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19 Giugno 2020 - 13:59

"We’ll meet again". Addio a Vera Lynn, aveva 103 anni ed era un simbolo di unità e speranza

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We’ll meet again. Ci incontreremo ancora. L’ha detto di recente – durante il periodo più complesso del coronavirus – la Regina Elisabetta II, come augurio di rivedere presto giorni migliori, citando una celebre canzone del 1939 di Vera Lynn, che fu inno patriottico e di speranza per molti soldati britannici durante la Seconda guerra mondiale.

Oggi cantiamo tutti silenziosamente quei versi in onore di Vera Lynn, nome d’arte di Vera Margaret Welch, morta a 103 anni e celebre in tutto il mondo per le sue canzoni e le trasmissioni radiofoniche che i soldati in battaglia ascoltavano tra un combattimento e l’altro, in cerca di una voce di pace, che desse loro tregua e speranza nelle difficoltà.

Vera Lynn è stata un simbolo, cantata dai Pink Floyd e ricordata come emblema di un momento storico e del suo essere stata collante tra la vita degli uomini e la loro libertà. Oggi più che mai la sua figura rappresenta non solo un aspetto artistico da preservare a lungo per i posteri, ma un pezzo della storia di tutti noi, della storia d’Europa, che con la straordinaria potenza del suo inno ha cercato di tenere unita, e che ancora oggi, in un momento di distanziamento fisico e sociale, nonché di scollamento sempre più profondo tra istituzioni e cittadini, dobbiamo canticchiare come un mantra a misura del nostro essere europei, perché se c’è una cosa che ci ha insegnato Vera Lynn e ci ha ricordato questo momento di lockdown è che nessuno si salva da solo.

Vera Lynn aveva 103 anni e ci ha lasciati, ma non ci ha invece lasciati il suo messaggio di unità. La sua voce e il simbolo di ciò che rappresenta.

Ricordiamo inoltre che durante il docufilm "Il giorno della libertà", andato in onda lo scorso 9 novembre su Raitre, il cantante Giovanni Caccamo, con gli artisti della Fondazione Pavarotti Claudia Sasso, Floriana Cicia e Giuseppe Infantino, hanno interpretato "We'll meet again", uno dei grandi successi della cantante britannica oggi scomparsa. “A trent'anni dalla caduta del muro di Berlino" è stato infatti un omaggio alla Germania unita e all'Europa tutta, realizzato con il contributo di Rai Teche.

Hanno preso parte alla trasmissione: Carlo Verdelli, ex direttore de la Repubblica; Luciano Fontana, direttore de Il Corriere della Sera; Marco Tarquinio, direttore di Avvenire; Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma; il regista Pupi Avati; i giovani giornalisti di Radioimmaginaria, il network degli adolescenti in Europa; Luana Moresco, fidanzata di Antonio Micalizzi, ucciso dalla follia dell'Isis; lo scrittore albanese Besnik Mustafaj. A loro si sono unite, con un contributo video, le parole del Presidente della Germania Frank-Walter Steinmeier.

Potete rivedere l'interpretazione e tutto il docufilm a questo link:

https://www.raiplay.it/video/2019/11/il-giorno-della-libert-a-trentanni-dalla-caduta-del-muro-di-berlino-5d458cf3-6f7a-493b-a42a-430dac559d4c.html

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