Su Domani é uscito un pezzo, a cura di Stefano Balassone, sulla dipartita di Fabio Fazio dalla Rai. Stefano ha scritto cose molto belle su di noi e di questo ne siamo grati.
Il suo pezzo di oggi ci insegna alcuni particolari meccanismi della televisione italiana. Riportiamo qua di seguito le sue parole:
“Negli ultimi venti anni la capacità editoriale della Rai si è progressivamente affievolita. Non, s’intende, per quel tanto di mestiere che serve ad affrontare imprese come Sanremo o la produzione di fiction tutto sommato migliore d’una volta e dotata di maggiore percezione del mercato”
“La conseguenza è che la monumentalizzazione di format e conduttori diviene sistema per l’impossibilità di concepire obiettivi editoriali diversi dall’esistere e resistere. Le direzioni dei programmi, comunque si denominino (di rete o di genere) non scuotono i loro palinsesti e non sollecitano idee nuove perché gli pare già gran cosa contare sulle vecchie.”
“Queste sono le considerazioni che inducono a pensare che Fazio sia in effetti una perdita per la Rai, ma solo perché l’azienda non è più in grado di creare e pretendere creazione.
