Dal 24/05/2023 al 17/06/2023da lunedì a venerdì 16.00 – 19.00 / sabato 11.00 – 19.00 e su appuntamento
Teatro Paesana, Via Parma, 52
Lontano da qualsiasi considerazione politica, è soprattutto un’immensa nostalgia che emerge dalle sue immagini. Tutti gli scatti sono stati realizzati prima dei tragici eventi che stanno attualmente scuotendo la Siria, dalla guerra iniziata nel 2011 all’attualissimo e drammatico terremoto del 6 febbraio 2023. Sono fotografie di un’epoca passata, che l’esposizione presenta, nella speranza di sensibilizzare lo spettatore al dramma che il Paese e i suoi abitanti hanno vissuto e stanno ancora vivendo, ricreando così non solo il suo paesaggio geografico, ma soprattutto quello sociale e umano, ritraendo il paese come un mosaico della complessità, della diversità e della ricchezza dei suoi paesaggi, della sua gente e delle sue tradizioni.
Una delle realtà che ha voluto mostrare attraverso le sue foto è la vita di una comunità multiculturale notevolmente amalgamata tra i diversi gruppi etnici e religiosi, soprattutto all’interno dei grandi centri urbani. Il conflitto civile scoppiato nel 2011 – che a fine 2015 ha causato oltre 250.000 vittime – ha spinto a fuggire dai propri territori circa un quarto della popolazione. In mostra sono rappresentati alcuni monumenti cristiani e arabi molto importanti, luoghi emblematici di queste comunità. E alcuni di questi luoghi non ci sono più. La vita va avanti, comunque, anche se non c’è ancora pace per i siriani.
“La mostra – sottolinea Ermanno Tedeschi – vorrebbe suscitare nell’osservatore il desiderio di salvare la Siria, ciò che ne resta e, soprattutto, i suoi abitanti. Terra di molte civiltà, la Siria era ricca di tesori di epoca romana, musulmana e bizantina, con moschee, chiese e castelli crociati. Ma da quando il Paese è caduto in un brutale conflitto armato, questo ricco patrimonio è stato saccheggiato da tutte le parti in conflitto – regime, ribelli, jihadisti. Infatti, se non molto tempo fa si poteva ancora dire della Siria: “È bella”, oggi si è ridotti a dire: “Era bella””.
Un reportage, corredate da un catalogo, che racconta e documenta la vita “normale”, quella precedente all’inizio del conflitto: volti, tradizioni, mercati, feste, persone, turismo, bambini, il quotidiano, insomma libertà. L’occhio sapiente ed esperto di Roberto Castelli si posa su una Siria che non è più, una testimonianza delle condizioni di vita che per i siriani sono un ricordo lontano, ma che si spera presto possano tornare.
Il paese, già flagellato da più di 10 anni di guerra, è stato colpito da un’ulteriore tragedia con il sisma del 6 febbraio 2023. Proprio per questo motivo l’artista ha deciso di collaborare con un ente che potesse portare aiuti alle popolazioni coinvolte. Le fotografie in mostra, infatti, saranno in vendita e il ricavato sarà devoluto alle popolazioni siriane colpite dal sisma grazie alla collaborazione di Fondazione La Stampa Specchio dei Tempi. Info: associazione.acribia@gmail.com
