Un ferragosto tragico sui posti di lavoro, ancora e sempre più incidenti per cadute da ponti stradali di operai in subappalto, chi soffocato da veleni sprigionati da serbatoi, vigili del fuoco accorsi per dominare fiamme dolose, solo alcuni esempi di tragedie infinite di cui abbiamo numeri certi e non le cd percezioni.
Il diritto penale non ha la forza di invertire la rotta della sola sanzione e le aziende e le stesse istituzioni hanno l’obbligo di allearsi per contrastare questa deriva e impegnarsi per rispettare la vita di chi lavora faticosamente per vivere.
Vero è che il modello che abbiamo seguito in tutti questi anni non ha funzionato: norme su norme ,commissioni cd paritetiche, provvedimenti incoerenti e tappabuchi chiamati a novellare l’ormai famoso Testo Unico 81/2008 senza invece il necessario coordinamento con la coeva proposta di riforma del decreto legislativo n. 231 del 2001 avanzata nel gennaio 2026, ove si propone una revisione organica dei criteri di imputazione dell’illecito dell’ente, con la colpa di organizzazione elevata a elemento costitutivo e l’introduzione di istituti a vocazione premiale e riparativa.
