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domenica, 3 Marzo, 2024

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Le parole di fine anno 2023 del presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Nono discorso di fine anno per Sergio Mattarella, il 75esimo per un presidente della Repubblica italiana (qui il testo integrale).

Mattarella ha espresso l’allarme per la fase storica attuale, colpita da due conflitti, in Ucraina aggredita dalla Russia e in Medio Oriente dove i terroristi di Hamas hanno colpito Israele che a sua volta ha reagito colpendo Gaza.

Tema del discorso, non solo la guerra, ma la violenza in tutte le sue declinazioni. «Vediamo, e incontriamo, la violenza anche nella vita quotidiana. Anche nel nostro Paese. Quando prevale la ricerca, il culto della conflittualità. Piuttosto che il valore di quanto vi è in comune; sviluppando confronto e dialogo».

Mattarella poi insiste sui giovani e sull’amore: «L’amore non è egoismo, possesso, dominio, malinteso orgoglio. L’amore – quello vero – è ben più che rispetto: è dono, gratuità, sensibilità».

Importanti i passaggi sulla democrazia e sulle questioni sociali più urgenti, come il lavoro e le sue vittime: «Il lavoro, a condizioni inique, e di scarsa sicurezza. Con tante, inammissibili, vittime. Le immani, differenze di retribuzione tra pochi superprivilegiati e tanti che vivono nel disagio. Le difficoltà che si incontrano nel diritto alle cure sanitarie per tutti. Con liste d’attesa per visite ed esami, in tempi inaccettabilmente lunghi. La sicurezza della convivenza. Che lo Stato deve garantire».

Mattarella parla poi di diritti e libertà, di vincere l’indifferenza, rimarcando il valore della Costituzione attraverso i suoi valori e la partecipazione.

 

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