«La parità di genere è sotto attacco in molte parti del mondo, vengono cancellate norme innovative a tutela delle donne, si modifica il linguaggio, si chiudono ministeri per le pari opportunità, si smantellano le politiche pubbliche che hanno a che fare con i diritti, si taglia la spesa pubblica, sono a rischio la crescita economica, la giustizia. Che tutto ciò accada in coincidenza con il 30° anniversario della Conferenza di Pechino e con il 25° anniversario della risoluzione Onu su donne, pace e sicurezza è davvero inquietante, ma non fermerà le battaglie delle donne di tutto il mondo». È il messaggio che arriva dalle numerose attiviste, rappresentanti di associazioni provenienti da vari Paesi, che hanno partecipato alla conferenza promossa a New York dalla delegazione italiana del W20, in occasione del CSW69, la Commission on the Status of Women, l’annuale appuntamento delle Nazioni Unite considerato il più importante evento mondiale dedicato alla parità di genere. Proprio il Segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, nel suo discorso di apertura aveva sostenuto la necessità di un coinvolgimento maggiore delle donne nei processi decisionali dei governi e delle imprese, con la società civile motore del cambiamento.
Nel corso dell’appuntamento della delegazione del W20, oltre a numerose rappresentanti di associazioni femminili, sono intervenute alcune delegate presenti alla Conferenza di Pechino del 1995, tra le quali l’indiana Pam Rajput, l’Argentina Mabel Bianco e l’italiana Linda Laura Sabbadini, che ha sottolineato come «La conferenza di Pechino è stato un traguardo fondamentale per le conquiste delle donne mai ottenuto prima, ancora inattuato. Le donne devono prendere coscienza che siamo al contrattacco globale alle conquiste delle donne in parallelo all’attacco alle democrazie da parte dei dittatori del mondo negli Usa, in Europa, in Argentina e in altri Paesi. Trump, cancellando parole come donne, discriminazione, stereotipi nel suo paese e sostenendo le formazioni europee e nel mondo più misogine e retrive ha dichiarato guerra alle donne. È ora di reagire con forza».
Per Elvira Marasco, fondatrice del W20 Italia, «è importante sottolineare il ruolo fondamentale del Women20 nel rapporto tra la società civile, costituita da tantissime associazioni femminili e i capi di Stato e di Governo del G20, un luogo dove con ancora più decisione cercheremo di incidere».
Per Patty Torchia, giornalista e advisor del W20 Italia «Tutto ciò per cui molte donne prima di noi hanno lottato, ogni parola, ogni simbolo, ogni obiettivo raggiunto, ogni battaglia che abbiamo intrapreso, stanno lentamente – non proprio lentamente – perdendo valore e senso. E noi non dobbiamo permetterlo. Ora più che mai la disuguaglianza di genere è una sfida del nostro tempo, ma anche un’opportunità senza precedenti».
Francesca Mesiti Spanò, Vice Presidente dell’Associazione Oltre, ha sottolineato come «a trent’anni dalla Dichiarazione di Pechino, la parità di genere resti incompiuta e le donne siano ancora oppresse da sfide pressanti come il femminicidio, le disuguaglianze sul lavoro e il peso invisibile del lavoro di cura non retribuito».
Per Katia Petrini capo delegazione del W20 Italia chiudendo i lavori «Quando i governi eliminano i ministeri per le pari opportunità o impongono restrizioni, i diritti delle donne sono in pericolo. Il trentesimo anniversario della Conferenza di Pechino ci ricorda che oggi più che mai dobbiamo difenderci da chi vuole riportarci indietro. Lo faremo unendo le forze al CSW, al G20, alla COP e in tutti i contesti multilaterali», ha concluso.
Il prossimo appuntamento sarà il vertice del G20 in Sudafrica, con il Summit delle donne previsto nel mese di ottobre 2025, come annunciato a New York dalla chair del W20 Narnia Bolher Muller.
