«Siamo fatti di-versi, perché siamo poesia»
Questa frase ci accoglie sulla lavagna all’ingresso del “BAR L’INTRECCIO” di Arzachena, quasi a sintetizzare l’essenza di “O ANCHE NO”, la trasmissione condotta da Paola Severini, in onda su RAI Tre, ogni domenica mattina, con l’obiettivo di parlare del mondo della disabilità senza pietismi, mettendo in luce e in evidenza la persona, con le sue doti, le sue capacità nel mondo del lavoro, dello Sport, dell’Arte, della Musica, in ogni campo della vita.
E in questa torrida estate, per perseguire l’obiettivo della trasmissione e mio personale, abbiamo registrato sei servizi giornalistici, in diverse località della Sardegna su tematiche sociali sul mondo della disabilità, grazie alla preziosa collaborazione del Regista Claudio Spagnuolo e di tutta la troupe: Gigi, Andrea, Claudio, Alessandro e Maurizio.
Abbiamo iniziato questo nostro itinerario nella Sardegna già a marzo con lo Speciale Giornata della Sindrome di Down: abbiamo fatto conoscere la storia di Dina Tilloca, 77 anni, donna con sindrome di down più longeva d’Italia.
Una grande emozione che ha creato legami profondi, non solo con Dina ma anche con i fratelli, con cui ci sentiamo spesso. È importante mantenere i rapporti con le famiglie oltre il momento dell’intervista.
Come corrispondente dalla Sardegna, ho cercato di raccontare le tante realtà sarde che in pochi conoscono, come quella presentata nella trasmissione di domenica 27 luglio: abbiamo fatto conoscere il “Bar L’Intreccio”, un bar/ristorante, un locale inclusivo dove prendere un caffè accompagnato dal sorriso di ragazzi che trasformano le loro fragilità, in dolcezza e dignità.
Antonella Pileri ci ha raccontato la sua bellissima storia e dei ragazzi che ci lavorano.
Che cos’è il Bar L’Intreccio?
«Il Bar è nato da un’idea di mia figlia Giulia, che oggi non c’è più, scomparsa anni fa, a causa di una malattia rara. Si era diplomata alla scuola alberghiera, ha avuto pochissime possibilità di lavoro ma si chiedeva sempre “Chi mi prende a lavorare nelle mie condizioni?”. Sentiva forte l’esigenza di integrare nel mondo del lavoro, persone con disabilità come la sua. Siamo partiti da questo pensiero e come primo passo abbiamo costituito una Cooperativa, “Il Giardino di Giulia”; l’idea consequenziale è stato di prendere questo Bar in gestione, ed assumere dei ragazzi da inserire nel mondo del lavoro».
Attualmente quanti sono i ragazzi impegnati?
«Sono tre: Alessandro, Kajani e Antonello».
Ma la Cooperativa è una realtà isolata ad Arzachena?
«No, la Cooperativa nasce come costola dell’Associazione “Gli Amici di Nemo” , che da quasi 20 anni cerca risposte alle difficoltà, ai sogni, alla voglia di vivere dei ragazzi e non solo, con disabilità del nostro comune. La Comunità di Arzachena è una piccola realtà di soli 15.000 abitanti, contando anche tutte le sue frazioni. Ma d’estate gli abitanti si triplicano e non dimentichiamo che siamo un Comune della Costa Smeralda».
I Turisti e la Comunità, come rispondono?
«I turisti rispondono molto bene, siamo l’unico Bar della zona che assume ragazzi con disabilità. Tutti coloro che sono venuti nel nostro bar, si sono complimentati per essere stati serviti dal sorriso dei nostri ragazzi. Quindi riscontro positivo sia turistico che della comunità, che sta imparando a conoscerci».
Ovviamente è un Bar Accessibile?
«Certo, questo è un bar accessibile a tutti, disabili e no e per tutti i servizi».
Vorrei ringraziare Paola Severini e tutta la Redazione di “O ANCHE NO”, gli Autori Eugenio Giannetta e Valeria Zanata, la Produzione come le Dottoresse Anna Santopadre ed Elvira Casale e la Regista al Montaggio, Claudia Seghetti, per aver avuto fiducia in me. Ma anche Rai Sardegna, tutta la Redazione del TGR, ed in particolare il Capo Redattore, Dottore Ignazio Artizzu, per la disponibilità dimostrata anticipando nell’edizione del TGR del sabato ogni settimana, il servizio dalla Sardegna.
Daniele Cardia
