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mercoledì, 7 Ottobre, 2026

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Progetto Gionata: Psicoterapia e omosessualità. Margherita Graglia e le buone prassi per l’inclusione

Ospite gradita del Progetto Gionata è Margherita Graglia che, oltre ad essere psicologa e psicoterapeuta, si occupa anche di sessuologia clinica, di seguito l’intervista pubblicata su https://www.gionata.org/  in cui si parla di formazione

Da cosa nasce questo suo interesse per le tematiche LGBT?

Nello specifico durante gli studi universitari, anche se già alle superiori rivolgevo il mio interesse verso quelle correnti di pensiero che avevano uno sguardo critico verso i paradigmi dominanti. Negli anni dell’università, alla facoltà di psicologia, rimasi invece colpita dal fatto che i corsi non prevedevano uno spazio di approfondimento per i temi LGBT, a volte menzionati en passant, altre volte citati secondo una prospettiva più o meno patologizzante, ma molto spesso non considerati affatto.

Erano gli anni ’90. Decisi così di approfondire questi temi, oltre a quelli del femminismo che da sempre mi avevano appassionata e scelsi di fare una tesi sperimentale: intervistai 30 terapeuti dell’Emilia Romagna sulle rappresentazioni che avevano nei confronti dei loro pazienti gay e lesbiche. Ne emergeva un quadro variegato, non privo di ambiguità, in cui la maggior parte non considerava gli orientamenti omo-bisessuali sullo stesso piano, in termini di salute e naturalità, dell’orientamento eterosessuale.

Inoltre emergevano una serie di rappresentazioni negative nei confronti dell’omogenitorialità, ritenuta da alcuni una contraddizione rispetto all’orientamento omosessuale. Una ricerca che ho successivamente raccontato nel libro “Psicoterapia e omosessualità” (Carocci, 2009).

Parte del suo lavoro consiste nel formare educatori e altre figure professionali (ad esempio sanitari e assistenti sociali) sulle tematiche inerenti l’identità sessuale e sull’inclusione. Qual è lo stato delle cose? È passibile di miglioramento?

In questi 20 anni di attività come formatrice sui temi dell’identità sessuale e della promozione dell’inclusione delle persone LGBT ho assistito a molti cambiamenti significativi. Come dicevo prima, negli anni ’90, i temi LGBT nelle facoltà di psicologia non erano considerati temi significativi, oggi i principali insegnamenti prendono invece in considerazione questi aspetti e docenti e studenti portano avanti studi e ricerche su questo.

Io ho iniziato a lavorare come formatrice nell’ambito educativo, era infatti la scuola il contesto in cui si esprimeva il maggior bisogno di intervento, gli insegnati ad esempio manifestavano il bisogno di avere strumenti di comprensione delle identità omosessuali, così come di saper intervenire ne casi di bullismo omofobico. Non erano solo singoli docenti a proporre iniziative, ma anche scuole che richiedevano interventi formativi. In quegli anni ho lavorato in varie regioni italiane.

Ricordo con grande piacere quel periodo, in cui l’entusiasmo si accompagnava alla possibilità di realizzare e sperimentare interventi innovativi. Successivamente, oltre agli ambiti educativi si aprirono altri contesti, come quelli sanitari, non più esclusivamente interessati alla prevenzione dell’HIV, ma anche ai bisogni specifici di salute della popolazione omosessuale e a creare contesti inclusivi.

Per continuare a leggere: https://www.gionata.org/psicoterapia-e-omosessualita-margherita-graglia-e-le-buone-prassi-per-linclusione/

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