Moni Ovadia fa un salto nel musical e ritrova le radici yiddish nel «Violinista sul tetto», di Bock e Harnick, bestseller dal ' 64 al ' 67 a Broadway con le coreografie di Robbins, ispirato a Joseph Stein dalle storie di Sholom Aleichem, ben noto al nostro attore. Nel titolo, una figura surreale, chagalliana, struggente emblema della precarietà della condizione dell' ebreo in bilico, ma anche di lotta e speranza. «E' uno spettacolo cui pensavo da tempo, non avrei fatto un musical qualunque, ma questo credo che rientri nel mio Dna: testo italiano, canzoni in yiddish. E c' è una ragione per proporlo ora, per dare in un' epoca dannata di cinismo e violenza un po' di grazia e fratellanza».
