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venerdì, 16 Ottobre, 2026

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Marco Rossi Doria: “Le periferie non sono il degrado che vediamo in TV ma il cuore del Paese”

“Le periferie italiane non sono solo luoghi di degrado, violenza e abbandono come troppo spesso vengono raccontate. Sono territori pieni di luce e di ombre, abitati dalla stragrande maggioranza delle persone che lavorano, crescono figli, tengono insieme famiglie e comunità”. È il messaggio centrale dell’intervento di Marco Rossi Doria, che ha richiamato l’attenzione sulla rappresentazione distorta e ingiusta delle periferie nel dibattito pubblico, nel programma condotto da Paola Severini Melograni su gr Rai Parlamento “La Sfida della solidarietà”.

Secondo Rossi Doria, la narrazione esclusivamente negativa delle periferie è “un oltraggio alla maggioranza della popolazione italiana”, che non vive nei centri protetti e costosi, ma dove gli affitti sono sostenibili e dove si costruisce ogni giorno la vita reale del Paese. In questi quartieri, ha sottolineato, esistono risorse umane straordinarie: genitori che credono nel lavoro e nell’educazione, insegnanti che ogni giorno tengono in piedi le scuole, dirigenti scolastici e personale amministrativo che fanno funzionare strutture complesse, biblioteche di quartiere che diventano presìdi culturali e luoghi di crescita.

Accanto a questa ricchezza, però, permane una frattura profonda: “Un bambino che cresce in periferia ha la metà delle possibilità di laurearsi rispetto a uno che vive nei centri ricchi e protetti, e un terzo delle possibilità di accedere alle posizioni apicali della società” ha ricordato Rossi Doria. Una disuguaglianza che produce un Paese “spaccato a metà”, fatto di due città che si conoscono poco e si comprendono ancora meno.

Le differenze non sono astratte, ma concrete e quotidiane: nei quartieri più fragili i bambini crescono percependo le preoccupazioni economiche dei genitori, i conti per arrivare a fine mese, le rinunce alle vacanze, l’attenzione al prezzo dei prodotti al supermercato. In altri contesti, invece, i coetanei danno per scontate opportunità, esperienze formative e sicurezze materiali che segnano profondamente i percorsi di vita.

Rossi Doria ha richiamato anche una frattura generazionale: se per decenni, dal dopoguerra agli anni Settanta, la condizione dei figli era migliorata rispetto a quella dei genitori, oggi questa promessa si è spezzata: “Io non posso dire a mio figlio che gli consegno un Paese migliore di quello che ho ricevuto”, ha affermato, sottolineando come la mobilità sociale si sia fermata e come le disuguaglianze territoriali incidano sempre di più sul destino delle nuove generazioni.

“Raccontare davvero le periferie – ha concluso – significa riconoscerne la dignità, valorizzarne le energie e affrontare senza ipocrisie le disuguaglianze educative e sociali. È da qui che passa il futuro del Paese”.

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