Una delegazione di Radicali Italiani, con a capo il segretario nazionale Massimiliano Iervolino, la tesoriera Giulia Crivellini e il presidente Igor Boni, è partita alla volta di Kiev per dedicare il 25 aprile, festa della liberazione d’Italia dal nazifascismo, a chi lotta oggi ed è resistenza: l’Ucraina.
Dal 24 febbraio 2022 il mondo ha dovuto aprire gli occhi e capire chi è davvero Vladimir Putin. Con questa missione politica vogliono portare dentro il cuore del Paese che oggi sta subendo il peggiore attacco criminale della storia recente anche la nostra iniziativa “Putin all’Aja”, che ha raccolto 10.000 sottoscrizioni che hanno inviato alla Corte Penale Internazionale poco prima della emissione del mandato di cattura nei confronti del Presidente russo. Credono serva pieno sostegno alla CPI e sono convinti che, come accadde con Slobodan Milosevic per le terribili vicende della ex-Jugoslavia, serva la giustizia internazionale per portare la pace duratura che ciascuno di noi auspica. Questo è il nostro 25 aprile, un giorno di commemorazione ma soprattutto di lotta, la lotta partigiana che in questi mesi sta tenendo alta la bandiera blu con le stelle gialle dell’Europa, lo stesso blu e lo stesso giallo della bandiera ucraina.
A Kyiv in piazza Mykhailivska Radio Radicale ha incontrato Vitaly Markiv, con lui hanno ripercorso un anno di guerra, ha raccontato cosa significa difendere il proprio popolo, il proprio territorio da un’aggressione brutale come quella fatta da Vladimir Putin. Hanno inoltre ricordato quanto le influenze russe possano orientare l’opinione pubblica italiana e sullo stesso sistema giudiziario, che in primo grado aveva condannato Markiv per la morte di Andrea Rocchelli sulla base di un teorema palesemente falso.
Nel pomeriggio poi la delegazione ha fatto visita alle città simbolo dei crimini di guerra russi, Bucha, Borodjanka e Irpin. Qui hanno potuto vedere con i loro occhi gli orrori commessi dal carnefice Putin e ci sono fatti raccontare da dei giovanissimi volontari cosa significa oggi occuparsi di una ricostruzione, che tipo di segni porta ancora addosso la popolazione, ma anche la speranza e la voglia di vivere una vita normale. In questi luoghi hanno deciso di esporre uno striscione con la scritta PUTIN IS A WAR CRIMINAL.
Numerosi saranno gli incontri nei prossimi giorni che ci vedranno impegnati con organizzazioni ucraine che si occupano di giustizia internazionale e diritti umani, con parlamentari di diversi partiti, rappresentanti del Governo, giornalisti e attivisti.
Nella giornata del 25 aprile si terrà poi una conferenza stampa dei dirigenti di Radicali Italiani a Kiev, per ribadire che non esiste equidistanza tra aggressore e aggredito e che occorre sostenere la resistenza ucraina contro l’attacco criminale del Cremlino. In ogni modo.
Il nostro impegno a sostegno della resistenza ucraina, che è resistenza europea, è stato pressoché quotidiano, puoi ripercorrerlo brevemente QUI. E per andare avanti hanno bisogno di te!
