DI seguito pubblichiamo un testo mandatoci da Gaia Simonetti:
“Siete come la luce che, forte, squarcia un giorno grigio”. “Siete una mano a cui aggrapparsi”. O ancora “Siete colonne di granito”.
Abbiamo incontrato mamme e papà che, come noi, hanno perso i figli. Non amiamo usare il verbo “perdere”, ma “volare” perché i nostri angeli non sono con noi, ma è come se ci seguissero e ci accompagnassero in ogni passo, ogni giorno nella vita.
Le frasi riportate sopra sono quelle di genitori che, come noi, hanno conosciuto il dolore senza fine di perdere un figlio.
Nel corso di quest’anno, tra incontri virtuali e reali, abbiamo cercato di tendere una mano e raccontare la nostra storia di madri, che si sono riprese, afferrandola, la vita.
Molti ci conoscono già perché i nostri cammini si sono incrociati. Siamo una “famiglia” di mamme, siamo sei di tre città italiane diverse, di Firenze, Mantova ed Amatrice. Non ci conoscevamo. Abbiamo condiviso il dolore di figli che se ne sono andati, abbiamo compiuto un “viaggio”, iniziato scavando nell’anima, tra le salite della vita e compiuto grazie al supporto di un alleato ritrovato come il coraggio.
Abbiamo scritto lettere ai nostri ragazzi e ragazze, raccolte nel libro “Lettere senza confini” (ADV Edizioni), eliminando ogni tempo verbale declinato al passato. Nell’inchiostro abbiamo messo cuore ed una nuova speranza. I nostri angeli ci danno la forza di declinare tutto al futuro.
Abbiamo dedicato i nostri scritti a tutte le mamme del mondo, in particolare, a coloro che hanno perso i figli.
Abbiamo un sogno di pace nel cuore e un sogno legato al libro: le nostre pagine sono pronte ad accogliere le lettere di altre madri. Il nostro è un messaggio di vicinanza, senza confini, perché il dolore è qualcosa che unisce, che capiamo e comprendiamo.
Dicono che le nostre parole siano state un abbraccio. Inatteso, intenso che ha cercato di raggiungere coloro, che come noi, si sono trovati con un piede verso il precipizio. Noi lo abbiamo tirato indietro, scegliendo la vita.
