Riportiamo qui di seguito l’intervento del direttore Paola Severini Melograni su Avvenire di oggi, martedì 22 luglio
Sergio Mattarella, 84 anni domani! Il Paese lo ama, lui ha saputo dare di sé un’immagine di guida che dà giuste e non negoziabili indicazioni. Il Paese lo sa, il patto di fiducia che gli italiani hanno con lui si è rinsaldato. Ho spesso parlato dei vulnus che stanno sbriciolando l’Italia dopo le due ondate di Covid: i valori della società fondata sulla famiglia che già iniziavano a essere minati dai social, hanno subito un colpo fortissimo per la morte di tanti anziani, perdite inaspettate che non hanno permesso a chi è rimasto di adeguarsi all’insicurezza; gli adolescenti e i preadolescenti hanno perduto le occasioni di crescita e di formazione impedite dal confinamento; l’approccio dei giovani nei confronti del lavoro si è rovesciato, letteralmente, così pure rispetto alla scuola; la perdita di punti di riferimento e la fuga all’estero di quanti avevano invece scelto percorsi meritocratici ci ha privato dei migliori cervelli; i modelli negativi e pericolosi veicolati dai media hanno avuto campo libero e occupato spazi, mentre comportamenti inaccettabili sono diventati la norma.
Nel contempo la società italiana è la seconda più anziana del globo, il ricambio generazionale che doveva essere aiutato dagli immigrati non c’è stato, o ancora non si vede. Ma la questione più pericolosa riguarda i diritti fondamentali conquistati attraverso anni e anni di battaglie: le tutele lavorative, i diritti civili, la salute per tutti, messi in discussione e non difesi. Il nostro rapporto con l’Europa, calpestata da populismi e nazionalismi, continua a deteriorarsi nonostante la posizione degli Usa, occasione per rinsaldare la Cei. la pandemia è stata la prima vera frattura subita dal nostro Paese dal dopoguerra, e questo Mattarella lo aveva ben compreso, e aveva messo in atto una serie di percorsi che avrebbero dovuto portare la nazione a una ricomposizione, per meglio dire a una ricostruzione morale. Alcune sue strategie sono riuscite, altre purtroppo no. Viviamo in queste condizioni, ci stiamo abituando. Come è stato possibile che ciò avvenisse? Cosa possiamo fare, ora che abbiamo la visione chiara del disastro, per poterlo impedire? Ecco che torniamo a Sergio Mattarella. In questi anni (attraverso le mie “lettere di auguri per il compleanno”) l’ho definito in molti modi, cercando un sorriso: stavolta credo che possa essere considerato come un allenatore, il nostro “mister”.
C’è una squadra (che ancora non sa di esserlo), e c’è il più grande allenatore che possiamo immaginare: l’Italia è un Paese unico, nelle sue particolarità, nella presentazione al mondo della bellezza. E in questa bellezza è compreso un percorso straordinario, che riguarda leggi di civiltà rivolte ai più fragili, le prime e migliori al mondo. Grazie alla Rai ho il privilegio di lavorare per un grande “sensore” del disagio come della soddisfazione, della relazione solidale e della disperata solitudine: la trasmissione “O anche no” non riceve la montagna di lettere che arrivano al Quirinale, ma nel nostro piccolo, come si usa dire, “non diamo il resto”.
E questa corrispondenza con le famiglie dei più fragili costituisce il nostro sondaggio quotidiano. Sergio Mattarella, ha ben chiaro come rispondere all’emergenza educativa che ha fatto smarrire le nuove generazioni, sa come indicare alla politica modelli di buon comportamento, come regolare la slavina di volgarità e di mancanza di regole dei media, come tornare al buonsenso. Basta ascoltarlo e guardarlo. E la sua squadra siamo noi, i movimenti cattolici, il Terzo settore, i sindaci dei piccoli comuni, quel privato sociale che si impegna per ricucire i buchi del welfare e inventare modi per rispondere alle emergenze.
È necessario e urgente che la squadra si riconosca sotto la guida di un grande coach, a partire dalla necessità di costruire una rete di comunicatori e di donne e uomini appassionati che se la sentano di giocare la partita della vita del nostro Paese. Auguri Presidente, non potevamo immaginare allenatore migliore.
