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mercoledì, 7 Ottobre, 2026

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Giovani con sindrome rara: mostrarsi online con orgoglio si può! Seguiamo l’esempio di Rebecca

La toccante testimonianza della giovane di 13 anni che, nonostante sia stata  bullizzata online, non ha perso il coraggio di raccontarsi sui social.  Così aiuta tanti giovani come lei a uscire dall’isolamento. 

All’indomani del Safer Internet Day, la giornata mondiale per la sicurezza in Rete che si celebrerà  in tutta Europa il 9 febbraio, la nostra associazione Sindrome di Sturge Weber Italia Onlus  desidera portare all’attenzione dell’opinione pubblica la vicenda che vede coinvolta sui social una  nostra giovane socia, Rebecca di 13 anni. Lo facciamo per denunciare il vile episodio di cyber bullismo di cui è stata vittima, ma soprattutto per testimoniare il suo coraggio di utilizzare la  Rete per raccontarsi e per aiutare tanti altri giovani come lei a uscire dall’isolamento.  

“Io ho sperimentato i due lati del web. – afferma con grande naturalezza Rebecca – Il lato  positivo è che grazie alla Rete sono entrata in contatto con altri ragazzi/e: seguono il mio profilo, ci  scriviamo e così ci sentiamo meno soli. Il lato negativo della Rete è che proprio sui social mi  hanno pesantemente offeso. Fa male, ma poi impari e devi sempre rialzarti!”  

E’ un grande insegnamento questo della nostra socia Rebecca che, con coraggio e  determinazione, usa i social per mostrarsi con orgoglio. Non si fa intimidire da chi la deride per la  sua malattia rara, perché sa che là nella Rete ci sono ragazzi/e che aspettano i suoi video, le sue  parole per sentirsi accolti. Grazie Rebecca!  

I FATTI  

Da qualche tempo Rebecca pubblicava su Tik Tok brevi video in cui raccontava di sé e della  sua malattia rara. Per lei era un modo di uscire, anche se solo virtualmente, dalle mura della sua  casa e mettersi in contatto con altri ragazzi/e. Un cyber-bullo però, seguito da 96 mila followers,  ha ri-condiviso su Instagram un video che Rebecca aveva postato sul suo profilo Tik Tok. 

Sono così iniziati gli insulti, le pesanti offese…Rebecca, sostenuta dalla sua famiglia, lo scorso  gennaio ha sporto denuncia a Carabinieri e Polizia Postale e ha spiegato questo brutto episodio  davanti alle telecamere di Buongiorno Regione Calabria e di LaCNews24 

 

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