30 Giugno 2020 - 07:07

    Una donna Nobel per l’economia dice la sua sull’emergenza del momento

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    Esther Duflo è nata a Parigi nel 1972. Alla vigilia del duro colpo che il Coronavirus ha inferto anche agli USA, nel suo studio al Massachusetts Institute of Technology la brillante studiosa – vincitrice del Nobel nel 2019 per la sua analisi sulla lotta alla povertà, elaborata su evidenze scientifiche – ha esternato alcune idee sui problemi globali che si sono all’improvviso presentati ovunque la pandemia abbia sgretolato la società.

    Molto semplicemente ha detto che per avere una pronta ripresa ci vuole il vaccino contro il virus o un farmaco che funzioni abbastanza bene. Solo quando la gente sentirà di poter uscire e, al contempo, fidarsi della propria stabilità finanziaria, ci si potrà risollevare. Per evitare una recessione a valanga, è essenziale sostenere le entrate delle persone e, ancora più importante, mostrar loro che ne disporranno in futuro. Insomma, è vitale mantenere i posti di lavoro e gli stipendi. Finora era plausibile raggiungere l’obiettivo dell’eliminazione della povertà estrema nel 2030, la data fissata dagli obiettivi di sviluppo sostenibile, ma ora con la recessione globale potrebbe non accadere. La Duflo ha appena scritto un libro con il suo compagno Abhijit Banerjee, intitolato Good Economics for Hard Times (Penguin Books), in cui descrive le strategie create con un metodo simile a quello impiegato negli esperimenti clinici. Tra l’altro, osserva che a causa della possibilità che le persone si ammalino, le aziende punteranno sulle macchine, quindi anche in quest’ottica bisogna modificare gli assetti economici attuali. Ma il benessere dipende dalle politiche, quindi sta a loro valutare come orientarsi nell’immediato futuro.

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