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giovedì, 23 Maggio, 2024

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Vent’anni fa veniva assassinato il giovane poliziotto Stefano Biondi. La studentessa Alessandra Riillo del liceo scientifico Filolao di Crotone ci racconta il suo atto di eroismo

Il 20 aprile 2004, il poliziotto Stefano Biondi veniva travolto da una grossa auto in fuga nei pressi di Reggio Emilia. Aveva intimato l’alt a due spacciatori di cocaina che avevano a bordo un carico di droga.  Stefano aveva appena 27 anni e nell’adempiere il suo compito purtroppo è rimasto vittima di persone senza scrupoli. Era un giovane coraggioso che indossava la divisa con fierezza e rispetto del suo ruolo. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende onorare la memoria di un poliziotto valoroso attraverso l’elaborato della studentessa Alessandra Riillo della classe III sez. C del Liceo Scientifico Filolao di Crotone.

“Il poliziotto Stefano Biondi divenne vittima della mafia alla giovane età di 27 anni. Era il 20 aprile del 2004, quando sull’autostrada in prossimità di Reggio Emilia transitavano ad alta velocità due uomini a bordo di un’autovettura; avevano appena rapinato un corriere della droga nei pressi di Lodi ed erano inseguiti dalla una pattuglia della polizia. Mentre era di rientro a casa Stefano Biondi sentì alla sua radio di servizio dell’inseguimento di un’autovettura sospetta; così anche lui in prossimità del luogo cercò di attivarsi per contribuire fattivamente all’operazione. Raggiunta l’auto, nel momento in cui scese dalla macchina con la pistola in mano per arrestare i due, l’uomo alla guida lo investì prontamente a un’elevatissima velocità tanto da lanciare il corpo del poliziotto a ben quaranta metri di distanza. Successivamente l’autovettura si schiantò contro il guardrail e i due trafficanti tentarono la fuga, ma per fortuna vennero fermati e arrestati. Stefano Biondi, poliziotto scelto della stradale, costituisce per tutti noi un esempio di onestà, un ragazzo morto a soli 27 anni per compiere il suo lavoro, per onorare la divisa che era molto orgoglioso di indossare e per servire, come aveva giurato, lo Stato.”

Il ricordo di Stefano diventi ispirazione per i nostri giovani che possano cogliere attraverso il suo esempio il significato dei valori più autentici e significativi per la società civile.

Un testo di Giorgio Faletti rende emblematicamente la forza d’animo con cui molti ragazzi in divisa affrontano situazioni veramente drammatiche per tutelare la legalità: “Per star seduto su una volante / La voce in radio ci fa tremare / Che di coraggio ne abbiamo tanto / Ma qui diventa sempre più dura

Quando ci tocca di fare i conti / Con il coraggio della paura / E questo è quel che succede adesso / Che poi se c’è una chiamata urgente se prende su / E ci si va lo stesso / E scusi tanto se non è niente.”

Il CNDDU invita nuovamente gli studenti e i docenti ad aderire al progetto #inostristudentiraccontanoimartiridellalegalità. Gli elaborati possono essere segnalati al CNDDU che li renderà visibili sui propri canali social (email: coordinamentodirittiumani@gmail.com)

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

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