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domenica, 11 Ottobre, 2026

fondato e diretto da Paola Severini Melograni

Dialoghi a Spoleto tra diritti e cultura

Il coraggio femminile al centro della quinta edizione della manifestazione nata all’interno del programma del Festival dei Due Mondi

Riportiamo qui di seguito un articolo di Eugenio Giannetta uscito ieri su Avvenire che racconta la prima giornata dei Dialoghi a Spoleto

Il coraggio come radice del cambiamento, il dialogo come strumento per leggere il presente e costruire il futuro. È questo il filo conduttore della quinta edizione de I Dialoghi a Spoleto, tornati domenica 28 giugno a Palazzo Leti Sansi, nel cuore del Festival dei Due Mondi, dopo sette anni dall’ultima edizione spoletina e cinque dall’appuntamento romano all’Accademia dei Lincei. Un ritorno fortemente voluto da Paola Severini Melograni, ideatrice della manifestazione, che dal 2017 ha trasformato questo spazio di confronto in uno dei principali laboratori italiani dedicati all’empowerment femminile.

Ad aprire la manifestazione è stata l’inaugurazione della mostra fotografica “Le Marianne d’Italia”, firmata da Riccardo Bagnoli e curata dalla stessa Paola Severini Melograni. Un’esposizione che raccoglie ottanta ritratti di donne protagoniste della cultura, della scienza, dell’informazione, dell’economia, del sociale e delle professioni, ispirata alla celebre Marianne di Delacroix, simbolo universale di libertà. Un progetto nato per celebrare gli ottant’anni del voto alle donne e raccontare, attraverso volti e storie, la forza femminile che continua a trasformare il Paese. «L’idea – ha raccontato Bagnoli – nasce osservando la Marianne di Delacroix. Mi sono immaginato quella forza, quel coraggio, quella donna ideale che emerge con tutta la sua potenza. Da lì è nata la proposta di una mostra sulle Marianne italiane che ho condiviso con Paola Severini Melograni. Insieme abbiamo selezionato ottanta donne, tante quanti sono gli anni del suffragio universale femminile». Dopo l’inaugurazione della mostra hanno poi preso il via i Dialoghi, con Severini Melograni che ne ha sottolineato il significato e l’importanza del ritorno a Spoleto, facendo da eco al saluto del nuovo direttore artistico del Festival, Daniele Cipriani, che inaugurando la mostra ha esordito con un simbolico «bentornate ». Il tema scelto per questa edizione, “Il coraggio delle donne”, ha preso spunto dal libro Elogio del rischio, della filosofa francese Anne Dufourmantelle. Proprio sul rapporto tra coraggio, conoscenza ed emancipazione è ingislative tervenuto il filosofo Armando Massarenti a partire da pensieri e riflessioni del filosofo e psicoanalista Miguel Benasayag. Massarenti in chiusura, dopo gli interventi di tutte le relatrici, ha infatti richiamato un invito di Kant ad avere il coraggio di usare la «propria intelligenza», ricordando come l’emancipazione passi soprattutto da creatività e conoscenza, e non “solo” dalla conquista del potere. Il primo intervento è stato di Livia Malcangio, responsabile della filantropia di Banca Ifis, che ha richiamato il nodo dell’indipendenza economica femminile: «Nel Sud del Paese sono ancora troppe le donne senza un conto corrente intestato. L’autonomia passa anche da lì». Malcangio ha poi ricordato come l’occupazione femminile italiana resti tra le più basse d’Europa e come investire sul lavoro delle donne significhi anche investire nella crescita economica. Di diritti e conquiste le- invece ha parlato la giornalista Eliana Di Caro, ripercorrendo la lunga battaglia che ha consentito alle donne di entrare in magistratura nel 1963, dopo decenni di esclusione: «Le pioniere – ha detto – aprono la strada e pagano sempre un prezzo più alto. Per questo dobbiamo essere grate a chi ha sfidato pregiudizi e diffidenze ». Una testimonianza personale si è intrecciata con quella collettiva nell’intervento della consigliera della Corte di Cassazione Raffaella Brogi, protagonista di una vicenda giudiziaria che ha aperto alle adozioni internazionali anche alle persone single. «In quella storia non c’era soltanto qualcosa di personale ma una responsabilità verso tante altre persone. E sono felice che sia andata bene non solo per me, ma per tutti e tutte». Lo sguardo si è poi spostato sui conflitti internazionali con Rossella Miccio, presidente di Emergency, che ha ricordato il dramma del Sudan e delle guerre dimenticate. «Oggi nel mondo 240 milioni di persone dipendono dagli aiuti umanitari e nel solo 2025 oltre 2.800 miliardi sono stati destinati agli armamenti. Se investissimo in educazione, sanità ed emancipazione ci sarebbe molto meno bisogno della guerra». Di informazione e democrazia ha invece parlato la vicedirettrice di RaiNews24 Tindara Caccetta, sottolineando come il percorso verso la piena parità non sia ancora concluso. «Sarà finito quando non sarà più necessario parlarne. Le donne continuano a sostenere prove più dure, affrontano il soffitto di cristallo e il divario salariale, ma lentamente sta cambiando anche il linguaggio dell’informazione ed è una grossa conquista culturale».

Molto intensa anche la lectio della scrittrice e medico Giuseppina Torregrossa, che ha riflettuto sul rapporto tra corpo, identità e cura. Attraverso il progetto “Dialoghi per organi assenti”, la scrittrice ha evidenziato come la malattia non trasformi soltanto il corpo ma anche l’immagine che ciascuno ha di sé. «Il dialogo è parte determinante del processo di cura – ha spiegato –. Non siamo soltanto portatori di una malattia, ma persone con una storia e un’esistenza ». Un intervento che ha assunto un valore ancora più significativo quando Paola Severini Melograni ha ricordato come questa quinta edizione sia dedicata alla memoria di Maria Rita Parsi e Martina Paolucci, due grandi psicologhe recentemente scomparse che hanno dedicato la propria vita alla tutela dei diritti delle donne. A chiudere la giornata è stato il contributo statistico di Linda Laura Sabbadini, che ha ricordato come le donne italiane siano oggi più istruite, investano maggiormente nella formazione e rappresentino un motore di cambiamento, pur continuando a scontrarsi con stereotipi, disparità salariali e ostacoli nelle carriere.

Qui il programma dei prossimi appuntamenti

I Dialoghi proseguiranno il 3 luglio con “Le radici del potere femminile”: dopo la lectio di Francesca Cappelletti interverranno Rosanna Oliva de Conciliis, Clelia Piperno, Nina Daita, Maria Pia Rossignaud e Paola Ferazzoli, con Paola Severini Melograni e Linda Laura Sabbadini. Sabato 4 sarà la volta delle “Madri costituenti” con Valeria Gigliello, Alessandra Gatta, Diva Ricevuto, Claudio Siniscalchi, Gaja Cenciarelli, Chiara Mocchi, Shoshan Haran, Clelia Piperno, Silke Schmitt, Elisabetta Calò, Edith Bruck e Lucia Capuzzi, moderati da Diva Ricevuto e Paola Severini Melograni. Sabato 11 sarà dedicato alla salute con la lectio di Silvio Garattini e gli interventi di Michele Bonaccorso, Marta Verna, Margherita Rosa, Rita Giaretta, Ada Montellanico, Francesca Mannino, Pierpaolo Foti, Marco Frisina, Federico Capranica, Loretta Santini, C.L. Grugher e Massimiliano Gallo.

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