21.7 C
Roma
venerdì, 16 Ottobre, 2026

fondato e diretto da Paola Severini Melograni

L’ANFFAS e il loro appello per un turismo più accessibile

L'ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo) fa un appello al governo per poter rendere il turismo più inclusivo. Antonio Massacci, presidente dell'ANFFAS delle Marche, richiama lo stato incitando una maggiore accessibilità. 

Il Turismo accessibile non riguarda solo chi ha delle disabilità motorie ma comprende chi ha sensibilità sensoriali,  esigenze alimentari specifiche (come allergie e intolleranze), necessità legate a diabete o altre patologie, oppure esigenze derivanti dall’appartenenza alla fascia di popolazione anziana e a quella delle famiglie con bambini.  

Questo cambiamento può avvenire solo se le strutture turistiche incrementassero i livelli di accessibilità e se gli operatori si formassero e informassero riguardo alla tematica.

“E’ un’esigenza morale e pratica dell’intera collettività che turismo diventi inclusivo- afferma a Interris Antonio Massacci (Anffas)- Serve un turismo capace di rivolgersi alla persona, ad ogni persona. Ad ognuno secondo la propria cifra stilistica. Ad ognuno secondo le proprie possibilità. Ad ognuno secondo i propri mezzi, I propri desideri. I propri limiti. Le proprie aspettative“. 

 Massacci: “In Italia le persone con disabilità rappresentano circa il 5% della popolazione. La maggior parte di loro sono affiancate almeno da altre due persone. Impegnate a vario titolo nella cura e nell’assistenza. Cioè i caregiver invise troppo spesso sottovalutati. Tutti insieme rappresentano una grossa fetta della torta chiamata sistema Italia“. Il turismo, evidenzia Massacci, è “giustamente ritenuto dal governo un pilastro per lo sviluppo economico e culturale della nazione. Rappresenta il 15% del Pil. E deve essere trattato come tale in tutte le sedi”. 

“Da parte delle aziende turistiche il cambiamento dovrà essere totale ma necessario- sostiene Massacci-. Sarà una strada difficile molto difficile da percorrere perché si dovrà riuscire là dove non sono riuscite le leggi con i loro obblighi. Si dovrà far leva sul vantaggio. Sul beneficio che può portare l’inclusione. Sull’accettazione di questa importante parte di cittadinanza. Ci saranno benefici per tutti. Soprattutto per i  costruttori di ponti, di cultura, di relazioni”. Puntualizza il presidente Anffas: “Una persona con disabilità, qualunque sia la causa della sua condizione, non ha scelto di esserlo. La persona con disabilità, è il prodotto della nostra civiltà. Della nostra incuria. Delle nostre conoscenze. Nel bene e nel male”. Perciò occorre “dare la possibilità a questa persona, di esserci. Nel luogo dell’incontro. Nel momento dell’incontro. Se la persona con disabilità vorrà esserci e se non lo vorrà. Sarebbe bene aiutarla ad uscire dall’anfratto dove anni di esclusione l’ha relegata. Per portare il suo contributo perché notevole è il patrimonio racchiuso nelle conchiglie degli esclusi“, raccomanda Massacci.


https://www.interris.it/la-voce-degli-ultimi/turismo-inclusivo/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=giornaliera

ARTICOLI CORRELATI

CATEGORIE

ULTIMI ARTICOLI