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mercoledì, 7 Ottobre, 2026

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Oratori estivi inclusivi. L’importanza della parola “noi”

Riportiamo un estratto da Avvenire di un articolo di Carlo Guerrini sui 70 bambini disabili che frequentano regolarmente il grest grazie all’aiuto della cooperativa la Mongolfiera e alla sinergia costruita tra Comune e diocesi

L’inclusione quale grande punto di forza dei Grest negli oratori della diocesi di Brescia. Lo testimonia anche la giornata ad hoc organizzata all’interno dell’oratorio di «Sant’Angela Merici» in città, alla presenza dei rappresentanti del Comune, della Congrega della Carità Apostolica e di tutte le realtà che da anni sostengono un progetto educativo condiviso.

L’iniziativa guidata dal curato don Filippo Zacchi, ha coinvolto quest’anno 180 ragazzi, compresi educatori e volontari. Otto ore al giorno per un mese, in cui il “centro” non sono tanto le attività ma le relazioni. « Il cuore è far sentire tutti parte di una famiglia», ha spiegato il curato, considerato che tra i partecipanti c’è anche un nuovo bambino con disabilità: tutti e cinque i bambini disabili iscritti sono seguiti personalmente grazie agli assistenti ad personam e il fatto che ogni anno raccolgano l’invito dell’oratorio «significa che stanno bene e sono diventati un valore per gli altri», sottolinea don Zacchi.

Il progetto, nato dalla collaborazione tra Comune di Brescia, Centro Oratori Bresciani, Congrega della Carità Apostolica, Fobap e Centrale del Latte, e con il supporto degli educatori della cooperativa La Mongolfiera ha permesso quest’estate di garantire l’accompagnamento educativo a oltre 70 bambini con disabilità in 28 oratori della città. «Un lavoro che vale più di 80 mila euro – ha ricordato don Giovanni Milesi direttore dell’Ufficio per gli Oratori, i Giovani e le Vocazioni della diocesi di Brescia – reso possibile grazie a una sinergia forte. Oggi accompagnare significa professionalità, risorse, persone competenti. E a Brescia, in squadra, ci siamo riusciti». Per l’assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Brescia, Anna Frattini, queste esperienze rappresentano l’essenza stessa del lavoro pubblico. «Quando si lavora in sinergia, con obiettivi comuni, il risultato si vede. Ed è proprio in questi momenti che ritroviamo senso e forza per continuare a impegnarci».

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