Si chiamava Simona Monyona, aveva 44 anni, viveva in Repubblica Ceca. Nella vita di tutti i giorni Simona era una scrittrice, una scrittrice di romanzi senza censura. Scriveva di donne,per le donne, scriveva delle pene e delle torture che la società maschilista infligge al “sesso debole”, scriveva della quotidiana violenza che le mogli subiscono nella loro intima casa, scriveva di quei mariti che trattano le proprie mogli come il loro peggior nemico.
