18 Gennaio 2021 - 05:13

    “VIVIAMO E CELEBRIAMO LA NOSTRA UNITÀ NELLA PREGHIERA COMUNE” Dal 18 al 25 gennaio, la consueta Settimana di preghiera

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    In occasione della consueta Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (SPUC), che si terrà dal 18 al 25 gennaio 2021, i responsabili per l’ecumenismo delle tre principali confessioni religiose cristiane in Italia hanno diramato una lettera congiunta.

    Firmata dal vescovo Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, dal metropolita Polykarpos Stavropoulos, Vicario patriarcale della sacra Arcidiocesi ortodossa d'Italia e Malta, e dal pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), la lettera si intitola “Viviamo e celebriamo la nostra unità nella preghiera comune”.

    “La sofferenza, la malattia, la morte, le difficoltà economiche di tanti, la distanza che ci separa, non vogliamo nascondano né diminuiscano la forza di essere uniti in Cristo Gesù – scrivono i firmatari–. Non possiamo solo aspettare che dopo questa pandemia ‘tutto torni come prima’, come abitualmente si dice. Noi, invece, sogniamo e vogliamo che tutto torni meglio di prima, perché il mondo è segnato ancora troppo dalla violenza e dall’ingiustizia, dall’arroganza e dall’indifferenza”.

    Nella lettera, che parla della generosità con cui tante persone si sono prodigate, in favore di chi in questi mesi ha avuto bisogno “di cibo, di amicizia, di nuovi gesti di vicinanza, pur nel rispetto delle giuste regole di distanziamento”, si legge anche: “Sentiamo il bisogno di ringraziare il Signore per questa solidarietà moltiplicata, ma vogliamo dire anche grazie a tanti, perché davvero scopriamo quanto sia vero che ‘c’è più gioia nel dare che nel ricevere’ (cfr. Atti 20,35). La gratuità del dono ci ha aiutato a riscoprire la continua ricchezza e bellezza della vita cristiana”.

    I cristiani uniti fanno un appello a sostegno dei poveri, dei piccoli, degli anziani, delle persone sole: “Le nostre Chiese e comunità hanno trovato unità in quella carità – scrivono ancora, invitando a intensificare la preghiera gli uni per gli altri, per i malati, per coloro che li curano, per gli anziani soli o in istituto, per i profughi, per tutti coloro che soffrono in questo tempo”. La preghiera è che “il Signore guarisca l’umanità dalla forza del male e della pandemia, dall’ingiustizia e dalla violenza, e ci doni l’unità tra noi – concludono, invitando a rimanere nella fede e nell’amore –. Quell’amore che ci spinge ad incontrare senza timore gli altri, specialmente i più deboli, i periferici, i poveri ed i sofferenti, come Gesù stesso ci ha insegnato, percorrendo senza sosta le strade del suo tempo”.

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