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sabato, 17 Ottobre, 2026

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Infezioni correlate all’assistenza, in Italia fino a 49mila decessi l’anno. Ma la metà si potrebbero evitare con la prevenzione. Il modello virtuoso di Pescara

LE INFEZIONI CORRELATE ALL’ASSISTENZA, GRAVE PROBLEMA DI SALUTE PUBBLICA – Riparte dall’Abruzzo la lotta alle infezioni correlate all’assistenza sanitaria, una delle minacce più significative per i prossimi anni, in parallelo all’antibiotico-resistenza. I dati del fenomeno sono impressionanti: come riporta l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in Europa le ICA provocano ogni anno 16 milioni di giornate aggiuntive di degenza e 37mila decessi direttamente attribuibili, 110mila decessi per i quali l’infezione rappresenta una concausa; i costi diretti vengono stimati in approssimativamente in 7 miliardi di euro. A partire dal 2049, nuovi microrganismi sempre più diffusi e letali potranno rappresentare la prima causa di morte nel mondo in assenza di contromisure adeguate. Per questo diventano fondamentali i modelli che si sono impiegati e sperimentati in questi anni. A questa analisi è dedicato il convegno “Microbiology & Infections Pescara 2022”, patrocinato dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT: tre giornate dedicate alle infezioni provocate dai microrganismi patogeni per capire le strategie più efficaci da adottare anche in futuro.

RICERCA CLINICA E POLITICA SANITARIA CONTRO LE ICA – Alla sessione “Infection Control, questo sconosciuto: lo scenario futuro oltre il COVID” hanno partecipato clinici e istituzioni per avviare un dialogo costruttivo. Tra gli altri, Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo; Nicoletta Verì, Assessore alla Sanità; Vincenzo Ciamponi, Direttore Generale della ASL di Pescara. “Le infezioni correlate all’assistenza rappresentano una conseguenza del setting in cui assistiamo i nostri pazienti – sottolinea Giustino Parruti, Direttore UOC Malattie Infettive Asl Pescara e Presidente SIMIT Abruzzo e Molise – Per ridurle servono risorse e strumenti adeguati”. “

IL MODELLO VIRTUOSO DELLA ASL DI PESCARA – La lotta alle infezioni correlate all’assistenza ha visto nella realtà di Pescara e dell’Abruzzo un sistema vincente. “Il Gruppo Operativo Epidemiologico della ASL di Pescara si è distinto per numerosi elementi – spiega Giustino Parruti – Anzitutto, da 10 anni abbiamo istituito la segnalazione obbligatoria per la colonizzazione da batteri Alter, ovvero quelli più pericolosi per la salute dei pazienti, […]. In secondo luogo, vi è un coordinamento tra infection control ed antimicrobial stewardship per l’uso corretto degli antibiotici, […]. A tale proposito, nel 2019 abbiamo pubblicato un importante lavoro […] a seguito del quale è letteralmente crollato il tasso di pazienti portatori o affetti da germi multiresistenti. Inoltre, vi è stata un’efficace risposta alla pandemia con il distanziamento dei pazienti, mentre nessuna attività chirurgica o clinica è stata sospesa. Abbiamo avuto spazi e personale per assistere i pazienti con COVID senza dover ricorrere a conversione delle aree di degenza,[…]. Infine, stiamo lavorando a un database unico regionale di tutti i germi multiresistenti identificati nei 6 laboratori dell’Abruzzo: questo strumento sarà molto utile nella prescrizione di antibiotici più avveduta […]. Quest’analisi sarà migliorata in tempo reale […] con un meccanismo automatizzato […]:in pratica, potremo sapere se vi è un determinato batterio, in che tipo di paziente, in quale reparto o distretto territoriale. […]”.

IL PROGETTO DEL POLICLINICO DI TOR VERGATA – “Presso il Policlinico di Tor Vergata – aggiunge il Prof. Massimo Andreoni – è stata messa a punto una piattaforma in cui vengono inseriti tutti i fattori utili per diminuire la resistenza dei germi e per capire quale fattore abbia provocato l’aumento della resistenza. È un progetto molto ambizioso, ormai la piattaforma è funzionante e potrà dare elementi importante per capire questo fenomeno e dare strumenti su come combatterlo, offrendo anche ad altre strutture un modello riadattabile”.

I DATI SULLE ICA E LE IMPLICAZIONI GIURIDICHE – I dati sulle infezioni correlate all’assistenza in Italia sono abbastanza preoccupanti. Le più frequenti sono quelle respiratorie (24%), del tratto urinario (21%), del sito chirurgico (16%), del sangue confermate dal laboratorio (16%). In Europa, ogni anno colpiscono 1 paziente su 20 (6%). Comportano un aggravio di spesa la Sanità pari a 7 miliardi di euro.

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