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sabato, 10 Ottobre, 2026

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Commemorato Enrico Berlinguer

PUBBLICHIAMO UNA COMMOVENTE COMMEMORAZIONE DI ENRICO BERLINGUER, SCRITTA DAL NOSTRO COLLABORATORE PINO NAZIOSono passati venti anni dalla scomparsa di Enrico Berlinguer e oggi si è tenuta una commemorazione alla Camera dei Deputati alla presenza del Capo dello Stato, Carlo Azelio Ciampi. Il presidente Casini introducendo l'incontro ha ricordato le maggiori qualità politiche del leader scomparso, riconosciute sia da chi lavorò al suo fianco, sia dagli avversari. Tra i contributi più significativi secondo Casini “la concezione alta della politica” che ha visto nell'uomo coniugare “onestà pubblica e integrità”. Casini ha sottolineato la lungimiranza politica di Berlinguer che, ha ricordato, “di fronte all'invasione Sovietica dell'Afghanistan espresse una dura condanna”, ma che seppe vedere prima di altri che allo scontro tra i blocchi nella guerra fredda, andava profilandosi quello “tra Nord e Sud del Mondo”. Massimo D'Alema ha ricordato lo statista dalla nascita, nel 22 a Sassari, fino alla morte che lo colse a Padova, nel pieno di una appassionata campagna elettorale, passando per l'elezione a vicesegretario del Pci nel 1969 e a segretario nel '72. “Berlinguer ha gettato ha detto D'Alema/ un ponte con la generazione del #68”, interpretando “le lotte delle donne” e avviando “un confronto con il mondo cattolico che non si limitò solamente al dialogo”. D'Alema ha sottolineato l'impegno Europeista di Berlinguer, frutto anche di “un proficuo rapporto con Altiero Spinelli” e di importanti rapporti internazionali, “da Willy Brandt a Olaf Palme”. Secondo il presidente dei Ds il processo del compromesso storico, lucida visione strategica, non si realizzò per la scomparsa “ dell'interlocutore più autorevole del Pci, AldoMoro”. Nella sala della Lupa ad ascoltare il presidente della Camera e il presidente dei Ds, si sono ritrovati esponenti politici di ogni schieramento. Quelli storici del vecchio Pci, da Pietro Ingrao a Giorgio Napolitano, da Giglia Tedesco a Emanuele Macaluso, da Aldo Tortorella a Alfredo Reichlin; uomini di rilievo della Democrazia Cristiana, da Emilio Colombo a Arnaldo Forlani; leader dell'Ulivo, Fassino, Veltroni, Violante, Bersani, Ayala, Pecoraro Scanio, Bassolino, Meccanico, Intini, Bordon, Turco, Rizzo, Visco; esponenti della Casa delle Libertà, dal ministro Buttiglione a Alfredo Biondi, da Gustavo Selva a Francesco D'Onofrio, da Carlo Vizzini a Teodoro Buontempo, poi il vicepresidente del Csm, Virginio Rognoni. Nella sala gremita la famiglia Belinguer al completo, la signora Letizia, i figli Bianca, Maria e Marco, i fratelli Giovanni e Luigi. Lunghi e tutt'altro che formali applausi hanno sottolineato gli interventi, in un clima, come hanno commentato in molti, di rispetto e sottolineatura di del ruolo di sostegno delle istituzioni democratiche che Berlinguer ha svolto in tutta la sua carriera politica. Alcuni dei presenti sono andati con la mente all'intervista col segretario del Pci di Giovanni Minoli, riproposta alcuni giorni fa dalla Rai, nel corso della quale Berlinguer incalzato su cosa non condividesse assolutamente delle cose sentite sul suo conto, rispondeva “ che sarei triste”, mentre alla domanda su cosa andasse maggiormente orgoglioso, diceva “di essere rimasto fedele agli ideali della mia gioventù”. Una dozzina le telecamere presenti che alla fine dell'incontro si sono riversate su D'Alema, ma c'è da scommetterci che le domande non hanno riguardato a metà tempo tra il voto europeo e i ballottaggi/ la sola figura di Enrico Berlinguer.Pino Nazio

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