Maurizio Gianotti

    Maurizio Gianotti

    Ascolti di mercoledì 3 marzo. La seconda puntata del festival di Sanremo in era covid

    Ascolti di mercoledì 3 marzo. La seconda puntata del festival di Sanremo in era covid è stata presentata con un tracollo, una catastrofe, una sconfitta epocale, il declino.  Cito Dagospia: “la seconda serata del festival precipita al 42,1 con 7.586.000 spettatori: era venduta al 55% di Cher.la prima parte ottenuto 10.113.000 spettatori pari al 41,21, la seconda 3.966.000 spettatori con il 45,7%.nonostante tutta Italia fosse a casa per il coprifuoco. Nel 2020 Amadeus aveva acchiappato il 53%.persi 2 milioni di spettatori e 11% di Share”. 

    Si conclude dicendo che per trovare numeri peggiori bisogna tornare al 2008 con Pippo Baudo che ebbe 6,5 milioni di spettatori.  Che dire? Mi sembra ingeneroso questo giudizio. Io penso quello che ho pensato quando ho visto il concertone del 1 maggio fatto tutto in streaming durante il Lockdown: e cioè che è molto difficile fare la televisione, specialmente quella leggera, in questo momento storico e che soffermarsi sul semplice dato degli ascolti sìa sbagliato.  Ma chi sono io per giudicare? Vediamo però cosa è successo sulle altre reti perché è evidente che i famosi spettatori che fanno l’11% che si è perso , da qualche parte saranno andati. Se fossero stati a casa ma a dormire, avremmo avuto una minore audience ma lo share sarebbe Sarebbe rimasto uguale. Il meteo non registra chi dorme…. Rai due con un telefilm ha fatto il 4,2%.chi l’ha visto su Raitre ha fatto solo il 7,3%. Canale 5 ha messo il supermacho turco  di Daydreamer con l’8,9%.un film dell’orrore di Italiauno ha fatto il 2,8%.su Retequattro stasera Italia ha fatto il 2,1% e sulla 7 Atlantide ha fatto il 2,1% aggiungiamo tv8 con Italia’ got Talent  al 2,5%. 

    I telespettatori che Non hanno guardato Sanremo erano sintonizzati su questi canali. Ma la  semplice perdita di pubblico quindi di audience non vuol dire niente: la gente molto probabilmente si rifugia sempre di più su Netflix, Amazon Prime, Sky eccetera.  

    E poi non tutti in questo momento drammatico hanno voglia di quel tipo di distrazione ed intrattenimento.  Forse preferiscono  una serie americana di grande qualità che vedere Fiorello e Amadeus che mostrano poltrone vuote o palloncini perché il Covid si diffonde sempre più  e parlano di eroismo dei sanitari, pagina molto bella che ci riporta però ai telegiornali e ai talk che per tutto il giorno ci parlano di virus. Almeno fino a sabato oltre a Sanremo non c’è niente da dire. 

     

    L’ODIO AL TEMPO DEL COVID, un articolo di Maurizio Gianotti

    Presadiretta, RAI3, lunedì 1° marzo 2021: “Le strade dell’odio”.  

    Questa rubrica sulla TV è dedicata al Sociale. Per questo non troverete recensioni sui programmi ma analisi mirate su trasmissioni che trattano tematiche sociali.

    Parliamo di Sociale e cosa è più sociale dei social? Lo dice la parola stessa… e invece no. Quello che dovrebbe essere sociale in senso positivo spesso si trasforma nel suo opposto mostrando il lato asociale o antisociale.

    Chi va sui social a volte lo fa per socializzare, perché sui social si socializza più facilmente grazie alla rassicurante difesa della distanza, della possibilità di tirarsi indietro in qualsiasi momento, dell’anonimato, della possibilità di creare falsi profili e di nascondersi dietro identità fittizie restando chiusi nel bozzolo costituito dalla propria stanza, dove nessuno può vederci, sapere come siamo fatti, smascherare la pochezza della nostra realtà. Ed è così che dalla rete spuntano gli haters, gli “odiatori”.

    L’identità virtuale fornita all’hater dal profilo social funziona come uno dei giganteschi Uforobot degli anime giapponesi (chi era piccolo negli anni ’80 ricorderà Mazinga e Goldrake).

    Una volta davanti al computer, chiunque, indipendentemente dal proprio aspetto fisico e dalla propria biografia, può trasformarsi nel pilota di un gigantesco super – robot e sferrare colpi micidiali a destra e a manca.

    Solo che negli episodi dei cartoni giapponesi il robot si dedicava saltuariamente alla distruzione di città e villaggi, ma la sua occupazione principale erano i combattimenti con altri uforobot altrettanto giganteschi.      

    L’odiatore invece usa il corpo metallico virtuale che lo circonda per sferrare micidiali mazzate alle persone più indifese, prive di esoscheletro.  

    Lunedì primo marzo è andata in onda su RAI3 una nuova puntata  di Presadiretta, dedicata proprio al tema dell’odio in rete.

    Guardandola ho provato sgomento, incredulità, frustrazione, ribellione ma alla fine su tutto ha prevalso una grande tristezza.

    Mi ero occupato in passato, per programmi come “Vita in diretta” e “Unomattina”, di cyberbullismo. Le storie di crudeltà verso i gay, le persone sovrappeso, i diversamente abili, chiunque venga percepito come diverso avvengono senza soluzione di continuità ormai da anni. Storie come quella del “ragazzo con i pantaloni rosa”, finita con il suicidio come tante altre simili, seguono un copione ormai noto e diffuso.   

    Nella puntata di Presadiretta si è parlato di un fenomeno recente: l’odio al tempo del Covid. La pandemia, la frustrazione dovuta al lockdown e alle varie forme di chiusura mirata e alla conseguente perdita della libertà, fanno sì che le energie negative si incanalino non più verso tutti i “diversi” (che restano comunque sempre categorie a rischio che gli odiatori non perdono mai di vista) ma in particolare verso gli operatori sanitari che combattono in prima linea contro la pandemia.

    Un esempio? Claudia Alivernini, l’infermiera dell’Ospedale Spallanzani che ha ricevuto per prima il vaccino contro il Covid il 27 dicembre scorso. L’infermiera ha approfittato della visibilità dell’evento per invitare gli italiani a vaccinarsi.

    Questo legittimo e giusto invito l’ha trasformata in bersaglio degli hater.

    I siti che hanno diffuso il suo messaggio hanno ricevuto migliaia e migliaia di insulti e commenti denigratori.

    L’inchiesta di PresaDiretta ha rivelato che questi messaggi sono in realtà il risultato di un sistema organizzato che passa attraverso gruppi facebook.

    Non ci troviamo più di fronte a dei singoli con disturbi della personalità aggravati da una enorme dose di ignoranza, ma davanti a una vera e propria centrale da cui partono i cosiddetti “shitstorm” (letteralmente tempeste di m…), campagne di odio ben orchestrate.

    Ce n’è abbastanza per allarmarsi. Ma è solo la punta dell’iceberg.  

    Perché l’inchiesta di Presadiretta, fatta nell’unico modo in cui si possono fare inchieste come queste – infiltrandosi – ha messo in luce una realtà sorprendente e inaspettata.

    I giornalisti del team di Iacona si sono infiltrati nell’oscuro mondo dei negazionisti del Covid, parallelo all’universo No Vax e hanno scoperto dei legami inquietanti.

    Le centrali da cui sono partiti gli attacchi degli haters che negano l’esistenza della pandemia e che oltre a essere no vax sono no mask, sono le stesse da cui sono partiti tanti attacchi di stampo antisemita. Ma che legame ci può essere tra Covid e antisemitismo? Evidentemente tutti i negazionismi hanno una matrice comune.

    Chi nega l’evidenza e la verità  storica, cioè gli spaventosi eventi che hanno portato allo sterminio di sei milioni di ebrei, nega anche quello che oggi è sotto gli occhi di tutti: l’esistenza di una pandemia difficilissima da controllare e da combattere che in un solo ano ha già fatto milioni di morti in tutto il mondo.

    A loro volta i negazionisti della Shoah non si limitano a negare l’innegabile: tempestano di messaggi ingiuriosi e violenti persone colpevoli solo di essere ebree.   

    Nella puntata di Presadiretta ne ha parlato una testimone d’eccezione: Liliana Segre, Senatore a vita, una delle ultime testimoni dell’Olocausto. Gli haters l’hanno insultata nei modi più abbietti augurandole la morte.  La Segre ne ha parlato con Riccardo Iacona: «Quando uno arriva a 90 anni e come me adora la vita una cosa che mi dispiace moltissimo è se perdo mezz’ora se una cosa non avviene al momento giusto. Mezz’ora della mia vita a 90 anni: è importantissima! Non avete idea di quante cose si possano fare in quella mezz’ora. E questi sconosciuti odiatori hanno questi minuti da perdere per augurare a me la morte? Io c’ho già 90 anni, mica posso vivere poi così tanto».

    Un altro destinatario dello shitstorm è Emanuele Fiano, deputato, il cui padre Nedo era sopravvissuto all’inferno di Auschwitz.

    A mano a mano che l’inchiesta va avanti, appare evidente che la complessa vicenda del negazionismo, dell’odio in rete, degli attacchi virtuali al personale sanitario che combatte in prima linea il Covid e dell’antisemitismo in rete ha un fil rouge: il coinvolgimento di movimenti neonazisti. Accanto agli anacronistici seguaci di Hitler, ci sono anche i suprematisti bianchi e i seguaci del movimento estremista Qanon.

    La faccenda si fa sempre più complicata e insieme inquietante. Raccontarla in un articolo è impossibile. Non sarebbe neanche corretto farlo. Per questo vi invito a guardare la puntata di Presadiretta su Raiplay. Sarà come ricevere un pugno nello stomaco. Un pugno necessario.

    “Le strade dell’odio” è un’inchiesta di Teresa Paoli, Silvia Bacci, Paola Vecchia, Luigi Mastropaolo, Pablo Castellani, Andrea Vignali.

    La Rubrica sulla TV: GLI ASCOLTI DELLA SETTIMANA (12/16 GENNAIO)

    Lunedì 12 gennaio. Beppe fiorello su Rai1 con “Penso che un sogno così non Ritorni mai più” ha fatto il 12,3% con 2.813.000 spettatori mentre su Canale 5 Il grande fratello VIP è arrivato al 19,6 con 3.290.000. Il trash ha battuto l’omaggio a Domenico Modugno. Ma quello di Beppe Fiorello è stato uno show di qualità, adatto al servizio pubblico. Altri dati interessanti per la prima serata sono quarta Repubblica su Rete 4 con il 5,4 è 1 milione circa e soprattutto il consueto successo di Report su Rai3 con 2.596.000 spettatori molto vicino allo show di Bene Fiorello.

    Seconda serata su Raiuno: Sette storie: 5,9 con  626.000. Sempre sul 12 Unomattina nella sua prima parte cambiata di nome e oltre il 18 invece nella seconda parte più leggera. Storie italiane diviso in due parti sta fra il 17 e il 14 sempre con poco più di 1 milione di telespettatori. La Clerici ormai ha il suo pubblico: 14,5 con 1.800.000 spettatori. Idem la Bortone con il 13,4 e 1.900.000.    Il paradiso delle signore fa il 17 ma l’audience è simile (2 milioni circa ). La vita in diretta supera il 16 con 2 milioni e mezzo

    Ascolti di martedì 13 gennaio. Su Rai1  c’era la partita di calcio che ha fatto il 16,2 con 4.152.000 spettatori. Su Rai2 invece “Stasera tutto è possibile” che è varietà divertente che ha ottenuto un risultato straordinario per Rai2: 12,1 con 2.573.000 spettatori. Risultato strepitoso per  Rai2 … Cartabianca ancora senza Corona che a quanto ha dichiarato potrebbe fare ritorno tra breve ottiene comunque un buon 5,6% con 1.274000. Di martedì sulla 7  fa... 7, guarda caso con 1.630.000. Retequattro si difende con fuori dal coro facendo il 5,6 con 1.086.000. Canale cinque con la cultura e cioè con viaggio grande bellezza si ferma a quattro con 1.751.000 spettatori.

    Storie Italiane si ferma a 1000000 circa facendo 17 nella prima parte e 14 nella seconda. Sono tutti trucchi per lo share. Clerici 14,5 e 1797000 e bortone 13;7 con quasi 2000000. Matano 16,5 con 2465000 .

    Rai 2 oscilla tra il 7 e l’8,8 con i Fatti Vostri. Ore 14 3,2 con 495000.

    Detto fatto 4,5 con 558000.

    Rai 3: Agorà 7,3 con 324000 e Mi manda Rai3 sempre con 324000 ma con meno share, il 5,2.  

    Ascolti di mercoledì 13 gennaio. Cominciamo con la prima serata: partita di calcio per la Coppa Italia su Raiuno: 18,9 con 4.865.000 Spettatori. Il calcio è sempre il calcio.aggiungo una notazione personale: martedì prossimo 19 gennaio alle ore 23:20 circa in seconda serata su Raidue inizia il programma “Ti Sento” di Pierluigi Diaco. Per una fortunata combinazione noi abbiamo nella prima puntata come ospite unico Roberto mancini commissario tecnico della nazionale italiana e eccezionalmente subito prima c’è la partita Roma contro la Spezia… Tornando a ieri su Raidue, prima c’è stato il Tg2 post con 6,4 e 1.700.000 circa sulla crisi poi un film con il 5% con 1.000.100 circa. Su Raitre Chi l’ha visto è una sicurezza: 9,7 con 2.200.000 circa. Su Canale 5 Striscia la notizia fa il 15, 8 con 4.000.300 poi astutamente per non sfidare la partita si accontenta del 13,7 con 3.200.000 con made in Italy, miniserie con Raoul Bova. Evidentemente erano consapevoli che questo non fosse una grande attrazione. Su Italia uno un film, The Martian,   ottiene un buon 7,4 con 1.600.000 e rotti.  La Palombelli su Rete 4 con la crisi fa  4,6 con 1 milione circa mentre La 7 con lo speciale Tg La7 fa un ottimo 5,4 con 1.300.000. “E’ la crisi, bellezza”. Unomattina prima pagina scorporato da Unomattina sta sempre sul 12 con 500.000 telespettatori , Unomattina normale fa 15, 5 con 950 mila spettatori circa.  Storie italiane si ferma  intorno ai 900.000 spettatori mentre subito dopo la Clerici raddoppia l’ascolto perché fa sì il 14,6 ma con 1.759.000 spettatori . Poi Il paradiso delle signore fa il 12,06 con 2 milioni poi però c’è tutto calcio con ascolti  molto alti e la Bortone salta un giro. Matano con La vita in diretta fa il 12:06 con 2 milioni. Su Raidue nel day time I fatti vostri fa l’8,7 con 990.000 che per la rete è buono , Detto fatto fa 6,9 con 860.000 e poi anche qui un tripudio di sport.  Su Raitre agorà fa l’8,7 con 531.000. Luisella Costamagna otre a essere brava e credibile funziona anche come ascolti. Purtroppo mi manda Raitre orbo di Salvo Sottile si ferma al 5 con 298.000 mentre sale elisir con 6,7 e 471.000. 

    Ascolti di giovedì 14 gennaio. Cominciamo dalla prima serata. Su RAI1 le  suore di “Che Dio ci aiuti 6“  continuano dopo anni a piacere al pubblico tanto che ottengono il 22,4 con 5.500.000 spettatori. Su Raidue la partita di Coppa Italia fa il 7% con 1.800.000.buon risultato per RAI 2. Su Raitre il film Bye Bye Germany si deve accontentare del 3,7 con 974.000 spettatori. Il super macho, l’uomo che tutte le donne italiane sognano e che a quanto dicono i giornali Diletta Leotta frequenterebbe, cioè l’attore turco Can Yaman, con la sua soap-opera sempre turca Day dreamer si ferma al 9,2 con quasi 2 milioni di spettatori.  Da notare ancora nella prima serata c’è il 7,2 con 1.400.000 quasi per Retequattro con “Diritto e rovescio”. Evidentemente la dieta drastica che l’ha fatto dimagrire di almeno 30 kg ha fatto molto bene a Del Debbio che batte anche Piazza Pulita su la7  ma attenzione: Piazza Pulita fa il 6,5 e viene battuta in termini di share  ma fa 1 milione e mezzo quindi di fatto vince lei. Nel daytime di Rai1 prima pagina di Unomattina sempre all’11,3 e 500.000 spettatori e Unomattina dalle 8,30 in poi oltre il 16 con 1 milione circa. Storie italiane supera il 14 con 1 milione ma non va oltre. Ottimo risultato per la Clerici che fa quasi il 15 con 1.800.000 continuando quindi a uscire dal gruppo di color che son sospesi. La Bortone costretta a condurre stoicamente da casa per l’emerge za Covid fa 12% con 1.691.000. Sempre bene Il paradiso delle signore con 16,6 e 2 milioni e La vita in diretta col 16 con 2 milioni e mezzo circa. Sempre sul fronte del daytime notiamo che ore 14 è  sempre sul3  con 473.000 mentre Detto fatto fa il 4,5 con 550.000. Su Raitre Buongiorno Italia e Buongiorno Regione a cura della Tg R fanno sempre molto , circa  il 16, 15 con 709 100. Agorà con l’8,2 e  5.25000 va meglio di Mi manda Raitre che fa 4,3 con 273.000. Elisir se la cava sempre, quasi al 6 con 425.000 .

    Ascolti di venerdì 15.Comincio da noi. O ANCHE NO, replica del venerdì notte, ha fatto il 2,6% con 194.000 spettatori. Questo significa che sarebbe più logico andare in onda come puntata principale in seconda serata come stiamo facendo con la replica e mandare la domenica mattina quando non ci guarda nessuno la replica.Ieri su Rai uno show di Fiorella Mannoia con super mega ospiti musicali e devo dire che la Mannoia brava. Risultato però non è strabiliante perché fa il 17% con quasi 4  milioni. Di questi, tempi buttali via! Però diciamo che non è un trionfo. Su Raitre titolo quinto fa il 3 e 5% con 794.000 spettatori.  Dato interessante è il 6,9% di Quarto Grado su Rete 4 con 1. 350.000 spettatori. Ottimo risultato Per un talk politico. Nel day time di Rai Uno la situazione di unomattina è sempre uguale, la Clerici sempre sopra le 14 e quindi è stabile e la Bortone su 12, quindi stabile pure lei… Sempre bene La vita in diretta con il 17,4 e 2.600.000.   RAI 2 ore 14 con Milo Infante sta sul 3,5 con 537.000.  Su Raitre Agorà fa il 7,8 , Mi manda Raitre il  4,9. E quindi direi non male la Costamagna, meno bene i sostituti di Salvo Sottile.

    Ascolti di sabato 16 gennaio. Esistono nella realtà, fuori dai fumetti Marvel, esseri dotati di superpoteri? In TV pare di sì. Una deve essere Maria De Filippi, che ancora non ha incontrato la kryptonite verde né quella rossa. C’E’ POSTA PER TE ha raggiunto il consueto 30% con 6424000 spettatori.  Poco ha potuto fare Carlo Conti con la sua versione rivisitata di affari tuoi, che si è fermata  al 16,5 con cintar 4 milioni e mezzo. Vista così, certo che si nota la vittoria della De Filippi ma rendiamoci conto che 4 milioni e mezzo di teste di questi tempi comunque non sono pochi. RAI 2 con i suoi telefilm trova stabilità e un porto sicuro superando sempre il 4%. Martedì prossimo in seconda serata su RAI2 debuttiamo noi (cioè ti sento di Diaco con il sottoscritto: chissà come andrà). Finora le seconde serate di Rai2 non sono andate molto bene.  Su RAI3 Massimo Gramellini raggiunge un buon 7,9 con 2136000  seguito da IL TABACCAIO DI VIENNA con l’8,4 e 2047000 spettatori. Su RAI1 il daytime inizia alle 7 con IL CAFFE’ DI RAIUNO che fa il 12 con 483000. Spazio interessante che (lo dico sempre, ripetendomi come fanno gli anziani) ho ideato io anni fa come programma quotidiano e come tale è andato bene per lungo tempo.  Sempre su RAI1 Unomattina in famiglia di Guardì va sempre alla grande: 22,11 con 599.000 spettatori. Nel pomeriggio Marco Liorni agli arresti domiciliari (per precauzioni anticovid, ho letto) fa con ITALIA SI’ il 10,2 con 1841000 nella 1a parte e  l’11,1 con 1905000. Il fatto è che VERISSIMO su CANALE 5 fa in prima parte il 20, 8 con 3012000 e i seconda il 17,4 con 2891000.

     

    La rubrica sulla Tv di Maurizio Gianotti

    Finalmente se n’è andato. Chi? Ovviamente il nefasto 2020, con il suo carico di  sofferenza e morte e con il primato di averci fatto provare un’emozione che avremmo volentieri evitato: quella della privazione della libertà, emozione nota ai miei genitori che hanno vissuto la guerra e totalmente sconosciuta a me e a tutti quelli che appartengono alla mia e alle successive generazioni. Per la cronaca, ricordo come un trauma la ora risibile (o quasi) privazione della libertà di movimento legata all’austerity nei primi anni ’70, che limitò le possibilità di spostamento e mi impedì di salire a bordo della mia 500 la domenica. Ma mai ho vissuto prima del 2020 la sensazione oscura di un sostantivo evocativo come “coprifuoco”. Come molti altri, forse tutti o quasi, ho vissuto con un senso di liberazione la fine dell’anno vecchio e l’inizio del nuovo. Dal mio punto di vista di professionista della TV, la prima cosa che ho analizzato sono i dati dell’ascolto televisivo. Sono dati utili per cercare di capire come hanno vissuto questo “passaggio di consegne” gli italiani, almeno quelli che guardano la televisione (con le nuove regole dell’Auditel, anche quelli che guardano i programmi televisivi su computer, tablet o smartphone).  

    Il 31 dicembre, la fine non dell’incubo della pandemia,  che purtroppo durerà ancora, ma dal cui de sac di un anno la cui unica nota positiva è stata la fruttuosa corsa al vaccino,  è segnata dal grande ascolto del discorso del presidente della Repubblica: Con 15 milioni 272 mila 170 spettatori, il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato quello più seguito dal 1986, da quando cioè  sono iniziate le rilevazioni dell'Auditel. Lo share complessivo (il discorso come è noto è a reti unificate) è stato del 64,95 per cento con 15 milioni di telespettatori. 5 milioni e quasi 5 punti di share più del 2019. Ricordo che il discorso è stato seguito su Raiuno, Raidue, Raitre, Rainews 24 (9.675.227 sulla RAI), Canale 5, Retequattro, Tgcom 24, La7; Tv2000 e Sky Tg 24. Un grande ascolto in un momento in cui le parole del presidente hanno fatto bene a un’umanità dolente che ha vissuto sotto la costrizione di regolamenti ferrei ma necessari quello che per decenni era stato un momento di festa.

    A proposito di feste e festeggiamenti, grande successo di Amadeus e Gianni Morandi dopo le  immancabili polemiche di rito… Anche se inserito in uno studio un po’ claustrofobico ma con una motivazione condivisibile, il pericolo del contagio, lo show di fine anno è andato molto bene. Dalle 20.30 alle 20.44 31,7% con 7.443.000 spettatori (presentazione L'ANNO CHE VERRA' ). Dalle 20.51  alle 21.01 28,1 lo show vero e proprio con 6.608.000, dalle 21.01 alle 24.54, 33,9% con 8.152.000 e dalle 24.54 alle 25.59  31,0% con 3.857.000. E l’anno scorso come era andato? Nel 2019 L’Anno che Verrà ha conquistato 4.772.000 spettatori pari al 30.4% di share dalle 20.53 alle 24.56, e 2.840.000 spettatori (31.8%) dalle 24.59 alle 25.59. Insomma, la fine e l’inizio sono segnati da grandi numeri. C’entra il gradimento ma non può non avere una responsabilità il fatto che tutti gli italiani, telespettatori e non, erano chiusi in casa.  Passiamo al 1 gennaio, il Capodanno vero e proprio.

    Dopo i trionfi dell’ultimo dell’anno su Raiuno lascia la bocca un po’ amara il 17% con 3.848.000 Spettatori di “Danza con me” di Roberto bolle. Mega show ma non mega ascolto, soprattutto se consideriamo che “I soliti ignoti” nella versione VIP subito prima ha fatto il 22,4 con 5.856.000 spettatori. Una spiegazione c’è. Anche se ammiccano al pop, gli show di Bolle non rinunciano (probabilmente è costituzionalmente impossibile) ad avere dei momenti “alti”. E in TV vige  la regola degli opposti: alto chiama basso (ascolto) e basso chiama alto (sempre ascolto). Regola che naturalmente ha delle eccezioni. Non troppe, però. “Natale a cinque stelle” su Canale cinque si accontenta del 12,6 con 2.871.000. Non c’è altro di particolare da notare Tra i film e i telefilm delle altre reti. Sfidando il rischio del conflitto di interessi, segnalo che su RAI 2 la replica in seconda serata (esattamente alle 24:27) della puntata di “O Anche No” dedicata al rapporto tra il generale de Gaulle e la piccola Anne, la figlia con la sindrome di Down, è stata vista da  189.000 spettatori per l’1,9% di share. Un buon risultato per noi che abbiamo scritto e realizzato la trasmissione e una conferma della regola sull’alto e il basso di cui abbiamo parlato sopra. Da questo momento in poi, a tutto 2021!!!!!

    La rubrica sulla Tv di Maurizio Gianotti

    Non sono di quelli che hanno avuto il coraggio di attribuire all’orrida pandemia che sta tormentando l’umanità dolente dei meriti. C’è chi le ha attribuito un miglioramento nel comune sentire, chi ha visto sentimenti di solidarietà prendere possesso di chi solidale non lo è mai stato… io continuo a pensare che chi era cattivo  prima della pandemia, cattivo è rimasto. O addirittura è peggiorato. 

    Non ho potuto fare a meno di notare però che il lockdown della scorsa primavera, costringendoci tutti a fare di necessità virtù, abbia impresso un’improvvisa svolta nella fino ad allora rtimida apertura verso le moderne tecnologie della comunicazione. Mi concederò, per la prima e l’ultima volta, approfittando del fatto che questo è il primo contributo che do alla mia piccola e insignificante sezione di “autorevoli editorialisti”, di peccare di autoreferenzialità. 

    Ho iniziato nei primi mesi del presente secolo, lavorando già da molti anni in televisione, a cercare un’alternativa alle complicate, costose e scomode modalità necessarie per trasmettere in diretta. 

    Per fare un collegamento all’epoca era necessario avere il classico pullman regia. Per l’appunto, un gigantesco pullman contenente una regia mobile. Mica penserete che bastasse per andare in onda? Per fare arrivare il segnale nelle case degli italiani, era necessario un altro mezzo dotato di parabola per inviare il segnale al satellite (satellite il cui noleggio aveva un costo) e finalmente andare in onda. Questo sistema è ancora in uso quando si trasmette in diretta un grande evento o uno spettacolo. Pensiamo al Festival di Sanremo o a un concerto all’Arena di Verona. 

    Ma mandare in onda in diretta interviste fatte per strada, programmi itineranti fatti per strada muovendosi continuamente era tutto un altro discorso. Mi capitò di leggere che nel gito di un anno o poco più sarebbero arrivati dei cellulari dotati di telecamera in grado di fare delle videochiamate (quelle che ogi sono all’ordine del giorno ma che allora non si erano. Ai viste). Proposi così alla rete per cui lavoravo all’epoca (Retequattro) di sperimentare, per un numero zero basta sulla caccia all’uomo che stavo preparando, la possibilità di mandare in onda una caccia quotidiana in diretta. Sempre in diretta, in città, in auto, in treno, al mare, in montagna… ovunque. Prima che mi prendessero per matto, parlai della nuova tecnologia, quella della videochiamata. Con mia grande sorpresa fui ascoltato e mandato dagli ingegneri della Telecom, la cui sede e a a pochi metri dagli studi di Mediaset. 

    Due simpatici nerd si misero all’opera e dissero che la mia non era un’utopia ma un’idea realizzabile. Non esisteva ancora però la rete UMTS, quella che avrebbe permesso le prime videochiamate, ma c’era il GPRS. I nerd presero i circuiti del GPRS, li potenziarono, li collegarono a una microcamera e a un microfono e li infilarono in  un piccolo zaino. Provai così l’emozione  di vedere in onda le soggettive dei due protagonisti della  caccia all’uomo - un fuggitivo e un cacciatore - in un inseguimento in diretta. La conclusione è facilmente immaginabile: il programma non si fece ma io ebbi la prova che si poteva trasmettere in diretta senza pullman ma con un piccolo zaino sulle spalle. 

     Scienza tecnologia vanno avanti a passi da gigante. Qualche anno dopo arrivarono gli zainetti, che permettono usando i canali della telefonia cellulare di effettuare collegamenti in diretta e che oggi sono ampiamente utilizzati per i collegamenti anche se hanno un difetto: un ritardo del segnale che talvolta provoca un fastidioso accavallamento tra la voce del conduttore in studio e quella dell’inviato o dell’intevistato.

    Intanto io continuai nei miei tentativi. Pochi anni dopo il rudimentale zainetto GPRS, grazie alla Link Campus, università nella quale insegnavo Linguaggio Televisivo, e alla TRE che ci fornì alcune decine di cellulari, feci con i miei allievi STREETCAM, un programma sperimentale condotto da Mario Adinolfi in onda su  Nessuno TV, la cui sede, piccola nota di colore, era su un lato di Palazzo Grazioli. STREETCAM, fortemente voluto dalla direzione dell’università che ci diede i mezzi per realizzarlo, si fondava su una redazione sparsa per tutta l’Italia composta da “streetcamer”, cioè inviati dotati di cellulare che trasmettevano in diretta o inviavano servizi.

    Poi arrivò Skype e fu una vera rivoluzione. Prima, solo in Star Trek e in Blade Runner si erano viste comunicazioni audiovideo come quelle rese possibili da Skype. E quale strumento migliore dell’iPad per fare delle dirette e mandarle in onda in TV? E così, nel frattempo passato alla RAI, cominciai a insistere per usare questo mezzo. Ovviamente, come sa chiunque faccia il mio lavoro, in TV “le idee sono nell’aria”, perciò talvolta capitava che qualcuno facesse un collegamento usando Skype. Ma era un’eccezione, malvista dai più, perché il segnale non era all’altezza di emittenti abituate a curare la qualità dell’immagine. 

    Io non mi arresi e ogni volta che ne ebbi la possibilità e naturalmente quando non erano disponibili altri mezzi più costosi (compresi gli “zainetti”, il cui utilizzo  non è certamente gratuito), feci collegamento usando Skype. Per questo ottenni due iPad con cui feci collegamenti itineranti in un contenitore estivo. 

    Con un’ellisse cinematografica arriviamo al 2020 e alla pandemia. La TV viene presa alla sprovvista. Mai prima di allora ci si era trovati nell’impossibilità di trasmettere dagli studi televisivi. Durante il lockdown  molti programmi vennero sospesi e si dovette fare massiccio ricorso alle repliche.  I programmi che venivano ancora realizzati dovettero fare i conti con il distanziamento sociale, con l’eliminazione del pubblico… e fu allora che per combattere il contagio e non eliminare del tutto i programmi in diretta, i tanto vituperati collegamenti vennero sdoganati. Il resto è storia recente: programmi musicali come il Concerto del Primo Maggio o i David di Donatello realizzati tramite collegamenti casalinghi. 

    E arriviamo a quella che è la mission di Angelipress e delle trasmissioni televisive realizzate da Paola Severini e me in tandem. Durante il lockdown, proprio le persone più fragili hanno risentito maggiormente della riduzione della programmazione televisiva. In pieno lockdown abbiamo potuto andare in onda con O ANCHE NO anche senza studio televisivo, facendo un programma totalmente realizzato tramite  Skype o Zoom. E sempre per la necessità di stabilire un filo diretto con il nostro pubblico fatto di famiglie con problemi enormemente aggravati dalla pandemia, abbiamo realizzato una striscia quotidiana in diretta all’interno di UNOMATTINA per due mesi, subito prima dell’estate: INSIEME CON… RAI PER IL SOCIALE. Se il Covid è un nemico subdolo e terribile, la tecnologia è invece un’alleata formidabile che permettete di non lasciare mai solo chi ha bisogno di attenzione. Skype, Zoom, Houseparty e decine di altri programmi… la possibilità di farsi un aTV da soli grazie alle dirette via Facebook hanno cambiato il mondo e trasformato il mondo in un vero villaggio globale, molto più globale di quel che pensava McLuhan quando coniò il termine.

    Ora abbandono per sempre l’autoreferenzialità e, facendo un bilancio, posso dire di ritenermi fortunato per due ragioni: ho avuto la prova che ci avevo visto giusto quando pensai per la prima volta di usare il segnale del cellulare per trasmettere in diretta; e ho visto che quello che mi sembrava un sogno invece era realtà. Non ne ho tratto vantaggio, ma ho utilizzato queste conquiste tecnologiche per realizzare obiettivi in cui credo. Non è poco. 

    Please publish modules in offcanvas position.

    We use cookies

    Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.