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mercoledì, 14 Ottobre, 2026

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L’intervista a Liliana Ocmin in occasione della Giornata mondiale contro la schiavitù infantile

Lo scorso 16 aprile è ricorsa la Giornata mondiale contro la schiavitù infantile, ideata dal Movimento Culturale Cristiano in commemorazione di Iqbal Masih, bambino pakistano assassinato a 12 anni, e di tutti quei bambini che ancora oggi, come lui sono schiavi o vengono venduti per diventare lavoratori o sposi bambini.

“Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro, mai un’arma di offesa. Gli unici strumenti che un bambino dovrebbe tenere in mano per lavoro sono penna e matita” disse Iqbal Masih, simbolo della lotta contro il lavoro minorile.

Iqbal Masih nacque in Pakistan in una famiglia molto povera, fu venduto all’età di cinque anni per 18 dollari ad un venditore di tappeti per pagare un debito che il genitore aveva contratto.

Da allora fu costretto a lavorare incatenato al telaio e malnutrito, per circa 10-12 ore al giorno.

Dopo che nel 1992 partecipò ad un evento del Bonded Labour Liberation Front (BLLF), Fronte di liberazione del lavoro, si rifiutò di continuare a lavorare nonostante le percosse.

Negli anni a seguire partecipò a diverse conferenze internazionali, sensibilizzando nel Pakistan l’opinione pubblica sui diritti negati dei bambini lavoratori e contribuendo al dibattito sulla schiavitù mondiale e sui diritti internazionali dell’infanzia.

Il 16 aprile 1995, giorno di Pasqua, Iqbal uscì in bicicletta con due suoi cugini. Venne colpito alla schiena e ucciso a colpi di arma da fuoco. Il BLLF accusò subito dell’accaduto la “mafia dei tappeti”. Ma non furono mai trovate delle prove schiaccianti. Nè gli eventuali mandanti.

Per questo motivo la Giornata mondiale contro la schiavitù infantile cade proprio il 16 aprile, l’anniversario del suo assassinio.

Ad oggi si stima che nel mondo oltre 150 milioni di bambini siano costretti a lavorare; di questi, oltre 70 milioni in condizioni pericolose e circa 9 milioni ridotti in schiavitù. In Africa lavora un bambino su tre prevalentemente nell’agricoltura familiare e nel piccolissimo commercio. In America Latina lavorano il 15 – 20% dei bambini al di sotto dei 15 anni e non pochi di loro sono anche ragazzi di strada.
Ma anche in Italia secondo l’associazione “Save The Children” sarebbero 350 mila i bambini e gli adolescenti che lavorano magari proprio nell’azienda di famiglia.

Associata alla schiavitù, la tratta di minori, secondo i dati raccolti da “Save the Children”, è ancora uno dei mercati illeciti più diffusi e proficui in tutto il mondo, insieme al traffico di droga e armi.
I soli casi accertati nel 2020, che hanno dato luogo a procedimenti giudiziari e condanne, riguardano 109.216 vittime nel mondo, un numero che non rappresenta le proporzioni reali del fenomeno in gran parte sommerso, e che è indice della debolezza dei Paesi nel contrastarlo.

Nella Giornata Mondiale contro la schiavitù infantile, Interris.it ha intervistato la dottoressa Liliana Ocmin, componente del Consiglio di Amministrazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) nella quale ha parlato dell’argomento.

E’ possibile leggere l’intervista su questo link.


Fonte: https://www.interris.it/copertina/ocmin-ilo-guerra-ucraina-forte-aumento-minori-sfruttati/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=giornaliera

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