Su L’Unità di giovedì 10 agosto Iuri Maria Prado ha firmato un articolo intitolato “Ci sono due modi per essere negri”, di cui riportiamo un breve estratto:
«Ci sono due modi di essere negri in Italia: non neri, perché avremo il diritto di spogliare di razzismo il riferimento a una persona di colore quando questo, il colore della sua pelle, non sarà più motivo di razzismo. E purtroppo quel tempo non è arrivato. È infatti ancora il tempo in cui sulla prima pagina finisce l'”africano” che ammazza un bianco, e non importa che si trattasse di un disturbato con sicura capacità criminale, uno che doveva essere controllato e posto in condizione di non nuocere perché era pericoloso. […] Il fatto che questo approccio discriminatorio sia funzionale alla prova che l’immigrazione porta disordine e produce queste tragedie non attenua, ma aggrava, la responsabilità di chi lo adotta. […] Per il resto gli africani possono anche andare. Vanno bene nelle piantagioni schiaviste. Vanno bene nelle fonderie. Vanno bene nei cantieri. È l’altro modo di essere negri in Italia».
