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mercoledì, 7 Ottobre, 2026

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«La mia banda suona “sbrock”»: ecco la musica per l’inclusione

Tour estivo per la band Ladri di carrozzelle, composta da musicisti con disabilità. Il loro sogno: «Un nuovo spazio e il ritorno al Festival di Sanremo ma stavolta in gara». Ne parla Massimiliano Castellani, in un lungo articolo su Avvenire che si può leggere cliccando qui e di cui ne riportiamo una parte
Non c’è una band rock, anzi “sbrock”, in circolazione, come quella dei Ladri di carrozzelle: band composta di sole persone con disabilità. Un gruppo di musicisti virtuosi, romani di Frascati e dintorni. Dei rivoluzionari, che non a caso, presero la decisione di mettere in piedi la loro formazione il mercoledì successivo al crollo del Muro di Berlino, 9 novembre 1989. «Abbiamo cominciato nel garage di casa mia, con un certo disappunto di mio padre che pensava: “Questi non sono disabili, sono dei matti”», racconta divertito il leader e fondatore dei Ladri di carrozzelle, il normodotato, l’unico del gruppo che sale con loro sul palco, il chitarrista Paolo Falessi.
Dei pazzi da slegare e vite segregate da fare uscire dalla cameretta del figlio “handicappato”, come si diceva ai tempi per creare la distanza tra il mondo dei così detti normali e quelli che invece qualche problema fisico e mentale ce l’avevano e ce l’hanno ancora. Ma la musica è un farmaco potente, un mezzo di inclusione che funziona, sempre. Da quella prima prova in garage di casa Falessi, alla periferia più cruda della Capitale, a Tor Bella Monaca, è poi sorta una cooperativa omonima, la “Ladri di carrozzelle”. In cinque anni di prove e prime esibizioni la band era pronta per il grande salto con bagno di folla: «Veniamo invitati a Roma, a piazza San Giovanni al Concerto del 1° maggio 1995. Un successone in diretta Rai, ma in quel periodo il vero trionfo fu aver mandato involontariamente in tilt l’Inps. La nostra band era composta da tutti pensionati invalidi che tornavano miracolosamente a lavorare come musicisti. Ci siamo beccati una multa di 200 milioni di vecchie lire, ma in compenso fecero un convegno d’impatto nazionale sul “caso” della cooperativa dei Ladri di carrozzelle». La cooperativa ha resistito fino al 2010, quando la crisi economica mondiale l’ha costretta a chiudere i battenti. «Pagavamo 20 stipendi al mese, stavamo bene, ma lentamente siamo passati da 400 mila a 40mila euro di fatturato annuo, impossibile andare avanti».

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