13 Gennaio 2021 - 05:14

    "Vaccini, priorità ai disabili cognitivi" La lettera di Toni Nocchetti al presidente De Luca

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    Vi proponiamo la lettera scritta da Toni Nocchetti al presidente De Luca pubblicata su La Repubblica.

    Gentile presidente De Luca, le sarei molto riconoscente se potesse dedicare qualche minuto del suo prezioso tempo a questa breve lettera.

    Vorrei parlarle di un uomo di 32 anni, mi perdonerà se non utilizzerò il suo nome ma in queste circostanze proteggere la sua privacy e quella dei suoi genitori è una priorità assoluta.

    Giovanni è un disabile cognitivo con una invalidità certificata del 100% che da quando ha finito la scuola è stato accolto in un centro specializzato. Giovanni è anche uno di quei disabili per i quali, nelle sue ordinanze, non era previsto l’obbligo della mascherina considerando le sue condizioni.

    Giovanni, come lei può immaginare e come avrebbe fatto probabilmente anche lei, ormai non va più al centro perché la paura che potesse contagiarsi ha prevalso su altre considerazioni per i suoi anziani genitori.

    Come Giovanni in Campania, forse questo lo ignora, ci sono almeno altri 35.000 disabili adulti cognitivi gravi che non hanno alcun tipo di assistenza perché vivono in famiglia. A loro chi dovrebbe pensare?

    Per loro lei però aveva previsto che potessero girare senza mascherine con un accompagnatore anche nei giorni del più severo lockdown.

    Era giusto.

    È giusto.

    Quello che dovrebbe accadere da domani, ma forse sarebbe stato più giusto dire da oggi o addirittura se vivessimo in un paese normale, da ieri, era prevedere di inserire i tanti Giovanni nelle categorie prioritarie da vaccinare.

    È difficile? Si forse lo è perché in Campania i disabili (e gli anziani ) accolti in strutture convenzionate rappresentano il 10% degli “aventi diritto”.

    A lei non mancano i mezzi per scoprire che, in Toscana ad esempio, le Rsa sono diffuse ubiquitariamente sul territorio e quindi i suoi ospiti risultano inclusi nel piano vaccinale regionale.

    In Campania i tantissimi Giovanni vivono in casa con genitori angosciati legittimamente come lei ma con la non trascurabile differenza della totale non riconoscibilità.

    Sono invisibili. Non protestano perché non hanno un sindacato o qualcuno alle spalle ma solo la consapevolezza della loro solitudine. Quando, signor presidente, ha inaugurato la stagione dei vaccini in Campania, dichiarando di voler fare da cavia e di voler dare un esempio a tutti, ero sicuro che avrebbe pensato innanzitutto a quelli come Giovanni che non hanno voce, ai suoi anziani e preoccupati genitori.

    Forse lei è ancora in tempo per farlo.

    Ho letto che circa 9000 cittadini campani sono stati vaccinati senza rientrare nella categoria degli operatori sanitari.

    Se riuscisse a scovarne tre o quattro tra i dipendenti regionali potrebbe chiedere loro di approntare ad horas un elenco dei migliaia di Giovanni che aspetteranno altrimenti invano di essere protetti dal vaccino.

    Mi creda, a volte basta poco se si riconoscono le priorità.

    E lei avrebbe un ottima occasione per fare una buona azione (amministrativa ).

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