

    Successo del buonsenso e della democrazia: ritirata la mozione contro D'Elia e Farina

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    Il capogruppo di Forza Italia Elio Vito è intervenuto per ritirare la proposta

    Ieri alla Camera dei deputati, dopo oltre due ore di acceso dibattito per la votazione sulla mozione firmata dai deputati Bondi, Elio Vito, Volontè, Giovanardi e Leone, dei gruppi di Forza Italia e Udc, sulla “definizione dei requisiti per l'accesso a cariche istituzionali”, e riferita in particolare ai casi di Sergio D'Elia, deputato della Rosa nel Pugno con un passato nelle file dell'organizzazione terroristica Prima linea, e di Daniele Farina, deputato di Rifondazione Comunista e leader storico del centro sociale “Leoncavallo” di Milano, rispettivamente segretario di Presidenza e vice presidente della Commissione giustizia, la mozione è stata ritirata.

    Quando la Camera si accingeva al voto, infatti, il capogruppo di Forza Italia Elio Vito è intervenuto per ritirare la mozione a nome di tutti i firmatari, “soddisfatti dell'iniziativa presa e del risultato del dibattito, dove tutte le forze politiche si sono espresse”.

    Dopo il parere contrario del Governo, presente con il sottosegretario per la giustizia Luigi Li Gotti, sono intervenuti per dichiarazione di voto, tra rappresentanti dei gruppi e interventi a titolo personale, ben venticinque deputati. Favorevoli i gruppi di Forza Italia, Udc e Alleanza nazionale, astensione per la Lega Nord, contrari tutti i gruppi dell'Unione nonché Nuovo PSI e Movimento per l'autonomia.

    Noi del gruppo Angeli, che riteniamo che questa decisione sia stata una vittoria del buonsenso e dell'equilibrio democratico, invitiamo perciò tutti i nostri lettori a dibattere su questo tema, perché siamo fermamente convinti che chi ha pagato il suo debito con la giustizia abbia il diritto di rifarsi una vita e se necessario dare anche il suo contributo alla crescita e allo sviluppo del Paese.

    Diverso è invece il discorso riferito a coloro che, pur avendo sulle spalle processi che molto probabilmente si concluderanno con delle condanne, sono stati eletto nel Parlamento attuale senza aver pagato il loro debito con la giustizia.

    Stefano Mancini

    Ultima modifica il 12 Luglio 2006 - 08:41

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