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mercoledì, 7 Ottobre, 2026

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Adozioni internazionali: Ai.Bi., “burocrazia e ritardi scoraggiano le coppie”

Ritardi burocratici, tempi di attesa e procedure complesse rischiano di scoraggiare le coppie disponibili all’adozione internazionale. È quanto sottolinea Ai.Bi. – Amici dei Bambini, che da tempo evidenzia le criticità dell’iter previsto per ottenere il decreto di idoneità all’adozione.

L’associazione porta alcuni casi raccolti durante i corsi informativi e i colloqui con le coppie. In un caso, una coppia che aveva dato la propria disponibilità per l’adozione nazionale nel 2019, rinnovandola nel 2023 e presentando nello stesso anno anche la domanda per l’adozione internazionale, ha ricevuto la notifica del decreto nell’ottobre 2024, nonostante il provvedimento fosse pronto già dal luglio precedente.

Un’altra coppia della provincia di Milano, dopo aver presentato la disponibilità nell’ottobre 2023, ha dovuto ripetere la procedura nel febbraio 2024 perché il Tribunale aveva riferito di non aver ricevuto la documentazione. Dopo il percorso con i servizi territoriali, il decreto è arrivato nel gennaio 2025.

Una coppia emiliana ha invece atteso sei mesi dalla presentazione della domanda prima di essere contattata dal Tribunale per i minorenni competente e altri sei mesi per il primo incontro. In Puglia, infine, una coppia che aveva presentato la dichiarazione di disponibilità nel marzo 2022 e concluso il percorso con i servizi nell’agosto dello stesso anno è stata convocata dal giudice soltanto nell’agosto 2023, mentre il decreto di idoneità è arrivato nell’ottobre successivo.

Secondo Ai.Bi., i casi evidenziano il problema dei tempi dell’iter. La normativa prevede infatti che dalla dichiarazione di disponibilità alla pronuncia sull’idoneità non debbano trascorrere più di sei mesi e 15 giorni.

L’associazione collega le lungaggini burocratiche anche al calo della disponibilità delle coppie ad adottare. A gennaio 2025, la presidente del Tribunale per i minorenni di Milano, Carla Maria Gatto, aveva segnalato la presenza di oltre 13mila pratiche giacenti nel capoluogo lombardo, evidenziando la difficoltà degli uffici a evaderle.

Per Ai.Bi., la risposta dovrebbe consistere in una revisione dell’attuale modello, passando da una logica di “selezione” delle coppie a una di “accompagnamento”. L’associazione ha proposto una riforma degli articoli 29-bis e 30 della legge 184 del 1983, con l’obiettivo di modificare la procedura per il riconoscimento dell’idoneità.

La proposta prevede, in particolare, che non sia più il Tribunale per i minorenni a dichiarare l’idoneità della coppia, ma il servizio socio-assistenziale incaricato dagli enti locali di seguire la formazione e la valutazione delle coppie. Sarebbero quindi i servizi, che già svolgono l’indagine e redigono la relazione sulla coppia, ad assumere la responsabilità dell’accertamento dell’idoneità.

Secondo Ai.Bi., il cambiamento consentirebbe inoltre di alleggerire il carico di lavoro dei Tribunali per i minorenni e di rendere più effettivo il termine di sei mesi e 15 giorni previsto dalla normativa per la conclusione della procedura.

L’associazione sottolinea infine come l’Italia rappresenti un caso particolare nel panorama europeo, prevedendo il passaggio in Tribunale per il riconoscimento dell’idoneità all’adozione internazionale, e sostiene la necessità di intervenire sui tempi e sulle modalità della procedura per evitare che le difficoltà burocratiche riducano ulteriormente il numero di persone disponibili ad adottare.

Ai.Bi. – Amici dei Bambini

Ai.Bi. – Amici dei Bambini è un movimento di famiglie attivo dal 1986 in Italia e in oltre 30 Paesi, con interventi in Europa dell’Est, America, Africa e Asia. L’associazione opera a favore dei minori privi di un adeguato ambiente familiare, promuovendo il diritto di ogni bambino a crescere all’interno di una famiglia.

Secondo una stima di Ai.Bi. basata su dati Unicef, sarebbero almeno 200 milioni i bambini abbandonati nel mondo. In Italia, i minori “fuori famiglia” sono oltre 30mila. L’associazione interviene attraverso attività di sostegno e tutela dei minori accolti in strutture residenziali, istituti e centri di assistenza, oltre a occuparsi di adozione e cooperazione internazionale.

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