Martedì 5 settembre il Museo de la Memoria y Derechos Humanos di Santiago del Cile e il governo cileno renderanno omaggio a Ignazio Delogu, ispanista e segretario esecutivo dell’Associazione Italia-Cile Salvador Allende.
Parallelamente all’Acto de Homenaje sulla explanada del Museo verrà inaugurata la mostra fotografica e documentaria dedicata a Delogu, che descrive in 45 dipinti espositivi la vita e l’impegno dell’intellettuale sardo a difesa del popolo cileno, cui ha collaborato anche la Fondazione Lelio e Lisli Basso.
All’indomani del golpe dell’11 settembre 1973 sia Ignazio Delogu che Lelio Basso svolsero un ruolo determinante nell’accoglienza degli esuli cileni e nella denuncia a livello internazionale dei crimini commessi dalla giunta militare di Pinochet.
L’Associazione Italia-Cile Salvador Allende, che operò a stretto contatto con la Fondazione Basso, rappresentò – come ha sottolineato lo stesso Delogu – «un momento unico ed irripetibile delle forze politiche italiane». Costituita il 13 settembre per comune iniziativa del Partito Comunista, del Partito Socialista Italiano e del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, «immediatamente [vi] aderirono tutti i partiti di allora che si chiamavano dell’“arco costituzionale”: Dc, Psdi, Pr, Pli».
Venerdì 8 settembre, 15.30, Piazza del Campidoglio, Aula Giulio Cesare, Roma
Presentazione del libro “Per una costituzione della terra” di Luigi Ferrajoli
Partecipano Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma; Yolanda Diaz Pérez, Vicepremier Spagna; Massimiliano Smeriglio, Eurodeputato S&D; Maria Eugenia Palop, Eurodeputata The Left; Luigi Ferrajoli, Filosofo del diritto.
La nuova edizione del libro di Lelio Basso,”La tortura oggi in Italia” (e/o, 2023), con la prefazione di Luigi Manconi e uno scritto di Franco Ippolito.
Già nel 1953 Lelio Basso rompeva il silenzio intorno agli abusi di potere delle forze dell’ordine, denunciando le colpe dello Stato. A settant’anni da allora, cosa è cambiato?
Oggi più che mai una ricostruzione storica dell’uso della tortura in Italia si afferma come necessaria.
Il testo di Lelio Basso è del 1953 e denuncia una realtà scandalosa, ma si può dire che – dopo settant’anni – nulla è più come allora? Assolutamente no. Anche oggi, nel nostro Paese, come in tutti i sistemi democratici, accade che vengano praticati abusi e violenze, maltrattamenti e torture ai danni di chi si trova sotto la custodia delle forze di polizia. Il pamphlet di Lelio Basso è un racconto dell’orrore del passato, che ci fa riflettere anche sui possibili orrori del presente. Questo sorprendente scritto del deputato socialista Lelio Basso, che fu membro dell’Assemblea Costituente, fu scritto sull’onda delle proteste a seguito di vari episodi di maltrattamenti e tortura da parte della polizia. Basso si interroga sul perché della permanenza di questo crudele e disumano “istituto”, anche dopo le tante battaglie ottocentesche e novecentesche per porvi termine e le vittorie ottenute, come ad esempio la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite (art. 5: “Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o punizione crudeli inumani o degradanti”) o anche l’art. 13 della nostra Costituzione, redatto proprio dallo stesso Basso assieme al deputato democristiano Giorgio La Pira. Basso procede anche a una ricostruzione storica dell’uso della tortura, indicando come sia stato giustificato nel corso del tempo anche da illustri pensatori. Sappiamo che oggigiorno la tortura è ampiamente usata in tutti i Paesi a regime dittatoriale, ma anche, e non raramente, nei Paesi democratici e in Italia. Qui da noi, quando emerge qualche caso del genere, si parla d’incidente, di “situazione sfuggita di mano”, di mele marce nelle forze dell’ordine. Ma la cronaca documenta che, pur vietata dalla Costituzione, la tortura è ancora utilizzata.
